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A cura di Noemi Novelli (webangel)
Pubblicato il 29/01/2005
Il libro dal quale è tratta la lettera che segue, narra una storia vera: quella di Thomas Gauthier e Laurie Delmas. Laurie su un quotidiano legge uno strano annuncio "Detenuto cerca corrispondente". E' la proposta di uno sconosciuto, prigioniero invisibile di un carcere che lo isola in un mondo vicinissimo ma irragiungibile. Thomas è stato condannato a vent'anni per un reato commesso quando ne aveva vent'uno, e l'annuncio rappresenta il suo messaggio nella bottiglia, il disperato tentativo di infrangere i muri che lo separano dal mondo esterno grazie alla scrittura. Quando Laure decide di rispondere, tra i due inizia una relazione epistolare che dapprima è un gioco ma diventa sempre più intensa, nonostante il timore di Laure di farsi coinvolgere eccessivamente, fino al primo appuntamento telefonico....
17 dicembre 1999
L'amico tra le mura
Laggiù, nel fresco di una stanza chiusa
Dov'è lui , solo , si posano, a memoria, le mie parole.
Nel flusso delle frasi si sfiorano le nostre vite,
Facendo tabula rasa di ogni desiderio.
Al semplice calore di quei fogli a righe si sciolgono gli umori
Della mia angoscia d'artista.
Sulla sua finestra triste e nuda la mia scrittura livida
Dolcemente attenua le cupe sbarre d'acciaio.
Ma è sulle mura ostili che i nostri pensieri uniti aprono un varco
A un alito di Libertà.
Laure
19 dicembre 1999
Sarebbe questa la vita?
Che triste destino vedersi separati dal mondo....Sentirsi stretto come in una tomba! Blindato. Mi è quasi impossibile controllare l'angoscia generata dalla reclusione. Tocco con le mani, con la fronte, con le guance, il muro più imprevedibile, il più sordo! Ho un bel guardare in aria, sperando di cambiare aria, vedo soltanto questi muri grigi, quello della sofferenza che mi viene imposta, a me "inadeguato a questo mondo".
Vertigine dell'anima. Camminare mi fa male. Pensare mi fa male. Quante imprecazioni su questi muri grigi? Quanto dolore? Felicità perduta! Felicità fuggita! Il tempo passa e svanisce. A giorni, a mesi, a anni....E io, infelice non so che dire? Che fare? Affinchè questo tempo in questo luogo desolato possa sembrarmi migliore....Meno triste, meno grigio, meno opprimente....
Ecco la soluzione! La soluzione estrema....Ci vuole un annuncio...Qualche parola scelta in un angolo del mio cervello per potermi illudere di non essere più "dimenticato"...Dimenticato dal mondo esterno. Lì dove il motto è "Ciascuno per se, a ciascuno il suo se"...Un mondo dove la gente che muore di fame e dorme per strada nemmeno più la guardano...
E' da lì che è venuta lei, simile ad un'ombra solare, simile ad una nota musicale, a rischiarare questa cella fatta di oblio e di isolamento. Adesso finalmente la vita sorride.
La speranza di una lettera e di qualche parola mi fa aspettare ogni giorno quella luce, quella dolcezza e quell'affetto che trovo nelle sue lettere. Non so come descrivere l'emozione che accelera i battiti del mio cuore appena vedo la sua scrittura sulla busta. La sua scrittura...Descrivere la sostanza e la forza delle parole che riempono le sue lettere. Leggendole ho come la senzazione di essere piccolo. La paura di non essere all'altezza, di ritrovarmi a un punto in cui questa corrispondenza sarà solo un ricordo...Una paura che mi assilla! Perchè? Forse in questo mondo blindato e crudele ho visto troppe illusioni e troppe delusioni!
Quando dico di sentirmi piccolo mi riferisco in particolare al paragone con i suoi studi e le sue conoscenze letterarie. Sfortunatamente io non ho avuto la possibilità di studiare sul serio, nel senso che per problemi famigliari ho dovuto smettere di andare a scuola quando avevo dodici anni. Non dico che avrei potuto diventare uno "scienziato", ma penso che almeno il diploma sarei riuscito a prenderlo. Mi dirà che sono ancora in tempo, ma le assicuro che in questo posto non viene una gran voglia di mettersi a studiare.
E quando ci si trova in un ambiente ostile come questo che è basato sulla "legge della giungla", bisogna per prima cosa mettersi "all'altezza" della gente con cui convive per evitare di finire nel ruolo dell'agnello che si fa fregare il cibo dai lupi....
Quindi l'unica cosa che conviene studiare è come diventare "leone"! E in questo studio mi sono applicato con ottimi risultati , e non lo dico con fierezza ma solo perchè bisognava adattarsi...I "gradini" del "teppistello" li ho saliti a quattro a quattro. Sballottato sin da piccolo in una vita di miseria e di aggressività ho imboccato una cattiva strada che non avevo scelto ma dove ho trovato il mio posto...
Oggi mi ci ritrovo da solo, faccia a faccia con me stesso e il mio passato. Con le visite ridotte a tre volte l'anno, perchè col tempo l'"oblio" colpisce anche la famiglia...E li capisco perfettamente, data la distanza per mia madre e la vita di famiglia per le mie sorelle. Quanto agli amici, queste mura sono alte e la loro vista scoraggia anche i più volenterosi...
Oggi mi trovo davanti a una donna che conosco pochissimo e che ciononostante mi regala una boccata di ossigeno e un calore della cui positività non riesce a rendersi conto, visto che non è mai soddisfatta fino in fondo di ciò che fa. E allora sento il dovere di dirglielo attraverso le mie parole e di farle comprendere che quello che scrivo è sincero e spontaneo.
Io non sono più solo, e la ringrazio di avermi "invitato" nella sua vita .Rispetto ai detenuti che sono tali da anni soltanto "Baudelaire riesce ad esprimere meglio la senzazione di trovarsi "in cattività" e l'importanza di una lettera o di una presenza fisica. Non per niente è Baudelaire.
So che il dolore è la
sola nobiltà
che mai intaccheranno sia
terra sia inferno,
e so cosa occorra per intrecciare
la mia corona mistica;
tassare ogni tempo e
ogni universo.
Charles Baudelaire
Grazie. Tom.
Tratto da "Detenuto cerca corrispondente" di Laure Delmas, Thomas Gauthier