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A cura di Noemi Novelli (webangel)
Pubblicato il 08/03/2005
Sono studenti detenuti, e non possono lasciare le loro celle: non fisicamente, almeno, ma con la propria arte sì. I lavori realizzati dai carcerati spezzini iscritti ai corsi superiori di operatore della grafica pubblicitaria, organizzato dall’istituto professionale "Einaudi", sono stati selezionati per una esposizione ufficiale al Centro Allende: e veri critici letterari le hanno censite in un catalogo.
Il Secolo XIX, 7 marzo 2005
Come titolo, con un pizzico di ironia, è stato scelto qualcosa che rimanda alla "malavita": la mostra si intitola "Un... colpo a regola d’arte", ma ovviamente armi e spaccate non c’entrano. Qui il colpo è il disegno che ogni studente ha elaborato. Per ogni lavoro, un noto critico d’arte ha preparato una scheda: Daniele Crippa, responsabile della galleria d’arte civica di Portofino, ha valutato tutti i quadri. Il materiale, è stato inserito in un catalogo. E dopo l’Allende, girerà in altri spazi espositivi, per far conoscere quanto è stato realizzato in carcere. A presentare l’esposizione, è intervenuto il direttore del "Lia", Andrea Marmori. "I nostri insegnanti hanno lavorato con impegno, gli studenti con passione - sottolinea la preside dell’Einaudi, Clementina Petillo - Ci siamo accorti subito che i quadri avevano qualcosa si speciale. La nostra sensazione è stata confermata dai giudizi dei critici. La galleria "Il gabbiano" ci ha messo in contatto con l’Allende".
La resposabile del progetto è la professoressa Daniela Paita. È stata coadiuvata dagli insegnanti Enrico Amici e Floriana Sportelli. Altre collaborazioni sono arrivate dai docenti Vola e Marianni. Il tutto, come sempre, con la collaborazione fondamentale della direttrice del carcere, Maria Cristina Bigi.