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A cura di Noemi Novelli (webangel)
Pubblicato il 17/05/2005
Rapita oggi in Aghanistan: Clementina Cantoni,32 anni di Milano una dei tanti volontari che operano in "paesi caldi" per conto delle Ong che realizzano progetti a favore delle vedove e dei bambini. "Sorridente, solare, dinamica" è così che la descrivono gli amici. Il Sismi è già al lavoro: primo canale aperto con i rapitori.

Prima Bulgaria, poi Kosovo e infine Afghanistan: Clementina Cantoni, 32 anni, milanese, negli ultimi otto anni ha lavorato in alcuni dei posti più "caldi" del mondo sempre al servizio di organizzazioni internazionali "ma mai italiane, e questo, per certi aspetti, può essere negativo" spiega un amico di famiglia uscendo dalla casa dei Cantoni, nel centro di Milano, dove con ansia si attendono notizie sul rapimento della ragazza.
In casa papà Fabio e mamma Germana hanno saputo del suo rapimento ieri verso le 19.
I fratelli, Davide e Stefano, lavorano all'estero. Anche la "solare ed energica" Clementina, come la descrivono gli amici, ha vissuto e studiato a Londra per un certo periodo. Poi i viaggi e il desiderio di aiutare gli altri. Fino a Kabul dove ieri sera è stata rapita.
IL LAVORO DI CLEMENTINA A KABUL
Clementina stava lavorando a un programma per la tutela dei diritti delle donne afgane.
In particolare delle oltre 10 mila vedove di guerra e dei loro bambini "che vivono con meno di un dollaro al giorno" racconta la stessa Clementina in un'intervista rilasciata da una radio australiana alla vigilia delle elezioni dello scorso ottobre.
"Care opera in una società dove le donne sono state tradizionalmente escluse e marginalizzate, e dove benché la situazione sia migliorata dopo la caduta dei Taleban, la democrazia è un obiettivo a lunga scadenza, su cui la comunità internazionale deve continuare a fare pressione'', spiega ancora Clementina.
Clementina lavora con la sezione canadese dell'organizzazione umanitaria che intanto ha lanciato un appello per la sua liberazione. Il presidente di Care Canada, Michael Kleinm, il 9 maggio scorso, in un comunicato aveva messo in guardia sui pericoli per la sicurezza dei propri rappresentanti in Afghanistan, derivanti soprattutto ''dal confondere militari e operatori umanitari''. tratto da Panorama