

Quest’uomo secondo loro era cambiato
“Pur con le cautele imposte dalla originaria elevata pericolosità sociale del condannato i progressi compiuti nel corso del trattamento e le prove concrete e costanti di partecipazione all’opera di rieducazione descrivono una lenta, faticosa e, per questo, più veritiera evoluzione della personalità di Izzo, che appare oggi, in senso positivo, persona assai diversa da quella che l’opinione pubblica italiana ha tristemente cristallizzato nella propria memoria storica e tale da consentire la formulazione per il futuro di un giudizio prognostico favorevole circa l’idoneità dello stesso ad una costruttiva partecipazione sociale.
Su tali presupposti la semilibertà, attraverso lo svolgimento di lavoro all’esterno, indispensabile allo stato per preservare il condannato dai rischi annientanti di una prolungata segregazione e per sperimentare in concreto il cambiamento e l’emancipazione raggiunti, e il ritorno quotidiano nella struttura carceraria, che consentirà di mantenere un controllo continuativo sull’ulteriore corso verso una emenda più completa, appare misura adeguata a prevenire il pericolo di nuovi reati ed a favorire il graduale reinserimento di Izzo nella società”.
Valentina Maiorano( nella foto) insieme alla madre vittima del duplice omicidio commesso da Angelo Izzo durante il periodo in cui gli fu concessa la semi-libertà
Noemi Novelli (webangel)









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