Pescara: il carcere diventa set cinematografico.

"Avrei voluto rinchiudere la troupe nel carcere per tutta la durata del film, perché penso che per capire questo mondo ti ci devi immergere dall’interno". Così, tra il serio ed il faceto, Maurizio Fiume, regista di "Cantieri", il cortometraggio che vede come attori protagonisti sette detenuti del carcere di San Donato impegnati in un corso di formazione professionale nella scuola edile, ha introdotto il film-documentario presentato in anteprima nella sala cinematografica dell’istituto penitenziario di Pescara.

Dal Messaggero

Più che una semplice battuta, in queste parole c’è l’essenza della pellicola: nata all’interno di un progetto per il reinserimento dei detenuti nella società, cerca di entrare nella loro quotidianità fatta di speranze, aspettative e tanta paura nel futuro.

Un futuro che per alcuni sarà meno buio, visto che in cinque hanno ottenuto un’assunzione a tempo indeterminato, merce rara in tempi di precariato. Prodotto da Carlo Angelozzi, il “corto”, nato dalla collaborazione tra la Casa circondariale di Pescara, l’assessorato alla cultura del Comune e la scuola edile, dura mezz’ora ed è preceduto da un backstage girato da Francesco Calandra. “Ho paura - dichiara nel film Raffaello, detenuto originario di Andria - di ricommettere gli stessi errori del passato senza una concreta opportunità di lavoro. Puoi non mangiare uno due tre giorni, ma al quarto ti ritrovi a compiere gli stessi reati di prima”. Il cortometraggio finisce con i detenuti a pranzo in un ristorante. Emilio, che sogna di fare il ristoratore, viene invitato dal proprietario del locale a cimentarsi in cucina.

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Pubblicato il martedì 30 maggio 2006 in: Lavoro, cultura, sociale e sport

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