"Crimini su donne e bambine" di Noemi Novelli

"CRIMINI SU DONNE E BAMBINE originarie delle società patriarcali e tribali" Edito da Generoso Procaccini. Un saggio sulla difficile condizione femminile. Arricchito dalla preziosa prefazione del Criminologo Carmelo Lavorino.

“La criminologa Noemi Novelli col suo saggio “Crimini su donne e bambine originarie di società patriarcali e tribali” ci propone un crimine antico come la prima donna sul pianeta Terra, ma volutamente sconosciuto o rimosso dalla cosiddetta “società civile”, quello dell’aggressione, del dominio e della violenza contro le donne e le bambine, quello dei diritti femminili e umani calpestati. Un crimine dalle mille facce e forme, radicato ma nascosto nelle tradizioni sociali, negli usi e costumi, nelle credenze religiose, nei riti tribali e nell’immaginario collettivo.

Un crimine abominevole che la “società civile” fa finta di non vedere perché “creerebbe troppi problemi diplomatici e di coesistenza economico-politica”, che appare “inopportuno e poco diplomatico” andare a investigare(…)

La verità deve essere detta e ripetuta, anzi, deve essere gridata: questo è il senso iniziale del saggio. Un grido iniziale che poi diviene acquisizione dati, osservatorio capillare e multidisciplinare, collazione di interviste e di esperienze storiche e giornalistiche, analisi socio-criminologica, rappresentazione storica di un groviglio di crimini, sparsi per il tempo, per il mondo e nelle coscienze”.&#nbsp;

dalla Prefazione del Criminologo Carmelo Lavorino


&#nbsp;

Recensione della giornalista
Barbara Laurenzi

www.previewonline.info

29/03/2007

Roma - Donne come vittime di soprusi, donne come protagoniste che prendono coscienza della propria condizione. In questa ascesi da semplici oggetti di perversione a soggetti in grado di capire quanto la realtà possa essere diversa, scopriamo le protagoniste del saggio “Crimini su donne e bambine originarie di società patriarcali e tribali”, scritto da Noemi Novelli, arricchito dalla prefazione del criminologo Carmelo Lavorino e da numerose interviste a donne e minori coinvolte.

Nato da una lunga ricerca svolta in Italia e nei paesi Mediorientali, il libro è rivolto soprattutto ai professionisti del settore, come operatori di polizia, assistenti sociali ed insegnanti.

Il saggio costituisce un’attenta e lucida analisi delle molteplici violenze a cui, ancora oggi, sono sottoposte numerose rappresentanti del cosiddetto “sesso debole”, così debole da poter essere facilmente soggiogato a ingiustificati riti ancestrali. Ma non sono solo le culture patriarcali asiatiche e africane a fare da carnefici. I crimini descritti nel saggio sono radicati anche nei paesi che hanno conquistato leggi democratiche e paritarie. Dalle pagine di questo libro - verità scopriamo così come il fenomeno sia presente anche nei paesi denominati ‘civili’, in tanti episodi che solitamente trasliamo in semplice cronaca nera. Ecco che, allora, anche la vicenda del massacro del Circeo si trasforma in spunto per una nuova interpretazione, grazie alla lettura che ne da l’autrice, unita ad un’intervista inedita a Letizia Lopez, sorella di Rosaria, una delle vittime.

Il percorso psicologico, sociologico, criminologico e culturale con cui vengono analizzate e documentate le violenze diventa un momento di riflessione su una realtà diversa e a volte ignorata, decisamente presente, invece, nella vita di altre madri, mogli e figlie che ogni giorno sono costrette a subirne le implicazioni. Gli interrogativi che scaturiscono dal saggio si elevano, al tempo stesso, in una presa di coscienza da parte di chi intuisce l’ingiustizia della propria condizione, comprendendo che non è questa la normalità, che non tutte le donne vivono in questo modo. Nascere donna non significa vivere da vittima.

E’ quindi questo il messaggio dell’autrice Noemi Novelli. Criminologa e Presidente dell’Osservatorio Multidisciplinare Crimini su Donne e Minori, Noemi Novelli è impegnata come ricercatrice specializzata sulla condizione femminile nel Medio Oriente ed ha coordinato progetti internazionali per la tutela della donna. Sfruttando la sua esperienza, ha ricostruito nel saggio quello che in realtà è un itinerario mentale che tocca i temi più delicati, come la sharja, l’infibulazione, il delitto d’onore, le aggressioni con l’acido ed, infine, la sessuofobia e l’ossessione per la verginità nelle società patriarcali, al tempo stesso protagoniste quasi assolute degli episodi di perversione e segregazione sessuale. Temi spesso tabù, dimenticati o tralasciati anche dalle nostre democrazie della comunicazione.

&#nbsp;

Immagine contenuta nel testo

&#nbsp;

&#nbsp;

Da&#nbsp; blogosfere.it

Scienza e salute

30/05/2007

&#nbsp;

È in libreria il saggio “Crimini su donne e bambine originarie di società patriarcali e tribali” di Noemi Novelli. In passato ci eravamo già occupati di questo delicato argomento, su Blogosfere Style & Fashion, intervistando Eleonora Baldacci, presidente e responsabile del centro anti-violenza “IOTUNOIVOI Donne Insieme” di Udine. (Per ascoltare l’intervista clicca qui)

L’Associazione è nata nel 1995 con l’intento di offrire sostegno, anche psicologico, accoglienza e ascolto a donne e bambini che hanno subito maltrattamenti, violenze, soprusi. “La violenza contro le donne – si legge sul sito –&#nbsp; è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace“.

violenza%20donne.jpgOggi vogliamo segnalare questo interessante libro che testimonia come i crimini contro le donne e i bambini siano presenti non solo nelle società patriarcali asiatiche e africane, ma anche nei paesi in cui vigono leggi democratiche e paritarie.

Il libro è suddiviso in 12 capitoli ed è molto interessante perché costituisce un’attenta analisi delle molteplici violenze, a cui ancora oggi sono sottoposte numerose rappresentanti del cosiddetto “sesso debole“. Le violenze sono esaminate da un punto di vista psicologico, sociologico, criminologico e culturale. Intende sia offrire uno spunto di riflessione e un concreto aiuto alle vittime affinché possano prendere concretamente coscienza della loro condizione, sia rivolgersi ai professionisti del settore, come operatori di polizia, assistenti sociali ed insegnanti.

&#nbsp;

Recensione della giornalista Eugenia Palazzetti

da www.ifatti.com

8/6/2007

Violenza sulle donne: molto lontana, incredibilmente vicina
Noemi Novelli ripercorre e analizza i crimini che colpiscono l’altra metà del cielo&#nbsp;

libro violenza donne - libro violenza donne
Roma (Eugenia Palazzetti) - Non bisogna andare molto lontano, la cronaca ce lo ricorda ogni giorno, per capire quanto siano diffusi i crimini contro le donne. Ma Noemi Novelli, criminologa e presidente dell’Osservatorio multidisciplinare crimini su donne e minori, si è spinta più oltre.
Nel saggio “Crimini su donne e bambine originarie di società patriarcali e tribali” (Bardi Editore), racconta le storie delle innumerevoli vittime di abusi incontrate in Italia e in Medio Oriente (in particolare Egitto e Giordania). Analizza le origini culturali, religiose, psicologiche, sociologiche di quello che sembra un inestirpabile male. Ripercorre miti, leggi, precetti religiosi, libri, tradizioni che stigmatizzano le donne e “giustificano” i carnefici.
Nelle pagine della Novelli c’è la cronaca (la realtà) e la cultura (l’immaginario) in cui queste violenze proliferano. Matrimoni combinati, stupri, mutilazioni genitali femminili, punizioni invalidanti, condanne esemplari, aggressioni con l’acido, delitti d’onore. Orrori che sembrano provenire da un mondo lontano, sottosviluppato, incivile.
Eppure vicini, nel tempo e nello spazio. Immigrati insieme alle nuove realtà multietniche nelle nostre civilissime città. Ultimi baluardi (?) per evitare agli stranieri un’indesiderata integrazione. Ultimi pretesti per rifiutare i nostri nuovi poveri. Ripercorrere l’avvento della tradizione patriarcale, sinonimo per le donne di sottomissione e spersonalizzazione; rincontrare un concetto di “onore” che si nutre di sangue (della prima notte di nozze così come dell’omicidio della presunta adultera) e che con esso va lavato; riaffacciarsi su realtà familiari dove il nemico non è più solo l’uomo, ma le proprie stesse madri. Tutto questo al fine di risvegliare una giusta ondata di sdegno, di suscitare un moto di rivolta. Di ricordare che non solo l’Islam, o alcune sue frange, mortifica le donne.
Sarebbe un peccato far cadere nel silenzio questo libro. In primo luogo perché non parla solo delle donne, ma soprattutto degli uomini e di tutta una società malata. Poi perché non bisognerebbe mai sentirsi al sicuro. Nemmeno in Europa, neanche in Italia dove, accanto alle vecchie e nuove storie di gelosie e abusi, nuove forme di persecuzione salgono agli onori delle prime pagine. E tra le righe si affaccia lo spettro della moderna violenza, dello stalking, la persecuzione che si fa pedinamento, invasione della sfera personale, terrore che corre sul filo telefonico.
Ma non c’è sangue, almeno fino all’epilogo, e le donne seguite, minacciate, vilipese non trovano ancora tutela nella legge. Basta ricordare Apollo e Dafne, per tornare al mito: per sfuggire al dio molestatore non resta che trasformarsi in albero. Perdere la propria natura umana, o, fuor di metafora, la vita.

&#nbsp;

Recensione della giornalista Giusy Montoneri

da www.ilmegafono.org

9/06/2007

Un libro denuncia che guarda al futuro

“Crimini su donne e bambine nelle società patriarcali” è l’ultimo lavoro della criminologa Noemi Novelli- Un saggio sulla violenza subita dalle donne in tutto il mondo, che denuncia ma traccia anche la via per un futuro di riscatto”.&#nbsp;&#nbsp;

“Crimini su donne e bambine nelle società patriarcali” è l’ultimo libro della criminologa Noemi Novelli, edito da Procaccini. La Novelli è presidente dell’Osservatorio Multidisciplinare dei Crimini su Donne e Minori, ricercatrice specializzata sulla condizione femminile nel Medio Oriente e ha coordinato progetti internazionali per la tutela della donna.

Questa sua ultima opera è un saggio in cui si parla delle donne e delle bambine, in quanto vittime di violenze, non soltanto in quelle civiltà più marcatamente contraddistinte da un’organizzazione patriarcale della società, bensì anche in quelle che si vantano di essere democratiche e paritarie.

Un ampio spazio viene riservato ai racconti, raccolti soprattutto in Medio Oriente, di donne e bambine che hanno vissuto sulla loro pelle la violenza e l’umiliazione non solo fisiche. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di annullamenti totali della persona e della dignità umana; persone che vengono trattate come cose e che spesso non riescono neanche a prendere coscienza dell’anormalità della loro condizione.

Il libro è diviso in dodici capitoli, otto dei quali costruiscono un vero e proprio percorso psicologico, sociologico, criminologico e culturale in cui vengono analizzate e documentate le varie forme di violenza: si va dalla sessuofobia e ossessione per la verginità alla segregazione dei sessi che genera le perversioni sessuali, dallo stupro all’infibulazione e ad altri tipi di mutilazioni genitali femminili, dalle aggressioni con l’acido fino al delitto d’onore ed alla violenza domestica. Una vasta gamma di forme, le quali sono strettamente connesse con il carattere più o meno velatamente patriarcale della società, che, secondo l’autrice, non è proprio soltanto delle culture asiatiche ed africane, ma, in qualche modo, è radicato anche in Occidente. A sostegno di questa tesi vengono portati diversi esempi, tra cui le vicende di Angelo Izzo, autore del massacro del Circeo, le quali sono ricostruite ed interpretate dall’autrice con l’aiuto di Letizia Lopez, sorella di Rosaria, una delle vittime. Sorprende leggere come nella civile Italia, nei processi degli anni ’70, gli inquirenti esaminassero gli atteggiamenti delle vittime prima ancora di quelli dell’imputato: in pratica era come se nei processi si tendesse ad attribuire alla donna la responsabilità di aver provocato lo stupro o l’aggressione.&#nbsp;

Si tratta di un atteggiamento, tuttora presente, anche se ipocritamente celato, che ha origini antichissime e che tende ad individuare nella donna la fonte di ogni male, il diavolo tentatore a cui, quindi, è sempre attribuibile la colpa di essersi ridotta a vittima. Il senso del pudore ed il tabù del sesso, inculcati fin dalla più tenera età nelle donne, non sono quindi prerogativa delle società patriarcali orientali o africane: in proposito, quando l’autrice fa riferimento al comportamento repressivo della Chiesa cattolica (nel 1486, ad esempio, viene pubblicato a Strasburgo il Malleus Maleficarum, ovvero il martello per lo sterminio delle donne malefiche, manuale-guida misogino e sessuofobico a uso degli inquisitori), vengono in mente le Case della Maddalena irlandesi (non troppo lontane nel tempo e nello spazio), in cui venivano rinchiuse e maltrattate le ragazze che rappresentavano un problema per le famiglie per il solo fatto di essere nate donne.

&#nbsp;Il messaggio che l’autrice vuole mandare con il suo libro è proprio questo: nascere donna non significa dover vivere da vittima. E’ per questo che insieme ai tanti racconti aberranti delle violenze subite, sono proposte anche storie positive di donne che hanno preso coscienza di vivere una vita che non necessariamente doveva continuare a scorrere così ed hanno avuto il coraggio di ribellarsi e ricominciare da capo, nonostante gli evidenti segni impressi nel fisico e nell’anima.

&#nbsp;







Da www.writers.it

http://www.writers.it/modules.php?name=News&file=article&sid=154

Libri - Crimini su donne e bambine




Libri












&#nbsp;
:: Libri

Crimini su donne e bambini - Noemi Novelli - Bardi editore - pp119 - € 22,00 per acquisti —> Bardi editore

“I crimini contro le donne e le bambine vengono agiti non solo nelle società patriarcali asiatiche e africane, ma anche nei paesi che hanno conquistato leggi democratiche e paritarie.
L’esposizione delle molteplici violenze, documentate e analizzate sotto il profilo psicologico,sociologico, criminologico e culturale, intende offrire materiale di riflessione e di presa di coscienza da parte delle vittime.


Dichiarazione dell’autrice:
Il testo, sintesi di una lunga ricerca criminologica e sociologica che ho svolto in Italia ed all’estero, vuole essere uno strumento multidisciplinare e trasversale politicamente. Le donne protagoniste del libro appartengono a religioni diverse, estrazioni sociali diverse, ciò vuole dimostrare che purtroppo il fenomeno della violenza di genere, così attuale e drammatico, investe diverse società, e non esclude il progredito occidente, i carnefici sono spesso persone insospettabili, gli stessi familiari, il coniuge, gli amici più affidabili. Colei che subisce il crimine non sempre appartiene ad una classe sociale inferiore culturalmente, spesso infatti è semplicemente non consapevole, cioè vittima due volte; di colui che le perpetra violenza e della cosidetta “sindrome di Stoccolma” che la costringe a vivere con un uomo che le fa male che in fin dei conti l’ama, un uomo debole da proteggere, da difendere anche da se stesso e dalla sua violenza.
Il saggio offre una ulteriore chiave di lettura del fenomeno, ulteriori spunti di riflessione rivolti agli operatori del settore, quali forze dell’ordine, medici, psicologi che si adoperano per assistere donne e minori vittime di crimini violenti.

Noemi Novelli

Dalla Prefazione del Criminologo Carmelo Lavorino

“La criminologa Noemi Novelli col suo saggio “Crimini su donne e bambine originarie di società patriarcali e tribali” ci propone un crimine antico come la prima donna sul pianeta Terra, ma volutamente sconosciuto o rimosso dalla cosiddetta “società civile”, quello dell’aggressione, del dominio e della violenza contro le donne e le bambine, quello dei diritti femminili e umani calpestati. Un crimine dalle mille facce e forme, radicato ma nascosto nelle tradizioni sociali, negli usi e costumi, nelle credenze religiose, nei riti tribali e nell’immaginario collettivo.

Un crimine abominevole che la “società civile” fa finta di non vedere perché “creerebbe troppi problemi diplomatici e di coesistenza economico-politica”, che appare “inopportuno e poco diplomatico” andare a
investigare(…)

La verità deve essere detta e ripetuta, anzi, deve essere
gridata: questo è il senso iniziale del saggio. Un grido iniziale che poi diviene acquisizione dati, osservatorio capillare e multidisciplinare, collazione di interviste e di esperienze storiche e giornalistiche, analisi socio-criminologica, rappresentazione storica di un groviglio di crimini, sparsi per il tempo, per il mondo e nelle coscienze”.

—->

Noemi Novelli è nata a Piombino (Li) nel 1975, vive a Roma dove ha fondato,con un gruppo di ricercatori, l’osservatorio multidisciplinare “Crimini su donne e minori. E’ criminologa specializzata in abusi su donne e minori, è consulente per studi legali, è docente in master e corsi di specializzazione in ambito criminologo ed investigativo.
&#nbsp;

&#nbsp;

da Affari Italiani

http://canali.libero.it/affaritaliani/criminidonne0407.html

Recensione della giornalista Paola Simonetti.

Libri/”Crimini su donne e bambine”: alle radici dell’oppressione sul femminile

Giovedí 05.07.2007 13:45








La copertina
Le lapidazioni pubbliche in Afghanistan, le mutilazioni genitali in numerosi paesi africani, i matrimoni coatti in India, le acidificazioni messe in atto in Pakistan e Bangladesh, gli stupri punitivi di gruppo, gli omicidi consumati fra le mura domestiche per motivi di possesso e gelosia. Questi crimini conoscono le stesse vittime: donne e bambine. Violenze che travalicano differenze di nazionalità, religione, condizione sociale. In Italia come nel resto del pianeta, la cronaca ne è piena ogni giorno.&#nbsp;
L’oppressione dell’uomo sulla donna affonda le radici nelle società patriarcali, in pratiche ataviche e tribali. Consuetudini non direttamente legate alla religione islamica o a quella cristiana, ma spesso legittimate proprio dai rappresentanti di queste. Feroci crimini, celati spesso con troppa leggerezza dietro la denominazione “tradizione”, dai quali le donne straniere non riescono ad affrancarsi nemmeno una volta arrivate nel nostro Paese, dove le leggi sono lacunose e approssimative.&#nbsp;

Questi gli elementi di uno scenario di cui traccia un profilo drammaticamente illuminante il saggio “Crimini su donne e bambine originarie delle società patriarcali” (Procaccini Editore), della criminologa Noemi Novelli, presidente dell’Osservatorio Multidisciplinare Crimini su Donne e Minori. Un volume divulgativo, scorrevole e snello, nato da una ricerca durata tre anni condotta fra Egitto e Medio Oriente, attraverso interviste a cittadine e cittadini locali. “Ma – tiene a precisare ad Affari l’autrice- dobbiamo ricordare che la violenza di genere non è un fenomeno che riguarda solo i paesi in via di sviluppo”.

La dissimulazione di tali crimini sulle donne dietro la religione, è avvenuta volontariamente o per cultura?
“La religione è stata uno schermo, uno scudo per nascondere questi tipi di violenza, che affondano invece la loro volontà nel desiderio di dominio della donna e della sua “purezza”. Un passaggio quasi invisibile, in molti casi anche consapevole, operato in mala fede”.&#nbsp;&#nbsp;&#nbsp;

Che cosa spinge gli uomini ad una così feroce repressione nei confronti delle donne?&#nbsp;
“La loro grande fragilità e insicurezza. Elementi questi, cruciali anche nella sfera della psicanalisi quando si parla del profilo dell’individuo violento. Non ultima, la paura di perdere la persona amata o di cui si anela il possesso, che genera molti dei delitti passionali così presenti anche nel nostro Paese. In particolare, in Italia, il seme del crimine si colloca nel cambiamento del rapporto uomo-donna. In particolare sul cambiamento di quest’ultima, non più disponibile ad un ruolo secondario, immutabile e relegato alla sfera familiare e casalinga. All’uomo sta sfuggendo il controllo delle corsa del femminile, e si è trovato per certi versi un gradino al di sotto. E la frustrazione genera la violenza”.&#nbsp;

In Italia come nel mondo, le donne in quale misura sono responsabili, se lo sono, del mantenimento di questo status?
“Un punto cruciale questo… Ne sono responsabili, nella dimensione in cui s adattano alla violenza per il subentrare di quella sindrome denominata “di Stoccolma”: ovvero la giustificazione del carnefice. Un meccanismo che subentra per sopravvivenza psicologica. E questo ostacola lo psicoterapeuta e, ovviamente, la capacità di denunciare”.&#nbsp;

Nel suo libro lunghissima la lista di violenze subite dalle donne in molti parti del mondo, spesso in silenzio per terrore. In Italia questo fenomeno, è emerso con la giusta forza?&#nbsp;
“Negli ultimi anni sì. Il dibattito e la denuncia sta emergendo. Non dimentichiamo che alcuni passi, seppure stentati, le leggi italiane li hanno intrapresi, mi riferisco alla legge contro le mutilazioni genitali, ad esempio. In ogni caso, è stata proprio la volontà di divulgare il più possibile con dati scientifici, quello che mi ha spinta a scrivere questo libro, andando oltre la politica, la religione, la razza. C’era bisogno di un “compendio”, al di là delle storie personali così mirabilmente narrate dalle protagoniste”.&#nbsp;

Paola Simonetti&#nbsp;&#nbsp;

&#nbsp;

&#nbsp;Recensione di Alessia Spagnoli da Il Paese delle Donne

17 Novembre 2007

http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article1180

Giunge proprio al momento più opportuno il volume “Crimini su Donne e Bambine”, l’accurata riflessione svolta dalla criminologa Noemi Novelli attorno al tema della violenza alle donne, a reindirizzare le coordinate di un dibattito che negli ultimi tempi ha spesso trasceso, e da più parti, i termini di una discussione seria e ben argomentata.

Una siffatta inchiesta non cesserà di rappresentare un valido strumento di riferimento su tale scivolosa materia, anche quando, c’è da scommetterci, il “polverone mediatico” attorno all’argomento si sarà posato nuovamente sul terreno delle discussioni ormai dimenticate (ma solo dal tritacarne catodico).
La Novelli, Presidente dell’“Osservatorio Multidisciplinare Crimini su Donne e Minori”, affida ad un volume essenziale e insieme ricco di testimonianze, alcuni importanti spunti di approfondimento da lei individuati a partire proprio dai racconti in prima persona resi da tante donne vittime di soprusi in varie parti del globo. Il suo è un approccio omnicomprensivo e indagatore, mai pago delle solite spiegazioni pronte all’uso per rendere conto ogni volta delle azioni barbariche ancora oggi perpetrate contro le donne. “Molti dei feroci crimini denominati con leggerezza “tradizioni”, quali l’uccisione d’onore, l’infanticidio, l’infibulazione, l’acidificazione, vengono odiernamente commessi da appartenenti di varie religioni, tra cui quella cristiana e quella islamica”.

Ai cattolici benpensanti, spesso pronti a scagliarsi contro il “barbaro straniero e invasore”, viene dunque rivolto l’invito, dal sapore biblico, a “guardare prima la trave nel proprio occhio” e cercare di porvi rimedio. Laddove si affermi che una certa pratica sarebbe diretta emanazione di un’esplicita norma coranica, la Novelli si premura di andare a ricercare il punto o i punti esatti in cui il testo sacro dell’Islam esprimerebbe tale necessità, andando a scoprire che, quasi sempre, le parole originarie ivi contenute sono state piegate ad interpretazioni di comodo da parte dell’autorità vigente in molti Paesi a maggioranza musulmana. Un autorità invariabilmente maschile. Una ricerca di verità tanto ortodossa conduce all’individuazione puntuale rispetto alla provenienza di tali comportamenti: emerge in forma adamantina il movente della cultura patriarcale, la sola che abbia potuto legittimare la pratica sistematica della sottomissione imposta in forme violente alle donne, nei confronti del potere e del volere dell’uomo. Pratiche distorte che legittimano comportamenti deviati, se pensiamo che siffatti crimini rimangono per la stragrande maggioranza impuniti, quando non è la donna stessa a finire incarcerata in quanto “causa” di quei reati!

L’indagine è condotta con toni pacati, i fatti assunti dalla Novelli sono circostanziati e descritti con parole chiare e senza mai denunciare alcun livore, e questo rappresenta senz’altro un valore aggiunto al suo scritto (soprattutto dal momento che i fatti, così come vengono narrati, non possono mancare di indignare il lettore per la loro inaudita gravità). In dodici capitoli, la Novelli passa in rassegna le diverse modalità assunte dal “furore punitivo” maschile nei confronti di donne percepite come oggetti di proprio possesso, su cui scaricare legittimamente tutta la propria rabbia e la propria frustrazione. I titoli sono di per sé illuminanti, tanto che val la pena, riteniamo, passarli rapidamente in rassegna: 1. Il “genere”;

2. La condizione della donna tra patriarcato e religione;

3. Violenza di genere: uno sguardo alla condizione della donna in alcuni paesi del mondo;

4. Sharja e diritti della donna negati;

5. Sessuofobia e ossessione per la verginità nelle società patriarcali;

6. Segregazione dei sessi e perversioni sessuali;

7. Stupro;

8. Infibulazione e mutilazioni genitali femminili;

9. Donne aggredite con acido;

10. Matrimoni coatti e figlie vendute;

11. Delitto d’onore;

12. Violenza domestica;

Spaziando in lungo e in largo, da Nord e Sud del mondo, fra Oriente e Occidente, la studiosa acquisisce come “prove a carico” le diverse testimonianze raccolte nel corso di lunghe ricerche condotte direttamente su campo. Il dato che emerge e che avrebbe dovuto far riflettere la moderna Europa molto prima dello spunto offerto dall’imminente manifestazione del 24 novembre (ma è storia vecchia: il mondo, lo sappiamo, ha cominciato a deprecare il burqa solo dopo l’11 settembre 2001… ), è l’incontrovertibile dato che la Novelli torna ad illuminare per l’Occidente smemorato: “La causa dell’invalidità o della morte delle donne nel mondo non è dovuta al cancro, né alla guerra, né agli incidenti stradali ma, prevalentemente, alla violenza che queste subiscono da mariti, fidanzati, partners, come ha rilevato recentemente il Consiglio d’Europa”. Non l’irresistibile minaccia dello straniero, dunque, quanto il compagno di vita di tutti i giorni.

La conclusione pare dunque affidata soprattutto alle note editoriali poste a prefazione dell’opera: “I dispotici attribuiscono alla divinità le loro caratteristiche peggiori: l’arbitrio, la voglia di dominio, la rigidità, il diritto di uccidere. E’ ragionevole pensare che un dialogo fruttuoso sia possibile solo tra chi è dotato di natura non autoritaria e dogmatica, tra chi, pur fermo nei propri valori etici e civili, sia disponibile al confronto e a eventuali modificazioni. E questa propensione non appartiene a zone geografiche o a nazionalità ma attraversa le terre e i popoli orizzontalmente […]”.

da womenews.net

&#nbsp;

“Crimini su donne e bambine originarie delle società patriarcali e tribali”
di Noemi Novelli
Procaccini Editore
Pagine 119
Prezzo 22 euro

&#nbsp;

&#nbsp;

Immagini contenute nel testo

&#nbsp;

Per ordinare il libro

&#nbsp;http://www.bardieditore.com/scheda_libri.php?idcat=4&id_lib=15563

Per info sul libro e sull’Osservatorio Crimini su donne e minori scrivi a

comunicazione@osservatoriocriminidm.com

&#nbsp;

Il libro è stato segnalato&#nbsp; da&#nbsp; GiustiziaGiusta:

http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=view&id=1382&Itemid=64

Il libro è stato segnalato da AssistentiSociali:

http://www.assistentisociali.org/immigrazione/bibliografia_sull_immigrazione.php

Il libro è stato segnalato da La Voce d’Italia:

http://www.voceditalia.it/index.asp?T=naz&R=cul&ART=10512

Il libro è stato segnalato da Guida Supereva Psicoterapia Ericksoniana:

http://guide.dada.net/psicoterapia_ericksoniana/interventi/2007/04/293334.shtml

Il libro è stato segnalato da “Cenerentola si ribella”

http://blog.libero.it/taniarocha/2842645.html

Il libro è stato segnalato da&#nbsp; www.ecplanet.com

http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/libri-124/1/0/31835/it/ecplanet.rxdf

Il libro è stato segnalato da www.poliziaedemocrazia.it

http://www.poliziaedemocrazia.it/live/index.php?domain=archivio&action=articolo&idArticolo=1520

Il libro è stato segnalato dal sito del Centro Studi Abusi Psicologici.

http://www.cesap.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1070&Itemid=27

Il libro è stato segnalato da&#nbsp; bookcafe.net

http://www.bookcafe.net/blog/review//recensione.cfm?id=479

Il libro è stato segnalato da Crimine.it

http://www.crimine.it/pagina.asp?ID=365&Sezione=&SottoSezione=

Il libro è stato segnalato da&#nbsp; Società sammarinese di Criminologia

http://www.criminologia-rsm.eu/AreaBook/Vetrinadellenovità/tabid/170/Default.aspx

All’estero:

Il libro è consultabile, in lingua italiana, presso la&#nbsp;biblioteca americana-&#nbsp;Northwestern University

http://www.library.northwestern.edu/collections/general.html

presso la biblioteca accademica della prestigiosa Yal Law Shool di New Haven CT USA

http://www.law.yale.edu/library/index.asp

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il martedì 03 aprile 2007 in: I libri consigliati dalla Guida

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento