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Donne e uomini in prima linea
13 Argomenti
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Il P.M Lucia Musti: ho sognato per un mese il sequestro di Tommy
- "Sono andata dai genitori di Tommaso con il cuore in mano, per comunicare loro quella tragica verità che purtroppo i Media avevano già diffuso"
"Durante i trenta giorni delle indagini tutte le notti avevo incubi, sognavo il sequestro di Tommaso, se oggi mi facessero un esame del sangue ci troverebbero il sequestro di Tommaso."
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Donatella Colasanti: vita dedicata alla ricerca della verità
- Si è spenta il 30 Dicembre in un'ospedale romano,protagonista-vittima di una vicenda di cronaca nera rimasta indelebile nella memoria collettiva, ha spesso gridato la sua verità, combattendo contro le miopie e l'indifferenza delle istituzioni.
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Per ricordare Enzo Tortora: uomo vero, uomo scomodo.
- PERCHE' GLI UOMINI VERI SONO SEMPRE "SCOMODI"
«Era un conduttore - come si dice oggi - da 28 milioni di telespettatori. Incarnava un certo perbenismo borghese e faceva un uso piuttosto lacrimevole del più potente mezzo di comunicazione. La sua figura pubblica, certamente, non era a tutti gradita. Finì, all’improvviso, in un tritacarne allestito dalla procura di Napoli sulla base di un manipolo di pentiti che prese ad accusarlo di reati ignobili: traffico di droga ed associazione mafiosa. Con lui – prima che quell’operazione si sgonfiasse come un palloncino – finiranno nel tritacarne altre 855 persone» (tratto da Misteri d'Italia).
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Khalid Chaouki fondatore dei "giovani musulmani d'Ialia"
- Leggiamo la notizia delle sue dimissioni, dall'associazione da lui stesso fondata, a Dicembre del 2004. C'è chi dice " era troppo moderato". In effetti
noi che con Khalid abbiamo lavorato possiamo assicurare che il suo unico fine era quello di costruire ponti virtuali e non per raggiungere la pace.
Abbiamo spesso organizzato insieme momenti d'incontro interreligioso e di riflessione. L'ultimo a Ottobre del 2004,
in un'istituto penitenziario. Ed appena due mesi prima delle sue dimissioni, durante l'ultima riunione a cui era presente anche un giovane rappresentante della comunità ebraica i progetti erano molti, le idee si susseguivano l'entusiasmo
ci accomunava. Ecco perchè questa sua decisione che rispettiamo,ma non condividiamo, ci lascia dell'amarezza. Crediamo a distanza di mesi di averne compreso le motivazioni. A te Khalid, non senza
prima dirti che sentiamo di aver perduto un punto di
riferimento e di congiunzione essenziale, manifestiamo tutta la nostra solidarietà e ti ringraziamo per ciò che hai fatto in questi anni per l'Italia, con le tue azioni poco plateali da persona molto riservata quale sei ma veramente importanti al fine di aprire un dialogo. Ci hai insegnato che cos'è il rispetto.
L'Associazione Angels Roma e Lazio
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Meena Kamal: mai più tornerò sui miei passi.
- ....ho visto gli enormi muri delle prigioni inghiottire la libertà nel loro insaziabile stomaco..fratello, non considerarmi più debole ed incapace.
Sono una donna che si è destata, ho trovato la mia strada e mai più tornerò indietro
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Shirin Ebadi: premio nobel per la pace
- Questa avvocatessa iraniana il premio nobel per la pace se lo è davvero meritato. Sherin ha difeso un gran numero di vittime di violazioni dei diritti umani. In particolare si è occupata del noto caso di Mehrangiz e Shala Lahiji, due prigioniere di coscienza incarcerate per azioni a favore dei diritti delle donne. Immancabilmente, come è accaduto a tante altre donne coraggiose è stata arrestata. L'accusa è quella di aver registrato e fatto circolare una video-cassetta che avrebbe "turbato l'opinione pubblica". La sua condanna a quindici mesi di carcere ed alla privazione dei suoi diritti civili è stata , grazie ad una mobilitazione internazionale, trasformata in una multa. La Ebadi rimarrà nella storia dell'Iran per essere stata la prima donna iraniana a divenire giudice, anche se il suo incarico è durato solo 5 anni; infatti con la vittoria della rivoluzione khomeinista e l'avvento della repubblica islamica gli imam decretarono immediatamente che non poteva continuare ad esercitare "perchè le donne sono di natura troppo instabili ed emotive per dirigere un tribunale"
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Nawal Saadawi: l'ostinazione delle donne
- Sociologo, scrittrice, medico, ricercatrice e studiosa. Nata e vissuta in Egitto ha combattuto per anni per i diritti umani delle donne e contro il governo egiziano repressivo. Viene incarcerata quando inizia a criticare apertamente ed aspramente la politica del Presidente egiziano Sadat. In carcere non si arrende e scrive l'opera che diventerà poi così famosa in tutto il mondo da essere tradotta in dodici lingue. "Memorie dal carcere delle donne" E' questa la traduzione letterale del titolo del libro. In prigione si rifiutano di fornirle carta e penna per scrivere ma lei non si scoraggia ed usa fogli di carta igienica e la matita kajal per gli occhi.
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Una svolta per San Vittore: Gloria Manzelli nuovo direttore
- La prima donna direttrice di uno dei carceri più problematici d'Italia. Il noto giornalista Candido Cannavò,(che dimostra di aver "la sindrome Pagano" proprio come Emilio Fede ha "la sindrome Berlusconi") continua a scrivere nei suoi articoli "Seguirà le orme del grand'uomo Luigi Pagano" "Erediterà i progetti avviati dall'uomo-guida Luigi Pagano, che le sta facendo da maestro" Noi crediamo, invece, che Gloria Manzelli, non brillerà di luce riflessa ma con la sensibilità tipicamente femminile e la capacità di guardare oltre delle donne seguirà una sua linea, lavorando anche "dietro i sipari" per ristabilire un equilibrio tra rispetto dei diritti umani e sicurezza, quello che in questi anni è mancato al carcere milanese di San Vittore
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Era l'Angelo dei detenuti
- Dario Foà, psicologo del carcere San Vittore, aveva aiutato molti giovani ad uscire dalla droga. Da anni era direttore dell'area penale tossicodipendenze dell'Asl di Milano. E' stato trovato senza vita con la testa fracassata sul ciglio di uno sterrato nei campi tra Milano e Triniglio di Midiglia, colpito alla testa da un sasso, trovato a terra insanguinato. Probabilmente uno dei tanti, forse il più emarginato che aveva cercato di aiutare si era messo in testa di aver ricevuto un torto anzichè aiuto. Rimane di lui, in chi l'ha conosciuto, un ricordo indelebile, quello di un'uomo che ha dedicato gli ultimi vent'anni della sua vita al recupero dei detenuti.
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La marchesa che inventò carceri senza sbarre
- GIULIA COLBERT FALLETTI DI BAROLO dedicò la sua vita al recuperò delle detenute, creando per loro carceri senza sbarre e senza regole ferree. La sua filosofia: "Bisogna prima guadagnare la fiducia delle carcerate, far capir loro che le amiamo e poi avviare il recupero"
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