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By Cartoons di Tuttocartoni
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Cartoons di Tuttocartoni guida dal 12-11-2003
Lunga Vita a Goldrake di Federico Colpi - Amministratore Delegato d/visual incorporated
Goldrake Newsletter ;La storia di un mito!Chi è Goldrake;
Era il 1990 e, da aspirante sociologo,mi trovavo in Giappone a compiere deglistudi sulle nuove sette religiose (quelle
che qualche anno dopo organizzaronogli attentati alla metropolitana di Tokyo).La scelta del Giappone non fu casuale: sin da bambino “Goldrake”, “Jeeg Robot” & C. avevano alimentato il mio interesse verso quel Paese e miavevano spinto a studiarne la lingua e la
cultura. Proprio per questo motivo un giorno decisi di scrivere una lettera a Go Nagai, l’autore di tutte quelle serie, per
ringraziarlo del fatto che, grazie all’influenza esercitata dai suoi cartoni, avevo scoperto un Paese, una cultura e
un popolo straordinario. Il giorno dopo (le poste giapponesi
sono molto efficienti) fui svegliato dalla minacciosa telefonata del manager di Nagai, che mi accusava di essere un
pirata perché l’autore non aveva mai licenziato i suoi lavori in Italia.
Gli spiegai che al tempo frequentavo le scuole elementari e che dunque ero un semplice “spettatore”, non certo colui che aveva distribuito a sua insaputa “Goldrake” e “Jeeg Robot”. Il giorno
dopo ci incontrammo e rimasi stupefatto nello scoprire che Nagai non sapeva nulla dell’immenso successo che i suoi personaggi avevano avuto in Europa (alla faccia dei media italiani che avevano gridato alla “invasione culturale dell’Europa da parte dei giapponesi”).
Incuriosito da questa scoperta, dopo pochi giorni decisi di visitare uno dei più importanti studi di animazione del Giappone e ciò che vidi e sentii mi lasciò perplesso: i giovani animatori che
avevano creato decine di grandi successi internazionali condividevano in cinque un miniappartamento perché gli stipendi del settore erano a livello da terzo mondo. Naturalmente, neppure loro
sapevano che i cartoni nati dalle loro mani erano conosciuti fuori dal
Giappone. Il lavoro di un sociologo è anche quello di “investigare” ed è così che misi in un cassetto le mie ricerche sulle sette
religiose e mi ritrovai coinvolto nel mondo dei fumetti e dell’animazione, spinto da autori determinati a scoprire
come i loro personaggi fossero giunti in Europa. Inutile dire che attorno ai cartoni animati giapponesi si era creato
un giro d’affari di miliardi di lire, e che
quindi cercare di conoscere la verità significava lunghe ricerche, diffide e denunce, nonché una ben giustificabile
diffidenza degli autori verso l’Europa. Alcuni infatti decisero di bloccare per sempre la diffusione dei loro personaggi
fuori dal Giappone e per diciassette lunghi anni il mio lavoro è stato quello di convincerli che anche all’estero si poteva creare un business-model lecito, serio e remunerativo. Non nascondo che più volte, di
fronte all’ipocrisia di avidi faccendieri - con tanto di esplicita minaccia di morte - fui spinto dal desiderio di lasciar perdere
tutto. Proprio per questo oggi provo una gioia incontenibile nel veder arrivare il grande giorno: dopo diciassette anni, finalmente “Goldrake” esce in DVD e, presto, in TV. L’urlo di Actarus, il mitico grido di “Alabarda Spaziale”, torna dopo anni a emozionare generazioni di
italiani. In linea con tanti anni di tormentose trattative, anche la fase di produzione è stata fino all’ultimo minuto un martoriante stillicidio di ordini e contrordini. La soddisfazione di essere giunto a presentare un prodotto di cui sono fiero e soddisfatto nonostante il numero
infinito di vincoli contrattuali, costrizioni e divieti nell’ambito dei quali si è dovuto operare, è però tale da ripagare le centinaia di notti insonni e le migliaia di capelli finiti nello scarico della doccia in
tutti questi anni. Un grazie di cuore a tutti quei pochi che,
a d/visual, a Dynamic Planning e a Toei Animation, per quasi vent’anni non hanno mai smesso di credere che saremmo giunti a questo giorno. Grazie anche ai loro familiari, che hanno
sopportato pazientemente che i loro cari passassero intere settimane rinchiusi in ufficio senza poter rientrare la sera o nei
weekend.
La perseveranza è stata premiata.