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Corso di scrittura creativa
36 Argomenti
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3.Scrivere perchè?
- Il giorno dopo, lunedì, alle otto sono a scuola. Ancora stanco della fuga a Roma del giorno prima, mi attardo con una certa indolenza a prendere i registri nel mio cassetto. Nei corridoi sciamano i ragazzi, rincorrendosi e trascinando con indoleza le loro borse piene di libri. Vengo avvolto dal chiasso, dalle risate, dalla loro eterna vitalità
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11 I grandi giornali nazionali
- A maggio mi telefona un noto giornalista di una grande testata del Nord. Mi chiede se sono io Pietro Satriano, l'autore di "Il raccoglitore di rifiuti'. Ha una voce pacata, è cortese, e mi dice di parlare lentamente, perché sta registrando. Poi comincia: "Allora, professore, ha creato un bel putiferio, con questa storia de rifiuti".
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10 Smuovere le acque
- Circa dieci anni fa ho avuto una specie d'illuminazione, una visione. Ma non una di quelle visioni che hanno i pazzi o le persone psicologicamente fragili, bensì una specie di 'satori', di quelli descritti nelle letterature orientali. Forse mi accadde proprio perché in quel periodo stavo leggendo tutto ciò che riguardava la filosofia zen, non so, fatto sta che, mentre guidavo di ritorno da scuola (allora insegnavo in un paesino molto distante da Capo Saraceno), ebbi l'impressione che l'universo si stesse rivoltando, fino a prendere le sembianze di un '8' rovesciato, che è il simbolo dell'infinito.
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9 Nessuno è profeta in patria…
- E' gennaio, c'è la neve. Sono ancora in autostrada con Michele Santagata. Questa volta andiamo verso la Terronia interna, a Montelupi, il mio paese natale. Hanno letto qualcosa sul loro concittadino che si sta facendo onore nel mondo dorato delle lettere e vogliono rivederlo. Secondo me, più che rivedermi, mi vogliono vedere, perché nessuno ricorda chi diavolo ero. Sono stato molto dibattuto al pensiero di accettare o no. Poi ha prevalso la vanità, l'orgoglio di dimostrare che me ne sono uscito da quel posto sperduto e che posso ritornarci liberamente, quando mi va.
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6 Le interviste
- Mi viene incontro una ragazza, dopo la presentazione del mio libro a Cerreto Laziale. Una bella ragazza romana sui ventitrè anni, dai capelli corti e neri e gli occhi con delle sfumature di verde. Indossa una gonna nera, lunga e stringe fra le mani un diario per gli appunti. Ha aspettato che i convenuti sfollassero e poi si è avvicnata. Si presenta e mi consegna il suo biglietto da visita; un bigliettino minuto con i caratteri dorati.
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5 I premi letterari
- Come giurato nel premio di poesia 'Cerere d'Argento', organizzato da un giovane assessore di un paesotto vicino a capo Saraceno, che ha trovato la maniera di attivare una quota dei finanziamenti della Regione a scopi 'culturali', ho dovuto leggere un centinaio di libri di poesia, bruttissimi, con un 50% di liriche che ancora vertevano sulla rima 'cuore-amore'. Sono arrivati libri da tutt'Italia: in questo paese ci saranno migliaia di case editrici che fregano soldi ai poveri illusi.
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4 Le mostre
- Ho detto già dei bruschi passaggi dall'assoluto al quotidiano. Essi accompagnano sadicamente la vita di uno scrittore, richiamandolo in continuazione alle necessità della vita sociale e della sopravvivenza. Sopravvivenza è anche trovare, all'occorrenza, in un cassetto, dei calzini che non siano bucati o stinti o smollati. Oppure, ora che arriva la primavera, dei calzini leggeri, invece di quelli di lana. Così, approfittando di qualche soldo avanzato dal mese precedente, decido di fare una scorta di indumenti di prima necessità.
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2 Presento il mio libro alla Biblioteca Nazionale di Roma
- Nella sala del convegno, ci sono poco più di venti persone. E' stato organizzato da un terrone da anni residente a Roma, che vuole fare cultura nella capitale, e che mi ha invitato, essendo io diventato improvvisamente un esponente letterario della nostra comune terra d'origine. Michele si siede placidamente negli ultimi posti e io sul palchetto, pronto a recitare la mia parte, da aspirante attore di avanspettacolo. Quando arriva il mio turno di parlare, dopo essere stato presentato, e dopo aver ascoltato la noiosa prolusione dell'organizzatore, che è anche un mediocre critico letterario, leggo gli appunti preparati il giorno prima. Non sono molto bravo a parlare a braccio, rischio sempre di perdere la direzione.
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1 In viaggio per Roma
- La mia vecchia Renault fila a centodieci all'ora sull'autostrada per Roma. Lo so che non è una gran velocità, ma io sono abbastanza prudente, e poi è il massimo che riesco a ottenere dall'auto. A dire la verità, speravo di poterne comprare una nuova con il ricavato del libro che ho pubblicato cinque mesi fa ma, a quanto pare, riuscirò a venderne sì e no un migliaio di copie e quindi sono costretto a rinviare ogni speranza di miglioramento economico. Anche per questo sono uno scrittore deluso.
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22. Abbigliamento
- Prima ancora di parlare di psicologia, naturalmente, avremmo potuto descrivere l'abbigliamento di un personaggio
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Conclusione
- Bene, ma non è finita, naturalmente. Ora comincia la parte più difficile: la riscrittura.
"... Rileggere, strappare via aggettivi inutili, tagliare verbi inutili, sradicare frasi che ripetono il già detto, spuntare espressioni enfatiche, depennare luoghi comuni. Abbreviare e pulire. E, una volta fatto questo, anche per le parole e le frasi, cercare di mettersi a guardare quello che abbiamo scritto con occhi estranei, con gli occhi di chi, forse, leggerà". (Tullio De Mauro: 'Guida all'uso delle parole', Editori Riuniti, Roma, '89 - pag. 136).
Fernanda Pivano mi ha riferito di una sua intervista a Ernest Hemingway. Ad una sua domanda in proposito, il grande scrittore rispose che 'Non c'è niente di meglio per imparare a scrivere che continuare a riscrivere". E, se necessario, apportare tagli che possono sembrare dolorosi, ma che sono inevitabili. Il lettore farà volentieri a meno di qualche brano in più, se il testo ne guadagna in agilità e leggerezza, che non è superficialità, ma discrezione. Ha detto Paul Valery: "Bisogna essere leggeri come l'uccello, non come la piuma".
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I trucchi del mestiere
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Da non disdegnare, talvolta, qualche trucco del mestiere.
"Il tizio della sede di Genova, che mi aveva fatto da guida portandomi in giro per la città, mi offrì la cena piuttosto presto in un ristorante e poi mi accompagnò all'aereoporto. Era previsto un certo ritardo per la partenza del mio aereo (motivi tecnici, ci spiegarono), perciò gli dissi di non rimanere ad attendere. Sapevo che il mattino successivo si sarebbe dovuto alzare presto, per recarsi in auto a Milano per una riunione. Tutto questo c'entra con la storia".
"Lo spero", replicò Morris, "non dovrebbe esserci nessun particolare superfluo in una buona storia".
"In ogni modo, quel tizio del British Council, J.K. Simpson, non riesco a ricordarmi il suo nome di battesimo, un bel giovane molto cordiale ed entusiasta del suo lavoro, mi disse: 'Va bene, allora la lascio qui, ma se il volo fosse cancellato, mi dia un colpo di telefono e la porterò in un albergo per la notte'. Be', il ritardo aumentò ancora, ma alla fine decollammo, a mezzanotte circa. Era un aereo britannico. Io ero seduto accanto a un uomo d'affari inglese, un commerciante in stoffe di lana, credo..."
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E, alla fine, giunge sempre la morte
- "Uno vicino all'altra, riposano gli amanti. Aleggia pace sulle loro tombe, e dalla volta li guardano figure d'angeli serene, d'arcana affnità: e che momento felice, quando un giorno si ridesteranno insieme" (Johann Wolfgang Goethe: 'Le affinità elettive', Garzanti, Milano, '82 - pag. 281).
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E c'è chi parte da lontano…
- Abbiamo già parlato delle nuvole. La meteorologia ha un ruolo importante perché riesce finanche a trasformare l'umore delle persone. Come l'alimentazione, è uno dei principali interessi dell'uomo, ad ogni latitudine. Il clima può essere arido, marittimo, continentale, mite, nevoso, piovoso, rigido, secco, temperato, nuvoloso.
Il tempo: afoso, bello, brutto, burrascoso, asciutto, clemente, incerto, variabile, ventoso, umido, splendido, stabile, tempestoso, tiepido, uggioso; ma si può rischiarare, rinfrescare, guastare, addolcire, scurire.
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La luce
- "... bastava la diversa illuminazione a distruggere l'abitudine che avevo della mia camera... Adesso non la riconoscevo più e ci stavo con inquietudine, come in una camera d'albergo o di chalet nella quale fossi arrivato per la prima volta scendendo dal treno". (Marcel Proust: 'Alla ricerca del tempo perduto', Mondadori, Milano, '87 - pag. 12).
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L'imprevisto
- "D'improvviso - come spiegarlo? Bene, d'improvviso l'oscurità si mutò in acqua. Questa è la sola immagine adeguata. Un pesante acquazzone, un diluvio, viene con gran rumore. Si sente il suo accostarsi sul mare, nell'aria persino, direi. Ma questa volta fu diverso. Senza il preliminare di un bisbiglio o d'un fruscio, senza uno schizzo, e persino senza l'ombra di un urto, mi trovai in un attimo bagnato fradicio". (Joseph Conrad: La linea d'ombra', Bompiani, '89 - pag. 114).
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Ambientazione
- Emilio Salgari scrisse una ottantina di romanzi e un centinaio di racconti ambientati in luoghi esotici senza esserci mai stato. Aveva una immaginazione fervida che gli consentì di immaginare e descrivere le avventure di Sandokan e la vita dei pirati malesi senza mai essere stato da quelle parti. Ma allora nessuno poteva controllare la veridicità delle sue descrizioni. Invece, oggi, sarebbe opportuno avere conoscenza diretta degli ambienti che si vuole descrivere. Se si va in una discoteca di Rimini, per esempio, si apprende tutto della musica techno, che ha 120 battiti al minuto, delle spremute di canna da zucchero, roba dell'ultima moda, e di quanto costa l'extasy. Insomma, una volta si diceva "O vivi o scrivi"; oggi è consigliabile che uno scrittore (quando non voglia trattare solo di idee, che possono essere forse meglio concepite in solitudine) viva la vita, per poi scriverne.
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Abbigliamento
- Prima ancora di parlare di psicologia, naturalmente, avremmo potuto descrivere l'abbigliamento di un personaggio. C'è un tipo di abbigliamento comune ai due sessi, composto da accapatoio, blue-jeans, canottiera, cappotto, cardigan, montgomery, pigiama, pullover, shorts, slip, spolverino, vestaglia, T-shirt, felpa, giubba, giubbotto, impermeabile, golf, maglia, maglietta, maglione, guanti.
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La psicologia (1)
- Dopo la descrizione fisica, è assolutamente importante definire la psicologia del personaggio. A cominciare (ma è logicamente opinabile. Anzi, a tale proposito, se qualcuno pensa che si debba approfondire un aspetto prima di un altro, è già una prova di visione critica e indice di personale ricerca.) dalla sua intelligenza: è scarsa, media, pronta, viva, grande, pratica, speculativa? O si tratta di persona furba, scaltra, astuta? E da cosa lo dimostra?
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