A cura di guidaOut
Pubblicato il 27/10/2005
"Uno vicino all'altra, riposano gli amanti. Aleggia pace sulle loro tombe, e dalla volta li guardano figure d'angeli serene, d'arcana affnità: e che momento felice, quando un giorno si ridesteranno insieme" (Johann Wolfgang Goethe: 'Le affinità elettive', Garzanti, Milano, '82 - pag. 281).
Anche se la si può trattare in modo sarcastico, per tentare di esorcizzarla.
"Dennis non si affrettò nella scelta. Studiava tutto quello che era in vendita; la più semplice di quelle bare, riconobbe umilmente, eclissava la più sfarzosa prodotta al Campo della Beata Caccia; e quando s'accostò al livello dei duemila dollari - e non erano le più dispendiose - gli parve di trovarsi nell'Egitto dei Faraoni. Decise infine per una cassa di noce massiccia, con ornamenti di bronzo e rivestimento di raso trapunto. Il coperchio, seguendo il consiglio, era in due parti.
"Siete sicura che riusciranno a renderlo presentabile?"
"Il mese scorso abbiamo avuto un Caro Estinto, che fu trovato annegato. Era rimasto in acqua per un mese, e fu identificato soltanto per l'orologio a polso. L'aggiustarono così bene," disse l'informatrice distraendosi inesplicabilmente dal nobile eloquio usato finora, "che sembrava uno sposo il giorno delle nozze. Quei ragazzi lassù sanno il loro mestiere. Anche fosse stato seduto su una bomba atomica, riuscirebbero a renderlo presentabile."
"E' molto confortante."
"Credo bene." E riprendendo lo stile professionale, come fosse stato un paio d'occhiali, continuò: "Come sarà vestito il Caro Estinto? Abbiamo il reparto confezioni. A volte, dopo lunga malattia, non si dispone più d'abiti che vanno bene. Altre volte i Cari Rimasti giudicano inutile sprecare un buon vestito. Noi possiamo vestire un Caro Estinto molto economicamente, dato che un abito da bara non è un abito da fatica; e nei casi in cui per il commiato rimane esposta la parte superiore soltanto, bastano giacca e panciotto. Qualcosa di scuro è più indicato per mettere i fiori in risalto."
"Dennis era completamente affascinato." (Evelyn Waugh: 'Il caro estinto', Garzanti, Milano, '67 - pag. 47).
Anche le metafore, le similitudini e le altre figure retoriche sono prova della effettiva capacità dello scrittore di saper padroneggiare e rendere duttile ai propri fini la lingua, ma senza esagerare, per non dire stupidaggini, come la seguente:
"Sai come si comportano le piante quando non le innaffi per qualche giorno? Le foglie diventano molli, invece di levarsi verso la luce cascano in basso come le orecchie di un coniglio depresso". (Susanna Tamaro: 'Và dove ti porta il cuore', Baldini & Castoldi, Milano, 95 - pag. 117).