Il regolamento: privilegio per pochi?

Dopo l'esclusione di Cipollini dal Tour si dibatte su un argomento scottante

E’ passato quasi un mese da quando il patron del Tour de France ha ufficializzato che la Domina Vacanze non è stata ammessa alla grande corsa francese. In questo periodo, dirigenti e sostenitori del ciclismo italiano hanno manifestato contro questa decisione definita “ingiusta e di parte” o come molti altri dicono “altamente razzista nei confronti del ciclismo italiano”. A parte i paroloni e le esagerazioni suscitati dalla collera, la scelta degli organizzatori d’oltralpe è a loro parere “legittima e giustificata dal regolamento”, il quale permette di scegliere quattro/cinque squadre di bassa classifica a discrezione del Comitato.

Ebbene, il punto è questo: se non esiste una norma che tuteli e assicuri la partecipazione del campione del mondo al Tour, definita la più importante manifestazione mondiale del ciclismo, non si fa altro che screditare i campionati del mondo. Non solo i mondiali di ciclismo su strada perdono il loro valore , ma anche tutte la gente e i comitati che vi sono dietro, tra i quali l’UCI e la sua gerarchia.

Se il Tour cominciasse senza Cipollini, risulterebbe evidente l’enorme spaccatura dell’ambiente in cui vivono i corridori, e noi tifosi risulteremmo le vittime inconsapevoli di questo attentato. Chi detta le regole? Quale valore è attribuito alle classifiche redatte dall’UCI?

Credo che in questo momento qualcuno debba intervenire col pugno di ferro per riastabilire una situazione meritocratica e trasparente.

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Pubblicato il sabato 31 maggio 2003 in: Tu,come la vedi?

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