
E’ passato quasi un mese da quando il patron del Tour de France ha ufficializzato che la Domina Vacanze non è stata ammessa alla grande corsa francese. In questo periodo, dirigenti e sostenitori del ciclismo italiano hanno manifestato contro questa decisione definita “ingiusta e di parte” o come molti altri dicono “altamente razzista nei confronti del ciclismo italiano”. A parte i paroloni e le esagerazioni suscitati dalla collera, la scelta degli organizzatori d’oltralpe è a loro parere “legittima e giustificata dal regolamento”, il quale permette di scegliere quattro/cinque squadre di bassa classifica a discrezione del Comitato.
Ebbene, il punto è questo: se non esiste una norma che tuteli e assicuri la partecipazione del campione del mondo al Tour, definita la più importante manifestazione mondiale del ciclismo, non si fa altro che screditare i campionati del mondo. Non solo i mondiali di ciclismo su strada perdono il loro valore , ma anche tutte la gente e i comitati che vi sono dietro, tra i quali l’UCI e la sua gerarchia.
Se il Tour cominciasse senza Cipollini, risulterebbe evidente l’enorme spaccatura dell’ambiente in cui vivono i corridori, e noi tifosi risulteremmo le vittime inconsapevoli di questo attentato. Chi detta le regole? Quale valore è attribuito alle classifiche redatte dall’UCI?
Credo che in questo momento qualcuno debba intervenire col pugno di ferro per riastabilire una situazione meritocratica e trasparente.
Erik84









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