Il Ciclismo in Italia potrà mai tornare ai livelli del periodo di Coppi e Bartali?
A cura di Erik84
Pubblicato il 22/06/2003
Esistono tre categorie di ciclisti che si differenziano per la conformazione fisica. Tu di che genere sei?
Il modello di ciclista proposto dai media è mutato negli anni.
Fino a poche decine di anni fa si riteneva che un aspirante corridore dovesse essere magro e minuto per poter intraprendere questo sport e ottenere risultati convencenti.
Adesso invece, la tendenza è quella di suddividere i ciclisti in due categorie a seconda della loro costituzione: i velocisti e gli scalatori.
I primi sono caratterizzati da una struttura corporea sviluppata, che permette loro di vincere efficacemente la resistenza dell’aria in pianura e di imporsi agli sprint (esempi concreti di questo genere sono Cipollini e Petacchi).
Gli scalatori sono invece di natura corporea snella e leggera, poiché in salita lo sforzo di un corridore è proporzionale al proprio peso e al crescere della pendenza aumenta drasticamente il vantaggio di pesare pochi chilogrammi (si pensi ai celeberrimi Pantani e Simoni).
Infine esistono corridori ibridi che se la cavano sia in salita sia in pianura, hanno delle capacità equilibrate e raggiungono comunque prestazioni esaltanti (per es. Garzelli e Frigo).
Quindi nella pratica del ciclismo l’importante è scoprire la propria identità di corridore, prendere coscienza della propria categoria di appartenenza fra le tre sopra elencate a seconda della propria corporatura e delle proprie attitudini.