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Cinema horror

ARGENTO, GRAZIE ALLA FAMA NON SONO UN TERRORISTA

A cura di Zio Tibia

Pubblicato il 08/07/2008

Se non avessi avuto successo sarei diventato un terrorista e oggi probabilmente sarei morto o in galera

Lo confessa Dario Argento durante una tavola rotonda a Pesaro in occasione della giornata-evento speciale a lui dedicato dalla Mostra internazionale del nuovo cinema (che si concludera' stasera con la proiezione nella piazza centrale del director's cut di "Opera"). "In quegli anni, con la mia passione politica, se non avessi raggiunto la notorieta' con questo mestiere, avrei aderito a qualche organizzazione clandestina. E oggi sarei morto, o in galera", dichiara il maestro dell'horror. Argento ricorda poi il suo difficile rapporto con i critici. "Mi hanno perseguitato e insultato per anni - dice il cineasta romano - e in 'Tenebre' mi sono tolto lo sfizio di farne uccidere uno ad accettate. Ma io non cerco il consenso unanime, non ho bisogno di santificazioni: pero', anche se sono abituato a questo tipo di celebrazioni all'estero, averle per una volta in Italia e' bellissimo". Per essere presente a Pesaro, Dario Argento si e' preso una pausa dalle riprese di "Giallo", il suo nuovo film: "Il primo girato su commissione: i soldi sono americani, mi hanno messo a disposizione un grande cast, con Adrien Brody ed Emmanuelle Seigner". I rapporti con le major, pero', non sono sempre cosi' buoni: "Quattro mosche di velluto grigio", per esempio, e' ostaggio da anni di un contenzioso tra la Paramount e il regista. E cosi' non si e' potuto proiettare il film a Pesaro: "Ma in fondo mi piace l'idea di avere un film maledetto e invisibile", scherza Argento.

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