In riferimento al fatto che molti si chiedano il perchè la censura giapponese sia così “permissiva” sotto molti aspetti (sadomasochismo, lolitismo, pratiche strane varie), ma non permetta minimamente la visione dell’atto sessuale, forse è il caso di fare un piccolo excursus storico sul codice di censura giapponese, e si noteranno anche certe affinità con le tanto vituperate censura italiana e codice Hayes americano.
Nel 1949 nel Sol Levante nasce la Eirin , acronimo per Eiga rinri kitei , ossia il codice di autoregolamento interno delle pellicole giapponesi che, come i corrispettivi occidentali, doveva badare all’impedimento di rappresentazioni contrarie alle morale pubblica, fra le quali erano ovviamente comprese quelle ad esplicito (e pure implicito) richiamo sessuale, per evitare (parole testuali) “L’abbassamento morale degli spettatori”.
Massimo "Mishima" Tonizzo









Anteprima del commento