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Cesare Marinacci su Radio Vaticana

A cura di

Pubblicato il 23/02/2007

Ci parla del suo interessantissimo programma musicale sulle frequenze di Radio Vaticana ogni venerdi ore 19.30

foto intervento

Elettra__Com'è nata l'idea del tuo programma musicale su Radio Vaticana?

 

Cesare Marinacci__Il format vede alternarsi alcuni conduttori ognuno dei quali propone un taglio personale . La mia presenza è abituale dal 2003 per La Voce Umana che è appunto un "contenitore", mentre periodicamente conduco anche altre trasmissioni a carattere più monografico: lo scorso anno, ad esempio mi sono dedicato alla musica descrittiva e programmatica, mentre l'anno prima ai fitti rapporti Francia-Spagna a cavallo tra Otto e Novecento,  cerco di spaziare proponendo un repertorio fatto di celebri creazioni ma anche di interessanti particolarità.

 

Elettra__Qual è il filo conduttore tematico del tuo programma?

 

Cesare Marinacci__Generalmente la Radio mi lascia ampia libertà di scelta. Nella Voce Umana poi l'unico elemento davvero costante è appunto la presenza della voce, di cui vengono indagate le più diverse valenze espressive. Nella mia personale visione del programma trova posto infatti, oltre al canto e dunque alla voce naturalmente associata alla musica, la poesia lirica. Propongo periodicamente letture più o meno celebri cui collego personalmente brani che ritengo particolarmente affini o evocativi rispetto ai testi proposti. I temi sono vari: da quelli generali come l'amore, la nostalgia o la memoria, a quelli più specifici, come la musica corale del '900 o gli anniversari musicali, fino a programmazioni legate ad un particolare momento, come il Natale, alla cui ampia tradizione musicale ho dedicato lo scorso mese di Dicembre.

 

Una cosa importante: accanto a brani d'autore storico cerco sempre d'inserire repertori nuovi, in particolare opere artisti ed interpreti del nostro panorama, ritengo che un passaggio in radio in più o in meno per Riccardo Muti faccia poca differenza, mentre per un giovane o non ancora affermato artista valga ben di più; Radio Vaticana tra internet, satellite e canali abituali arriva in tutto il mondo ed è comunque un'emittente di grande prestigio;dunque, vista anche la mancanza odierna di occasioni promozionali, cerco di dare un contributo alla causa della musica in generale e della nostra terra in particolare. Forse anche per questo la prestigiosa Accademia Bonifaciana di Anagni mi ha onorato con il suo ambito riconosciento.

 

 

Elettra__A quali musicisti sei particolarmente legato?

 

Cesare Marinacci__E' molto difficile stilare una classifica di preferenza, ogni grande autore aggiunge una sfumatura all'affresco della musica, inoltre anche musiche celeberrime spesso riservano sorprese e novità all'ascolto. Come giustamente affermava Calvino un classico è qualcosa che "non finisce mai di dire quel che ha da dire".

 

Vi sono naturalmente brani che amo particolarmente, per motivi diversi, e ai quali sono legato anche da vicende biografiche, oppure scoperti per caso e mai più abbandonati. Il Concerto in Do m. di Rachmaninov occupa un posto speciale nel mio cuore anche per ragioni per così dire "ancestrali". Era la musica ascoltata da mia madre in attesa della mia nascita.

Sarà un caso ma sono stato attratto da quel brano fin da giovanissimo e tutt?ora mi comunica sempre qualcosa di nuovo.

Amo molto la musica francese del primo '900 con le sue "nuances" rivelatrici. Il sublime architettonico bachiano naturalmente procura un piacere estetico diverso ma altrettanto intenso; così le improvvise accensioni chopiniane, la densa filosofia musicale di Schumann,la raccolta poesia di Faurè o la dirompente energia creativa di Beethoven, le limpide ed emozionanti geometrie di Mozart come l'impeto onirico di Skrjabin.

Diffidate di chi non ama autori e musiche pur diversissime tra loro, non conosce le sfumature del cuore; in musica l'unico peccato è amare una volta sola.

 

 Intervista a cura di Elettra Cecilia

 

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