A cura di FataCarabina
Pubblicato il 19/11/2000
alcune case editrici, forti della legge sul copyright, hanno fatto in modo che i non vedenti siano ancora più discriminati.
un avvenimento che riporta indietro di anni il lavoro dei volontari che lavorano per le associazioni di non vedenti.
giorni e giorni, mesi e mesi di lavoro, dei volontari che hanno messo on line testi di narrativa in formato ascii text (il linguaggio che riconoscono i traduttori vocali) distrutto per la pretesa di alcuni avvocati che, a nome delle case editrici, hanno richiesto la rimozione di quei file dal sito dell'istituto F. Cavazza che ha come prima missione di impartire ai giovani ciechi di ambo i sessi l'istruzione musicale e di assistere quelli che frequentano le pubbliche scuole medie, superiori ed universitarie;
di promuovere la istituzione di corsi professionali per la specializzazione dei giovani ciechi;
di assistere i ciechi adulti ex allievi dell'Istituto;
ed ha al suo interno anche un rappresentante del ministro della pubblica istruzione.
ed ecco la letteradegli avvocati:
l'intervento su PUNTO INFORMATICO
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