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musica: cartoni animati

Raymond Scott

A cura di FataCarabina

Pubblicato il 27/01/2003

Raymond Scott era fantastico: sebbene il suo nome spesso sfugga alla maggioranza degli appassionati di musica

foto intervento Scott è stato uno dei personaggi più singolari del '900, sia alla guida di un Quintette che alla metà degli anni '30 raggiunge una certa fama, sia come ispirazione chiarissima delle musiche per cartoni animati di Carl Stalling, sia come compositore per Broadway e direttore d'orchestra, sia soprattutto come oscuro inventore di strumenti e pioniere della musica elettronica.
Scott non ha mai composto come fanno usualmente i compositori, da soli, su uno spartito portato poi ai musicisti; come ricorda il suo sassofonista Dave Harris, "si sedeva al piano, suonava una frase di qualcosa, e diceva, 'Dave, tu suoni questo, Pete, tu fai quest'altro.' Così veniva costruito ogni pezzo." Nemmeno dopo si trascrivevano degli spartiti, e ogni pezzo doveva venir imparato a memoria. Perfezionista come Kubrick, Scott voleva una perfetta riproduzione delle sue idee, e faceva provare e riprovare una frase ai suoi musicisti finché non suonava esattamente come l'aveva avuta in mente; si narra che per una canzone vennero fatti otto mesi di prove.
D'altra parte, ricorda sempre Harris, nel periodo in cui parteciparono alla famosa trasmissione radio "The Lucky Strike Hit Parade" venivano preparati due nuovi pezzi ogni settimana, che frequentemente venivano completati lo stesso giorno della messa in onda.
Contrariamente all'ambiente accademico, e agli stessi musicisti jazz, Scott era perfettamente cosciente di stare componendo per dei media specifici come la radio e le registrazioni fonografiche, ed era affascinato dalle possibilità creative dello studio di registrazione. "Nessuna delle cose che ho fatto potrebbe esser stata fatta senza l'ausilio di un microfono.
É tempo che i compositori capiscano che con un microfono a loro disposizione possono dire cose che non sono mai state dette, dipingere delle immagini, raccontare delle storie." Scott amava gli effetti sonori strani, che produceva con stratagemmi come mettere una conchiglia di mare dietro a un microfono (per dare un effetto di suono a distanza), usare un secchio d'acqua dentro cui il trombettista soffiava con la tromba, dando un suono di acqua che bolliva, o attaccare delle spazzole di metallo ai piatti della batteria, amplificati in maniera speciale per simulare il suono di sciabordìo di onde.
La musica del Quintette ebbe un successo immediato, e dopo l'uscita dei primi due 78 giri furono chiamati dal produttore Selznick per fare le musiche del film Nothing Sacred di William Wellman, e furono poi assunti alla 20th Century Fox per un anno, apparendo anche sullo schermo nei film Ali Baba Goes to Town e Happy Landings.
Il Quintette originale durò solo due anni, dal '37 al '39, dopo i quali Scott formò un'orchestra e la sua musica divenne più normale e vicina alle big band dell'epoca, ma con occasionali bizzarrie, come nel '49 quando, tre anni prima del celebre pezzo di solo silenzio 4'33" di John Cage, Scott presentò con l'orchestra Silent Music, una performance in cui tutti i musicisti imitavano i movimenti del fare musica, senza emettere dei suoni.
Altamente innovativi rimasero invece i suoi esperimenti elettronici con strumenti come l'Electronium e il Clarivox, esperimenti che conduceva da solo nel suo studio, dove neanche i suoi musicisti potevano entrare; nel '63 produsse per la Epic tre lp, usando ondioline e oscillatori, di "musica per calmare i neonati", divisa in tre volumi da 1 a 18 mesi d'età. (Scott su cd: Reckless Nights and Turkish Twilights, Columbia; Powerhouse Vol.1, Stash; Soothing Sounds for Baby Vols.1-3, Basta).

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