A cura di FataCarabina
Pubblicato il 19/05/2004
Anno: 1994
Regista: Milcho Manchewski;
Trittico (a struttura circolare con numerosi rimandi interni) di storie ("Parole", "Volti", "Immagini": la 2a a Londra, le altre 2 in Macedonia) sull'odio interetnico, sul fanatismo fondamentalista, sulla peste della violenza nella guerra che ha dilaniato la ex Iugoslavia. E imperniato su un fotoreporter esule che da Londra torna nel natio villaggio macedone e ritrova l'amata (albanese) di un tempo. 1 film di un regista nato nel 1959 a Skopje (Macedonia) e formatosi nel cinema pubblicitario nordamericano. Girato in uno stile scattante ed energico, ha 2 meriti: la sostanziale sincerità dell'approccio e un andamento in crescendo: il 3 capitolo non è soltanto il migliore, ma, chiudendo il cerchio, illumina a ritroso gli altri 2, connotati da estetismo bizantineggiante, compiaciuto brio tecnico, indugi calligrafici sui bellissimi paesaggi di montagna. Leone d'oro a Venezia 1994, ex aequo con Vive l'amour di Ts'ai Ming-Liang (Taiwan). (Il Morandini)
Le Musiche
Anastasia è una formazione di Skopje, Macedonia, che compone musica etnica fortemente contaminata, in bilico tra folk tradizionale ed elettronica. La vetrina più importante per la loro opera è stata la colonna sonora del film di Milcho Manchewski “Prima della pioggia” ("Before the rain"). Una pellicola tra le più suggestive e drammatiche degli anni Novanta, che raccontava di come le guerra che dilaniava la ex-Jugoslavia stesse contaminando anche la Macedonia, con le sue contraddizioni storiche e i suoi conflitti etnici. La musica di Anastasia, intensa e toccante, ne era un ingrediente fondamentale. E il disco omonimo è stato venduto nel mondo in diverse migliaia di copie.
Le sonorità del gruppo macedone, attivo da una decina d’anni, prendono le mosse dall’era bizantina, tramandata attraverso la musica sacra ortodossa slava e arricchita da ritmi contagiosi. Strumenti tipici come il kaval (flauto), la gajda (zampogna) e il tapan (tamburo) si combinano con l’uso di moderne tecnologie: computer, sampler, sintetizzatori.
In un’intervista a “European”, Goran Trajikoski e compagni hanno spiegato così l’obiettivo della loro opera: "Vogliamo esprimere un linguaggio musicale autentico, basato sulle influenze culturali con le quali siamo cresciuti. Non è una specie di museo etnologico, ma una tradizione viva e pulsante.
la tracklist: (da Amazon)
1. Time Never Dies
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2. Nine Iron Doors
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3. Coming Back Home
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4. Red and White
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5. At the Restaurant
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6. In a London Cab
7. Pass Over
8. Funeral Theme
9. Death of Alexander
10. Coming Back Home 2
11. Circle Is Not Round