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monografie: compositori

Ho messo il cinema italiano in musica

A cura di FataCarabina

Pubblicato il 23/01/2005

Il grande compositore festeggerà il suo settantacinquesimo compleanno con un Cd e un Dvd di successi. Ecco la versione integrale dell'intervista esclusiva con la quale "Sorrisi" ha ripercorso le tappe di una carriera straordinaria. E piena di sorprese. Come quella volta che Tarantino...

foto intervento  di Alberto Anile

Maestro Morricone, il 10 novembre compirà 75 anni...
"Prego? Forse voleva dire sessantacinque".
Va bene, non facciamo cifre. Diciamo che ha avuto tante esperienze.
"Non ho avuto mai il tempo di pensarci. Tutto è avvenuto per caso, nella mia vita, tranne che studiare composizione al Conservatorio. Mi hanno chiamato a fare i primi arrangiamenti, poi i registi per i loro film, ma io non ho mai cercato nessuno. E i sacrifici non li ho mai sentiti come pesanti perché mi piaceva scrivere: arrangiamenti per le canzonette, per Sanremo, per la radio, per la tv...".
Partiamo dalla prima esperienza come arrangiatore.
"Suonavo la tromba e molti mi lodavano solo perché studiavo composizione al Conservatorio. Carlo Savina, il direttore dell’orchestra B della Rai, aveva bisogno di arrangiatori, e un suo contrabassista, mi pare si chiamasse Marchesini, senza sapere niente di me gli disse: “Morricone è bravissimo”. Savina mi chiamò, poi Luttazzi e Kramer. Più tardi l’Rca mi chiamò per il primo disco, “Il barattolo” di Meccia, che allora fece 300.000 copie. Fu un esperimento: ci misi dentro proprio il suono di un barattolo".
E nel ’61 il primo film, "Il federale" di Luciano Salce.
"Bè, lì ci fu una storia. Salce mi aveva conosciuto perché facevo gli arrangiamenti per una trasmissione curata da lui e da Ettore Scola, “Le canzoni di tutti”, mi chiamò per due commedie teatrali e poi per un altro film, “Le pillole d’Ercole”. Scrissi le musiche e registrammo a Salsomaggiore. Dopodiché il produttore, Dino De Laurentiis, non mi volle perché non mi conosceva. “Chi è ’sto Morricone?” E la musica la fece Lavagnino, allora in auge. “Il federale” fu il film successivo di Salce: i produttori Broggi e Libassi non ebbero difficoltà ad accettarmi".

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