A cura di FataCarabina
Pubblicato il 08/04/2005
Musica di Antoine Duhamel Ridicule di Patrice Leconte di Roberto Gardelli
Volete un esempio di quello che vuol dire “fare anticamera?”.
Oppure di quello che vuol dire dover strisciare sulle gengive e genuflettersi a 90° per poter essere ascoltati da qualcuno “che conta?”
Ecco, guardate questo film tanto disincantato quanto pungente e sprezzante verso i costumi dell’antica nobiltà francese del XVIII° secolo.
Un nobiluomo di provincia, laureato in ingegneria idraulica, vede morire i suoi contadini sotto nugoli di zanzare mentre lavorano in paludi ed acquitrini. Decide così di sottoporre a Luigi XVI° un progetto di bonifica delle sue terre e parte per Versailles.
Per lui sarà come entrare in un nido di vipere: solo coloro che hanno motti di spirito originali e feroci e che avranno come “protettrici” nobildonne sensuali e dai facili costumi potranno aspirare ad incontrare il re.
Il film si snoda lungo sontuosi arredamenti e costumi, e gli stessi dialoghi, soprattutto durante le gare di poesia o di motti di spirito, si presentano come “partiture” musicali che danno ritmo e brio alla storia.