è arduo definire colonna sonora l’insieme dei quattro brani di Pasquale Catalano, che superano di poco i quindici minuti su un totale di più di un’ora di musica.
Posizionati nelle track 1, 5, 9 e 15, essi appaiono dei mini-spot all’interno di uno spazio destinato ad altro, dove spicca su tutti un intrigante “Rossetto e Cioccolato” interpretato da Ornella Vanoni, che sembra fatto apposta per essere tradotto in immagini.
Per quel poco che si riesce a cogliere, in un tempo così ristretto, notiamo nella musica di Catalano una buona struttura ed una propensione verso costruzioni di stampo minimalista, ma più di questo non siamo in grado di affermare.
Un cenno meritano gli esecutori della musica di Catalano, Giusy Tufano e Andrea Esposito (violini), Luigi Tufano (viola), Felice De Falco (violoncello), Sasha Lioni (contrabbasso) e Domenico Rinaldi (Oboe), diretti da Giuseppe Sasso che ha curato anche l’orchestrazione.
La parte finale di questo articolo la dedichiamo alla biografia di Pasquale Catalano come risarcimento nei confronti di chi, a nostro avviso, è stato un po’ troppo penalizzato.
Pasquale Catalano è nato a Napoli nel 1966, ha studiato violino, chitarra, pianoforte ed in seguito composizione presso i conservatori di Napoli, Avellino e Matera.
All’attività di strumentista affianca quella di compositore a partire dal 1985, collaborando con Gennaro Vitiello e successivamente con Mario Santella, inaugurando due stagioni di prosa del Teatro Ausonia di Napoli.
Dal 1986 al 1990 presenta lavori propri e realizzati con Enzo Moscato (Trianon, Chincaglie), Mario Santella (Rue de la folie, Courteline, Don Fausto), Lucio Colli (Je souis
).
Dal 1990 abbandona l’attività di solista per dedicarsi esclusivamente alla composizione; iniziano le collaborazioni con Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza che vedrà la nascita di nove spettacoli (Il Corrente, Marat-Sade, La Prigione, Eneide, I Negri, Orlando Furioso, MacBeth, Amleto, Nihil).
Ha inoltre al suo attivo le musiche di “Libera” e “I Buchi neri” di Pappi Corsicato, “Il diavolo nella bottiglia” di Stefano Incerti, “Maruzzella” (da “I Vesuviani”) di Maria Antonietta de Lillo, “L’uomo in più” di Paolo Sorrentino e “Il ronzio delle mosche” di Dario D’Ambrosi.
Sue composizioni sono state eseguite ai festival di Giffoni Valle Piana, Volterra, Torino, New York, Zurigo, Oporto, alla Biennale Teatro ed alla Biennale Cinema di Venezia ed all’Holland Festival di Amsterdam.
Le conseguenze dell’amore
unico film italiano in gara al festival di Cannes dello scorso maggio, diretto da Paolo Sorrentino e con un cast formato da Toni Servillo nel ruolo del protagonista principale, Olivia Magnani, Adriano Giannini e, in ruoli secondari Angela Goodwin e Raffaele Pisu.
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Pubblicato il lunedì 09 maggio 2005 in: film C
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