A cura di FataCarabina
Pubblicato il 27/09/2007
Le origini del connubio musica – immagini nell’opera di Walt Disney
La musica ha rivestito un ruolo fondamentale nel successo dello Studio Disney, fin da quel lontano 18 novembre 1928, quando al Colony Teather di New York venne proiettato per la prima volta
pubblico fu da subito travolgente. L’idea che stava alla base del successo di un piccolo
topo disegnato di nome Mickey Mouse era l’uso combinato della musica e delle immagini
in movimento sullo schermo. Ma non attraverso un semplice accompagnamento sonoro di
sottofondo, bensì con una sincronizzazione perfetta tra le immagini, la musica ed i rumori
che venivano prodotti dagli stessi personaggi del cortometraggio animato.
La nascita di Mickey Mouse affonda nella leggenda, per la maggior parte creata da
Walt stesso, il quale amava raccontare di come avesse ideato Topolino durante un viaggio
in treno con la moglie di ritorno da New York, dopo essere stato depredato del suo
personaggio più importante, Oswald the Lucky Rabbit, e di come fosse stata la moglie
Lillian a battezzare col nome di Mickey quel topo che Walt inizialmente voleva chiamare
Mortimer.
Osvaldo il coniglio fortunato
era stato ideato dalla coppia Walt Disney – Ub Iwerksdopo l’esperienza delle
Alice’s Comedies (1923 – 1926) che raccontavano le avventure diuna ragazzina in carne e ossa in un mondo disegnato. Tra il 1927 e il 1928 vennero
prodotti 26 cortometraggi muti con questo personaggio come protagonista, il quale deve
essere considerato un antenato di Mickey Mouse soprattutto da un punto di vista grafico:
nell’ideare Topolino, Oswald fu il punto partenza, infatti le sue orecchie da coniglio
vennero sostituite con due grandi orecchie tonde e la coda a pon-pon con un codino lungo
e flessibile, arrivando così alla grafica di Mickey.
Oswald riscosse un buon successo e cominciò ad interessare per le sue
potenzialità economiche Charlie Mintz, distributore dei cartoons dello Studio Disney. Mintz
riuscì ad impossessarsi del personaggio e addirittura dei disegnatori in forza alla Disney
per avviare autonomamente la produzione dei cortometraggi con protagonista il coniglio.
Walt non poté fare altro che rinunciare al personaggio. Lo Studio Disney necessitava
quindi di un nuovo, valido personaggio. Se l’idea del topo venne a Walt, non bisogna
dimenticare che la sua creazione grafica si deve al talento di Ub Iwerks, sempre rimasto
nell’ombra. La vera genesi di Mickey è quindi dovuta alla collaborazione tra Walt, che
diede al topo personalità e voce, e Ub, che gli diede invece forma e movimento. All’inizio
del 1928 il primo film di Mickey venne completato:
Plane Crazy narra la vicenda diTopolino emulo dell’eroe dell’aviazione Charles Lindbergh. A questo primo cortometraggio
seguirà
Gallopin’ Gaucho, le avventure di Topolino nei panni di un cavaliere della pampa.Frattanto era cominciata la rivoluzione del sonoro. Si era infatti agli albori del film parlato, il
primo dei quali,
The Jazz Singer, diretto da Alan Crosland ed interpretato dal cantante AlJolson
, era apparso il 6 ottobre 1927 ed era passato come un uragano sul mondo delcinema: nulla sarebbe mai più stato uguale a prima. Walt Disney riconobbe da subito nel
sonoro l’inevitabile completamento dell’arte dell’animazione e anche se i primi due film di
Mickey non avevano trovato compratori, ne progettò un terzo e questa volta
completamente sonorizzato. Alla ricerca di un metodo per poter sincronizzare la musica
con le immagini, Walt trovò nel sistema Cinephone la soluzione ai suoi problemi. Ingaggiò
quindi un’orchestra e due esperti rumoristi e presentò il già citato
Steamboat Willie come ilprimo cartone animato completamente sonorizzato dello Studio Disney. Il film non riscosse
però successo tra i distributori, finché Harry Reichenbach, un pubblicitario in procinto di
aprire una sala cinematografica a New York, non propose a Disney di proiettarlo nel suo
cinema. Pubblico e critica furono concordi nel giudizio più che positivo per il film
considerato “un piccolo gioiello dell’animazione”: era la conferma che la strada del cinema
era ormai inevitabilmente orientata verso il sonoro.
Walt era enormemente soddisfatto del successo, ma aveva anche il timore che lo
Studio sarebbe stato costretto a creare un cortometraggio dopo l’altro e tutti con lo stesso
protagonista: ne aveva fatto esperienza con Alice e poi con Oswald e lo trovava
controproducente. Dopo la post-sonorizzazione dei primi due film muti di Topolino, decise
di lanciare una nuova serie di cartoons, questa volta aventi come protagonista la musica
stessa e non più le immagini, come accadeva invece per i film di Mickey. Nacque così
TheSkeleton Dance,
primo film della serie delle Silly Symphonies: i protagonisti sono deglischeletri che ballano al ritmo di una marcetta composta per l’occasione da Carl Stalling,
musicista dello Studio, prendendo spunto da una composizione preesistente di Grieg
intitolata
Marcia dei Nani.L’idea che stava alla base della nuova serie era dare vita e corpo a disegni animati
che si adattassero ad un motivo musicale preesistente, stravolgendo quindi l’operazione
che veniva fatta con i
Mickeys, così erano chiamati i film con protagonista Topolino, in cuiinvece era la musica, creata appositamente per il film, a doversi adattare alle immagini in
movimento. La prima delle
Allegre Sinfonie non riscosse il successo sperato da Walt tra idistributori, la risposta del pubblico invece fu entusiastica.
Nel 1930, nel pieno della crisi economica statunitense, Topolino era ormai diventato
un idolo nazionale e sia i
Mickeys sia le Silly Symphonies avevano dato fama e fortuna aDisney. Ma la prosperità dello Studio era solo apparente: Walt si preoccupava di
migliorare sempre più la qualità dei suoi cortometraggi, ma così facendo il costo finale di
ogni cartoon aumentava. Ogni affinamento della tecnica spingeva inesorabilmente verso
l’alto i costi. L’animazione, così come era concepita da Walt Disney, era sempre
un’impresa rischiosa, e tale sarebbe stata per lungo tempo per lo Studio di Hyperion
Avenue.
All’inizio degli anni Trenta, Disney decise di intraprendere una nuova sfida
tecnologica: creare dei cartoons a colori. Chiese ai tecnici dello Studio di fare esperimenti
con i nitrati e altre sostanze, ma i risultati furono insoddisfacenti. Non si poteva nemmeno
proporre la primitiva tecnica dei bagni monocromatici delle pellicole in soluzioni colorate a
seconda della scena da filmare, ad esempio blu per la notte, rosso per un incendio o verde
per le scene bucoliche. Bisognava trovare un metodo che consentisse un realismo
massimo dei colori.
In quegli anni la Technicolor elaborò un sistema per combinare tre negativi dei
colori base rosso, giallo e ciano a formare l’intera gamma dei colori più l’uso del nero: ecco
il sistema che Disney stava cercando. Riuscì a garantirsi l’esclusiva del procedimento
tricromico per due anni.
Flowers and Trees,
prima Silly Symphony a colori in cui delle piante prendono vitaal ritmo delle musiche di Mendelssohn e Schubert, vide la luce nel luglio 1932 suscitando
lo scalpore su cui Walt aveva tanto sperato. Le
Silly Symphonies non dovevano piùconfrontarsi con i
Mickeys: Flowers and Trees esercitò lo stesso richiamo di un cartoon diTopolino. Il 18 novembre 1932 l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, attribuì a
Walt Disney un Oscar® per
Flowers and Trees e un Oscar® Speciale per la creazione diMickey Mouse.
Nel 1933 arrivò il successo strepitoso di
The Three Little Pigs e del relativomotivetto
Who’s afraid of the Big Bad Wolf?, diventato inno ed emblema della voglia diripresa dopo la Grande Depressione e nel 1934 nasce un personaggio destinato ad
offuscare la fama di Mickey Mouse: Donald Duck, che esordisce in una
Silly Symphony daltitolo
The Wise Little Hen, in Italia La gallinella saggia.La strada era ormai tracciata per lo Studio Disney: il matrimonio tra musica,
immagini e colore era divenuto inscindibile. Nel 1935 esce nelle sale il primo
Mickey’scartoon
a colori: The Band Concert, con Topolino nelle vesti di direttore d’orchestra alleprese con un uragano e il disturbatore Paperino. Questo cartoon è da considerarsi come
un punto cardine nella filmografia Disney. Infatti la musica che la banda diretta da Topolino
cerca di suonare, l’
Ouverture tratta dal Guglielmo Tell, viene continuamente interrotta daun divertente e dispettoso Paperino che con un piffero suona il motivetto folclorico
Turkeyin the Straw (Il tacchino nella paglia).
Lo stesso Topolino al suo esordio in SteamboatWillie,
si impegnava in un concertino sulle note di questo brano e la ripresa del motivetto inThe Band Concert
è quasi indicativo di un passaggio di testimone tra Mickey e Donald perla conquista della popolarità.
Disney cominciava però a rendersi conto che a soddisfare le energie creative dei
propri collaboratori non bastavano più i cartoons con i loro otto minuti di gags, né poteva
continuare a riproporre all’infinito le solite situazioni con i soliti personaggi. Inoltre gli introiti
dei cortometraggi andavano scemando, malgrado la durevole popolarità di Topolino e
Soci, a causa della Grande Depressione, che aveva costretto i cinema ad offrire al
pubblico sempre più spettacoli e ad adottare il doppio programma, ovvero due
lungometraggi al prezzo di uno, con conseguente riduzione degli incassi e del tempo
destinato ai cortometraggi. Walt aveva quindi intuito l’inevitabilità del lungometraggio
d’animazione e tutti i suoi sforzi puntavano in quella direzione attraverso il miglioramento
della qualità tecnica ed artistica dei prodotti, la sperimentazione del colore e le innovazioni
filmiche, l’uso delle
Silly Symphonies come terreno di collaudo per nuove tecniche e nuovitemi. Nel 1934 decise che era arrivato il momento di passare al lungometraggio e scelse
per l’impresa un’antica favola europea:
Biancaneve e i sette nani.Cominciò con l’installare un piccolo gruppo di animatori e di sceneggiatori in un
ufficio attiguo al suo e verso la fine del 1934 la storia cominciava a prendere decisamente
forma. Leggenda narra che lo stesso Walt Disney abbia mimato e recitato l’intera
sceneggiatura per ben due ore di fronte allo staff al completo, interpretando tutte le parti
dei personaggi del film e facendo persino commuovere i suoi dipendenti.
Walt cominciò inoltre a confrontarsi con i problemi tecnici di un lungometraggio
come quello che aveva in mente. Nei cartoons Disney le figure umane erano fino ad allora
comparse sotto forma caricaturale: dare credibilità ai personaggi di Biancaneve e del
Principe voleva dire ricorrere ad un disegno più realistico. Un tentativo era stato fatto con
The Goddess of Spring, La dea della primavera,
nel rappresentare realisticamentePersefone, che avrebbe poi fatto da prototipo per Biancaneve, ma il risultato non fu del
tutto soddisfacente. La soluzione fu quindi di filmare una ragazza dal vivo mentre si
muoveva come Biancaneve e poi ricopiarne i movimenti nei disegni. Un altro problema era
la bidimensionalità dei cartoons che male si adattava ad un lungometraggio di circa 80
minuti. La risposta venne dalla Multiplane Camera, una cinepresa a piani multipli con un
obiettivo rivolto su 4 o 5 strati di disegni tale da garantire una illusione di profondità e di
tridimensionalità.
Ancora una volta Walt si servì di una
Silly Symphony per collaudare questa tecnica:The Old Mill (trad. it. Il vecchio mulino),
la storia di un mulino che prende vita durante lanotte, privo di dialoghi e con il solo accompagnamento musicale, come disse Disney “un
vero brano di poesia visiva”
1, vede l’utilizzo per la prima volta di questo complessomeccanismo e diede dei risultati eccellenti, vincendo addirittura un Oscar®.
Non bisogna inoltre dimenticare quanto la musica rivesta un ruolo importante in
Biancaneve.
A Walt i primi tentativi di canzoni per il film non piacquero poiché seguivanotroppo lo schema dei musical hollywoodiani che introducevano danze e canti ad intervalli
regolari senza tenere conto della progressione della storia. “Dovremmo stabilire un nuovo
schema, un modo nuovo di usare la musica,” osservava Walt, “la musica va intessuta nella
storia per impedire che qualcuno sbotti a cantare di punto in bianco”
3, come invecesuccedeva nei musical cinematografici americani. La voce di Biancaneve alla fine venne
affidata ad Adriana Caselotti, una ragazza italo - americana di 18 anni con una voce da
soprano brioso. Le canzoni cantate nel film sono diventati dei successi intramontabili.
Ci vollero tre anni di lavoro, due milioni di disegni e circa un milione e mezzo di
dollari per 83 minuti di spettacolo: il 21 dicembre 1937
Snow White and the Seven Dwarfs,in Italia
Biancaneve e i sette nani, venne proiettato per la prima volta in una sala piena dicelebrità di Hollywood, scatenando risate e pianti tra il pubblico per le vicende della povera
principessa ed ottenendo una standing ovation alla fine. Il film venne premiato con un
Oscar® Speciale composto da una statuetta di normali dimensioni e sette statuette più
piccole per ognuno dei nani del film: Walt ricevette il premio particolare dalle mani della
piccola attrice Shirley Temple.
Visto il successo strepitoso Walt si buttò subito nell’impresa di tre nuovi
lungometraggi animati totalmente diversi per contenuto e per stile:
Pinocchio, Fantasia eBambi.
L’uso massiccio della Multiplane Camera per dare la sensazione di una profonditàquasi tridimensionale in
Pinocchio servì come allenamento in vista della nuova idea diDisney: un film d’animazione che avrebbe dovuto essere una sorta di riscatto per Mickey
Mouse.
Fantasia nacque dalla preoccupazione di Walt per la carriera di Topolino chestava ormai declinando.
Nel 1938 Walt decise di fare di Topolino il protagonista di un cartoon intitolato
TheSorcerer’s Apprentice, L’Apprendista Stregone,
un’antica fiaba versificata da Goethe emusicata dal compositore Paul Dukas. Topolino vi interpretava la parte dell’assistente
pasticcione di un mago, il cui abuso dei poteri magici finisce per provocare una serie di
disastri. L’intera azione sarebbe stata adattata alla musica di Dukas. Walt contava di farne
un mediometraggio di circa 20 minuti, ma cambiò idea dopo aver incontrato ad un pranzo
di gala il direttore della Philadelphia Orchestra, Leopold Stokowski. Durante questo
incontro si scambiarono parole di reciproca ammirazione e Walt invitò il grande direttore a
visitare i suoi studi. Gli mostrò il lavoro che stavano facendo sull’
Apprendista Stregone, eStokowski, da sempre fan del piccolo topo, fu così colpito che si offerse per dirigere la
colonna sonora del nuovo film. I costi di questo nuovo film cominciarono però a salire
sempre più e sarebbe stato molto difficile rientrare nelle spese. Si decise quindi che si
sarebbe creato un lungometraggio accostando all’
Apprendista Stregone altre sequenze dimusica filmata. Il nuovo progetto, il cui titolo provvisorio era
The Concert Feature, avrebbedovuto sbalordire il pubblico e la critica per la sua forza innovativa: sarebbe stato una
specie di collage di
Silly Symphonies, aventi però come colonna sonora brani di musicaclassica di compositori ritenuti maestri in questo genere.