Cifre ancora ben lontane da quelle della Svizzera o dell’Olanda, ma che sottolinea la soddisfazione di chi gia’ una volta si e’ rivolto a questa fascia del commercio. Un mondo poco conosciuto, visto quasi come un gesto di semplice solidarieta’ ma che e’ qualcosa di piu’: scopo principale del mercato equo e solidale non e’ il sostentamento di fasce piu’ povere del mondo, ma il riequilibrio tra i Paesi ricchi e Paesi poveri.
Un’organizzazione articolata come quella di Equoland, una cooperativa di Campi Bisenzio che da 15 anni si occupa di commercio equo e solidale con oltre 60 produttori in 30 diversi Paesi, numerosi addetti in Italia, specialisti impiegati nei Paesi produttori, collaborazioni con organizzazioni come Amnesty International, un impegno di investimenti nelle zone piu’ remote del mondo.
Cresce il mercato equo e solidale italiano
Una recente indagine dell'Universita' Cattolica di Milano risulta che ogni italiano spende un euro e 70 centesimi per acquistare prodotti equo.
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Pubblicato il venerdì 14 luglio 2006 in: {BLOCK_POST_CATEGORY}
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Alfonso Palazzo









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