
Nella motivazione, il comitato dei Nobel cita i “loro sforzi per creare uno sviluppo economico e sociale dal basso”. “Ogni persona sulla Terra ha il potenziale e il diritto di vivere una vita rispettabile. Attraverso le culture e le civiltà, Yunus e la Banca Grameen hanno mostrato che persino il più povero dei poveri puo’ lavorare per il proprio sviluppo”, ha aggiunto il comitato.
La banca, creta nel 1976, oggi ha 1.084 filiali e vi lavorano 12.500 persone. I clienti in 37mila villaggi sono 2 milioni e 100mila, per il 94 per cento donne. E il sistema non sembra essere in perdita: il 98 per cento dei prestiti viene restituito. E anche per questo l’istituto è diventato un modello anche per la Banca Mondiale.
La Grameen Bank è infatti una banca rurale (”grameen” in bengalese vuol dire contadino) che concede prestiti e supporto ai più poveri, esclusi dal sistema di credito tradizionale. La storia della sua fondazione è stata raccontata dallo stesso Yunus nel libro autobiografico dal titolo Il banchiere dei poveri (in Italia edito da Feltrinelli).
Alfonso Palazzo








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