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Commercio Equo e Solidale

Commercio = Sviluppo? Il futuro del commercio equo e solidale

A cura di Alfonso Palazzo

Pubblicato il 24/09/2007

Il commercio è il motore dello sviluppo, ma quale commercio per quale sviluppo? Il 13 ottobre appuntamento a Roma sul futuro del fair trade.

foto intervento Organizzato da Ctm altromercato in collaborazione con AGICES PRESENTAZIONE NAZIONALE DELLE RICERCHE: LA SOSTENIBILITA’ DELLE BOTTEGHE DEL MONDO (curata da Ctm Altromercato - Italia) SLOW TRADE-SOUND FARMING (curata da Misereor, Fondazione Heinrich Boell, Wuppertal Institute - Germania) “Il commercio è il motore dello sviluppo”: questa frase sintetizza gli ultimi decenni di politica internazionale. Ma “quale commercio per quale sviluppo?”: avendo presente lo squilibrio Nord/Sud, l’impatto ambientale, una globalizzazione che “pensa” solo in termini di import/export, e la crisi del WTO, Ctm altromercato si interroga sul futuro del fair trade confrontandosi con chi da differenti punti di vista ragiona su un commercio equo sostenibile ed in grado di dare protagonismo ed effettive opportunità di sviluppo ai Paesi del Sud del mondo.

Programma Coordina: Vittorio Leproux, Ctm altromercato Introduce: Giorgio Dal Fiume, Ctm altromercato Presentazioni delle Ricerche a cura di: Vittorio Rinaldi, Università di Firenze Wolfgang Sachs, Wuppertal Institute Ne discutono: Patrizia Sentinelli, viceministro Affari Esteri Leonardo Becchetti, Università Tor Vergata Marco Zupi, Cespi Tonino Perna, Università Messina Bruno Amoroso, Università del Bene Comune Sergio Marelli, direttore generale Focsiv Gaga Pignatelli, presidente Agices Harold Picchi, Altromercato Argentina Il futuro del commercio equo e solidale sarà determinato dal grado di sostenibilità economica che raggiungeranno le sue organizzazioni, dall’aumento dei volumi di vendita, dal permettere un effettivo accesso al mercato dei piccoli produttori, dall’ampliarsi della gamma dei prodotti. Ma non solo: il perpetuarsi dello squilibrio Nord/Sud, di un commercio internazionale centrato sulle esportazioni, di un’economia ad alto impatto ambientale e sociale, impongono al Fair Trade una riflessione sul modello di sviluppo che esso intende promuovere, e quindi su quei valori non economici che finora il Fair Trade ha saputo rappresentare, e che potrebbero essere sfidati dal confronto con la crescita del mercato equo e solidale. L’attenzione al commercio internazionale, il contributo alla crescita dei mercati locali nel Sud, il rapporto con gli altri attori dell’economia sociale-solidale (anche al Nord),

Organizzato da Ctm altromercato in collaborazione con AGICES

PRESENTAZIONE NAZIONALE DELLE RICERCHE:

  • LA SOSTENIBILITA’ DELLE BOTTEGHE DEL MONDO
    (curata da Ctm Altromercato - Italia)
  • SLOW TRADE-SOUND FARMING
    (curata da Misereor, Fondazione Heinrich Boell, Wuppertal Institute - Germania)

“Il commercio è il motore dello sviluppo”: questa frase sintetizza gli ultimi decenni di politica internazionale. Ma “quale commercio per quale sviluppo?”: avendo presente lo squilibrio Nord/Sud, l’impatto ambientale, una globalizzazione che “pensa” solo in termini di import/export, e la crisi del WTO, Ctm altromercato si interroga sul futuro del fair trade confrontandosi con chi da differenti punti di vista ragiona su un commercio equo sostenibile ed in grado di dare protagonismo ed effettive opportunità di sviluppo ai Paesi del Sud del mondo.

Programma

Coordina: Vittorio Leproux, Ctm altromercato

Introduce: Giorgio Dal Fiume, Ctm altromercato

Presentazioni delle Ricerche a cura di:

  • Vittorio Rinaldi, Università di Firenze
  • Wolfgang Sachs, Wuppertal Institute

Ne discutono:

  • Patrizia Sentinelli, viceministro Affari Esteri
  • Leonardo Becchetti, Università Tor Vergata
  • Marco Zupi, Cespi
  • Tonino Perna, Università Messina
  • Bruno Amoroso, Università del Bene Comune
  • Sergio Marelli, direttore generale Focsiv
  • Gaga Pignatelli, presidente Agices
  • Harold Picchi, Altromercato Argentina

Il futuro del commercio equo e solidale sarà determinato dal grado di sostenibilità economica che raggiungeranno le sue organizzazioni, dall’aumento dei volumi di vendita, dal permettere un effettivo accesso al mercato dei piccoli produttori, dall’ampliarsi della gamma dei prodotti. Ma non solo: il perpetuarsi dello squilibrio Nord/Sud, di un commercio internazionale centrato sulle esportazioni, di un’economia ad alto impatto ambientale e sociale, impongono al Fair Trade una riflessione sul modello di sviluppo che esso intende promuovere, e quindi su quei valori non economici che finora il Fair Trade ha saputo rappresentare, e che potrebbero essere sfidati dal confronto con la crescita del mercato equo e solidale.

L’attenzione al commercio internazionale, il contributo alla crescita dei mercati locali nel Sud, il rapporto con gli altri attori dell’economia sociale-solidale (anche al Nord), l’impatto ambientale… Ctm altromercato – impegnata non solo a sviluppare il commercio equo, ma anche ad interrogarsi sul suo futuro – intende associare all’impegno per la promozione della sostenibilità delle Botteghe del Mondo, il rapporto con chi all’esterno del Fair Trade riflette sulla promozione di un commercio internazionale sostenibile, e su un futuro dei popoli del Sud del mondo non interpretato solo come fornitori di materie prime. Il convegno intende quindi riflettere sul futuro del commercio equo e della sostenibilità delle Fair Trade Organizations anche alla luce delle elaborazioni che, dall’esterno del commercio equo, si interrogano sul futuro del commercio internazionale avendo come riferimento lo sviluppo dei mercati locali, l’impatto ambientale, la non mercificazione delle risorse pubbliche e – non per ultimo – la crisi del WTO e dell’illusione di un neoliberismo in grado di coniugare la protezione dei mercati e del potere d’acquisto dei paesi del Nord del mondo, con l’apertura totale dei mercati dei paesi del Sud e l’incentivazione di modelli produttivi export oriented.

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