La mancanza di chiarezza di comunicazione: i Reality

Non è un mistero lo diciamo da un tempo infinito che l’essere umano si arricchisce tramite la comunicazione con i propri simili, il mettersi in comune. Da altrettanto tempo immemorabile diciamo che non essendoci scuole di comunicazione tutto viene lasciato al fai-da-tè e nel migliore dei casi all’applicazione empirica delle poche regole che vengono diffuse. Ma nessuno crede di non saper comunicare e tutti hanno la piena certezza di sapere esattamente cosa stanno dicendo e come solo che…

C’era una volta la vecchia cara scatola magica, nella quale tutti apparivano belli e truccati. Quando Alberto Sordi ebbe il coraggio di mostrare l’impossibilità di fare far carriera a chi non fosse di bell’aspetto tutti si scandalizzarono e notavamo con stupore i primi personaggi con i denti non perfetti e il naso un po’ aquilino. Poi nulla sembrava fare più abbastanza audience. Tenere il pubblico fermo per ora davanti ad un programma intervallato da pubblicità, spesso più interessanti diventava una scommessa sempre più difficile.

E così qualcuno ha pensato bene che per chi non vede l’ora di evadere dalla propria vita l’ideale è quello si andare a ficcarsi nella vita di qualcun altro.

Non è bene chiaro se l’audience di questi programmi preparati per mesi e studiati a tal punto che di reality rimangono spesso solo gli spettatori, quello che denunciano l’uno dopo l’altro che dall’uomo comune al più autorevole le regole di comunicazione sono delle grandi sconosciute!!!

Ovvio la pace e l’armonia non fa audience!!!

Allora giù liti e sproloqui. Gente che continua a voler affermare le proprie verità, in un programma che non chiede altro se non di esserci e mettersi in mostra.

Inutile dirlo, chi ci partecipa vuole acquisire una notorietà mai avuta o riconquistare quella persa. L’unica comunicazione reale è la menzogna. Fino ad oggi saranno stati due in tutto i protagonisti che l’hanno ammesso. Forse nessuno aveva comunicato agli altri, che si sono presentati con la nobile motivazione di “mettersi alla prova”, che esistono club rinomati di scuola di sopravvivenza.

Per favore se siete cantanti cantante le vostre canzoni, se siete attori fate gli attori, ma bene, se siete presentatori presentate i vostri ospiti e non voi stessi, e se le leggi del duro mercato non vi permettono di fare quello che volete almeno abbiate il coraggio e la chiarezza di dichiararlo.

Non siete d’accordo?

Scrivetemi ne parleremo con piacere, chissà che non siate in grado di farmi cambiare idea.

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Pubblicato il domenica 13 novembre 2005 in: Media

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