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Dove vi siete conosciuti ? In chat?

A cura di Marìca

Pubblicato il 03/02/2006

I laghi romantici, le gite fuori porta, le serate da amici hanno lasciato il posto alla chat.

Lo sguardo ancora perplesso di chi non l’ha usata, spesso lascia un velo di imbarazzo tra chi incapace di non farsi fagocitare dal proprio lavoro, (che spesso usa come difesa naturale conto l'universo mondo relazionale)  ha permesso a una chiacchierata diversiva tra un lavoro e l’altro di trasformarsi in storia…

Auguri tesoro, Auguri amore….tra poco saranno quelli che riusciremo a darci solo o quasi esclusivamente via chat o sms?

I mezzi di comunicazione sempre più predominanti nelle nostre vite hanno indubbiamente cambiato il modo di comunicare e ci permettono di raggiungere persone mai insperate. Ma questo come cambia i nostri rapporti?

In realtà il più delle volte si allea alla nostra parte distruttiva, a quella che fatica ad entrare in rapporto, quello vero cioè quotidiano e costante con tutti i suoi difetti e i suoi pregi troppe volte ignorati.

Quando non parliamo delle scontate avventure, che finiscono per diventare la cosa più nota della rete e che le attribuisce una fama non del tutto giustificata (visto che in rete c’è anche questo ma non solo), ma di storie nate e costruite nel tempo e durate anche un certo periodo, alcune sbocciate anche in matrimoni, resta il velo del come ci siamo conosciuti.

La chat sembra ancora un mezzo troppo poco romantico, e che nasce quasi sempre con l’idea di un’avventura finita in altro.

In realtà il tempo che stiamo in chat è tempo che in qualche modo sottraiamo alla nostra vita reale.

E’ vero capita anche di restare in collegamento con amici di vecchia data che ormai lontani per esigenze varie riusciamo a contattare in questo modo economico e relativamente veloce, ma queste non sono sicuramente le regole d’oro della chat.

E comunque al di là se la persona si conosce o meno, non varia molto la situazione, invece di uscire e andare a farsi una passeggiata, bersi un drink con amici guardarsi un buon film in compagnia stiamo a raccontarci d’avanti ad un pc, o a guardarci e parlarci (quando si usano programmi che permettono la videoconferenza).

I contatti virtuali riducono le distanze, e permettono di conoscere le persone per come si sentono d’essere e non per come devono apparire, questo è vero, ma nel momento dell’incontro del reale tutto deve rientrare in una nuova realtà. Come dice un amico "quando si incontra una persona che si è conosciuta in chat con la quale si è entrati in confidenza per molto tempo, non si è esenti da momenti di imbarazzo e di distacco perché si è in confidenza solo fin quando si affrontano delle realtà conosciute, quando si varcano quelle realtà bisogna ri-inventarsi, riconoscersi e ritrovare il giusto livello di confidenza".

Questo è sicuramente giusto, ma la domanda più consona forse è: quanto tempo decido di dedicare a me stesso?

Posso accettare di vivere l’amore a scatole: ho un buco dalle 3 alle 5 o il 25 aprile alle….

Infatti il più delle volte le storie non si creano tra persone disperate che non troverebbero altro fuori dal virtuale, anzi, ma la realtà è che sanno che quel virtuale le avvolgerebbe e le coinvolgerebbe oltre misura. O meglio oltre la misura che sono disposte a dare di sé.

Amori che possono vivere solo l’ordinario, i ritagli di tempo del quotidiano, perché nel reale sono assorbiti da mille situazioni lavorative e familiari pregresse che non si possono/vogliono* mollare o disponibili solo nello straordinario: viaggi, tempo libero, giornate di festa.

E’ anche vero che a tutto questo c’è quella percentuale della quale molto pochi parlano. Quella di due anime che ancora prese a leccarsi le ferite e nascosti dietro un monitor hanno imparato a conoscersi e passo dopo passo hanno accettato di avvicinarsi, semmai per sfida, per avventura, per la scommessa con se stessi, tanto non mi cambierà la vita, e guardandosi riflessi nella frenesia dell’altro si sono risvegliati d’un tratto: Cosa sto facendo della mia vita?

Non importa se queste persone poi festeggeranno il prossimo e gli altri San Valentino insieme, non importa se insieme o ciascuno per la sua strada cominceranno a vivere una vita differente. L’importante è che questa sia stata una possibilità di guardarsi allo specchio. Di guardare negli occhi l’altro e comprendere verso dove stiamo andando noi e scegliere se è proprio quello che vogliamo o se sarebbe meglio correggere il tiro. Perché non c’è età per correggere il percorso della nostra vita, purchè una volta accorti della strada sbagliata non continuiamo ad intraprenderla e a proseguirla con la certezza che domani la potremo ancora cambiare perché l’unica cosa certa è che "del doman non c’è certezza".

Quindi chi ah tempo...non aspetti tempo e un abbraccio e un buon San Valentino a tutti gli innamorati in coppia e non, che non rinunciano nonostante le paure e le difficoltà e le facili tentazioni dei rifugi del lavoro matto e disperatissimo, ad amare la vita a volersi bene a non continuare a farsi del male per come si sono trattati e a scegliere finalmente di darsi di più!!!

E grazie a tutti coloro che hanno, invrociando la mia strada anche solo come semplici conoscenti, accettato nel tempo di farmi da specchio, che mi hanno donato tanto o almeno tutto quello che erano nelle loro capacità del momento e che nel tempo mantengono traccia di me ed io di loro e hanno contribuito anche involontariamente alle mie scelte di oggi. 

* Niente assolutamente niente ci può costringere a non vivere la vita che vogliamo tranne noi stessi. Tutte le costruzioni e le gabbie che crediamo "oggettive" sono solo barriere che noi stessi abbiamo costruito, e come le abbiamo costruite siamo in pieno potere di abbatterle senza falsi vittimismi.

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