Comunicare è anche accettare

Chi trova un amico trova un tesoro, ci è sempre stato ripetuto nel tempo. A volte siamo stati delusi dall’amicizia, a volte abbiamo deluso, spesso l’abbiamo rincorsa, e quasi sempre non ci siamo accorti quando l’avevamo sotto gli occhi. L’amicizia è sicuramente uno dei più bei rapporti d’amore al quale si possa aspirare, non prevede il possesso.

Un amico è così com’è e ti prende esattamente per quello che sei, ma soprattutto non ti lascia mai e attraverso le mille difficoltà che coinvolgono ogni tipo di rapporto (dalle quali neanche l’amicizia è esente ahimé) ti fa riscoprire momento dopo momento tante piccole e grandi sfaccettature del tuo modo di essere e di comunicare che ti potrebbero permettere di cambiare…

Chi trova un amico, trova un tesoro forse perché attraverso la cura dell’altro, finisce per ritrovare sè stesso e senza accorgersene si allontani dalle strade meno indicate senza sforzo. All’apparenza per l’altro, ma in realtà per sé stesso…

….Questo racconto che girovaga in rete esprime molto bene cosa significhi “scegliere la via del giusto piuttosto che quella del facile” e di come la comunicazione con un amico possa prendere diverse e molteplici strade, ma che mai nessuna è più giusta di un’altra e tanto meno va giudicata o derisa se il fine poi è sempre lo stesso: Comunicare.

Un uomo camminava per una strada con il suo cane.
Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese
conto di essere morto.
Si ricordò di quando stava morendo e che il cane che gli
camminava al fianco era morto da anni.
Si chiese dove li portava quella strada.
Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava
la strada e che sembrava di marmo. In cima a una collina
s’interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole.
Quando vi fu davanti, vide che l’arco era chiuso da un
cancello che sembrava di madreperla e che la strada che
portava al cancello sembrava di oro puro.
Con il cane s’incammino verso il cancello, dove a un lato
c’era un uomo seduto a una scrivania.
Arrivato davanti a lui, gli chiese: - Scusi, dove siamo?
Questo è il Paradiso, signore, - rispose l’uomo.
Uao! E non si potrebbe avere un po’ d’acqua?
Certo, signore. Entri pure, dentro ho dell’acqua ghiacciata.
L’uomo fece un gesto e il cancello si aprì.
Non può entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore
indicando il suo cane.
Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.
L’uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in
strada con il suo cane.
Dopo un’altra lunga camminata, giunse in cima a un’altra
collina in una strada sporca che portava all’ingresso di
una fattoria, un cancello che sembrava non essere mai stato
chiuso. Non c’erano recinzioni di sorta.
Avvicinandosi all’ingresso, vide un uomo che leggeva un libro
seduto contro un albero.
Mi scusi, - chiese. - Non avrebbe un po’ d’acqua?
Sì, certo. Laggiù c’è una pompa, entri pure.
E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane.
Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.
Attraversarono l’ingresso ed effettivamente poco più in là
c’era un’antiquata pompa a mano, con a fianco una ciotola.
Il viaggiatore riempì la ciotola e diede una lunga sorsata,
poi la offrì al cane. Continuarono così finché non furono sazi,
poi tornarono dall’uomo seduto all’albero.
Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore.
Questo è il Paradiso.
Be’, non è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha
detto che era quello, il Paradiso.
Ah, vuol dire quel posto con la strada d’oro e
la cancellata di madreperla? No, quello è l’Inferno.
E non vi secca che usino il vostro nome?
No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza
lasciano perdere i loro migliori amici.
Così…
A volte ci chiediamo perché gli amici continuino a mandarci
barzellette senza aggiungere una parola. Forse questo può
spiegarlo.
Quando si ha molto da fare, ma si vuole restare lo stesso in
contatto, che cosa si fa? Si mandano barzellette.
Quando non si ha nulla di particolare da dire, ma si vuole
restare lo stesso in contatto, si mandano barzellette.
Quando si ha qualcosa da dire, ma non si sa bene cosa, o non
si sa come, si mandano barzellette.
Anche per far sapere a qualcuno che ci si ricorda ancora di
lui, che lui è ancora importante, che lui è ancora amato, che
cosa si fa? Si manda una barzelletta.
Così, la prossima volta che ricevete una barzelletta, non
pensate che vi hanno mandato soltanto un’altra barzelletta,
ma che oggi il vostro amico dall’altra parte del computer
ha pensato a voi e vi ha mandato un sorriso

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il sabato 22 aprile 2006 in: L'angolo di Tracy

Ultimi interventi

Vedi tutti

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento