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L'angolo di Tracy

La storia del bruco

A cura di Marìca

Pubblicato il 21/07/2006

Forse i soli bruchi che non si risvegliano crisalidi sono quelli che non credono nel proprio sogno. Credere in un sogno non è certo cosa facile. Spesso non facilita la comunicazione con gli altri. Soprattutto se il sogno è grande, e difficilmente condivisibile, preferiamo non spiegare perché visto che sentiamo che perderemmo energie preziose senza sentirci compresi, ma se la comunicazione interna nostra è buona…allora non ci sarà nessun elemento esterno che ci potrà mettere in dubbio la riuscita del nostro sogno…e allora sarà facile lasciarsi andare col cuore ricolmo di fiducia.

La storia del bruco

Un piccolo bruco camminava verso la grande montagna. Incontrò un grillo che gli chiese dove andasse. Senza smettere di camminare, il bruco rispose: "Ieri sera ho fatto un sogno: sognai che ero sulla cima della montagna e da lì potevo guardare tutta la valle. Mi è piaciuto quello che ho visto e così voglio realizzare il mio sogno." Sorpreso, il grillo disse al bruco che si allontanava: "Devi essere pazzo! Come farai ad arrivare fin là???? Tu, un piccolo bruco?? Per te, una pietra sarà una montagna, una piccola pozzanghera sarà un mare, e qualsiasi ramo sarà una barriera impossibile da oltrepassare." Ma il piccolo bruco era gia lontano e non lo sentì nemmeno. I suoi piccoli piedi non smettevano di muoversi. Poi sentì la voce dello scarafaggio: "Dove vai con tanto sforzo?" Già sudato fradicio, il piccolo bruco rispose: "Ieri sera ho fatto un sogno: sognai che ero sulla cima della montagna e da lì potevo guardare tutta la valle. Mi è piaciuto quello che ho visto e così voglio realizzare il mio sogno." Lo scarafaggio si mise a ridere, e disse: "Ma se neanche io con le mie grandi zampe comincerei un'impresa così difficile! E rimase a ridere del bruco, mentre questi, incurante, continuava la sua strada. E così ugualmente il dialogo fu lo stesso con vari personaggi che il bruco incontrava nel suo cammino: col topo, il ragno, la rana e il fiore. Tutti gli consigliavano di smettere. "Non arriverai mai..!", gli dicevano. Ma il piccolo bruco continuava a camminare, perché dentro di sé sentiva che doveva farlo. Stanco e senza forze, sentendosi sul punto di morire, decise di fermarsi per riposare e costruire, con un ultimo immane sforzo, un posto per dormire quella notte. "Cosi mi sentirò meglio." pensò tra sé. Ma quella notte morì. Per giorni, gli animali si avvicinarono a vedere i suoi resti. Lì c'era l'animale più pazzo del mondo, che aveva costruito la sua tomba come un monumento alla mancanza di buon senso. Lì c'era l'ultimo rifugio di uno che rincorreva un sogno. Giorni dopo, in una mattina di splendido sole, mentre tutti gli animali si riunirono intorno a quello che era diventato un monito per tutti loro, all'improvviso, successe un fatto che lasciò tutti a bocca aperta: quel bocciolo grigiastro cominciò a rompersi e con meraviglia videro spuntare un paio di occhi e due antenne......... A poco a poco, videro anche spuntare due bellissime ali dai colori stupendi. Era una farfalla! Nessuno disse niente perché già sapevano cosa avrebbe fatto quella farfalla: sarebbe volata in cima alla montagna a contemplare, da lassù, tutta la valle, e così realizzare il suo sogno, il sogno per il quale era vissuta e s'era sforzata fino a morire ed a rinascere per realizzarlo. Tutti s'erano sbagliati, ma il bruco era certo che ce l'avrebbe fatta!

***

Come già segnalato, questa storia che appare nella rubrica "L'angolo di Tracy" non è di mia invenzione e neanche di molti che riascoltandola nel tempo, e caricandola di Insegnamenti e di particolari l'anno compresa a tal punto da farla propria, ma come sempre le cose acquistano un valore rispetto a cosa esse simboleggiano per noi, e per tanto possono essere di tutti e di nessuno allo stesso modo. Una storia la scrive una persona, ma qualora è profonda e tocca le corde universali del cuore non può che non appartenere a tutti.

 

Le Vostre Opinioni

Cosa ne pensi...

Opinione postata il 2008-07-26 18:55:39
Cara Marica, ti faccio i miei complimenti per aver plagiato la mia storia dall’omonimo titolo presa dal sito www.sivachidananda.altervista.it e scritta ai primi di marzo del corrente anno. Non so se tu abbia sfruttato economicamente questa storia, sappi però che ritengo sarebbe opportuno che tu, nelle pagine di questo stesso sito, facessi sapere a tutti da dove hai tratto spunto per scrivere questa “tua storia” anche perché sarebbe giusto informare i tuoi lettori ai quali potrebbe risultare più interessante leggere la storia originale.
  • Oggetto: oggetto - Utente : nome utente
Opinione postata il 2008-07-26 21:51:05
Caro/a, non so come chiamarti visto che non hai avuto la cortesia di firmarti e/o di presentarti e di lasciare un recapito, quindi spero tu legga la mia risposta a seguito della tua opinione giuntami oggi 26/07/2008. Intanto mi spiace che ti sia potuto/a agitare per qualcosa che veramente non mi sembra abbia ragione di esistere, infatti per prima cosa se avessi fatto attenzione la storia appare nella categoria "l'angolo di Tracy" dove è ben spiegato che si tratta di storielle aneddoti, barzellette e quant'altro già diffuso su internet e ricevuto per e-mail in forma anonima e quindi non di mia creazione http://guide.dada.net/comunicazione/interventi/2006/04/252932.shtml. Nella fattispecie si tratta di una storia che ho ricevuto per mail più di 2 anni fa. D'altro canto la storia è stata inserita a luglio di 2 anni fa (21/07/2006) e quindi precedente a quella tua dato che dici di averla postata i " primi di marzo del corrente anno". Non avrei avuto problemi a segnalare il nome dell'autore se solo lo avessi saputo e lo farei tutt'ora, ma oltre a non esserti presentato/a. non sono riuscita a leggere la "storia originale" perché il link mi indirizza automaticamente su altavista (http://it.altervista.org/). Per me questo angolo è una scusa per mettere insieme un po' tutte le storie che sono in circolazione sulla rete e non mi preoccupo degli autori perché la maggior parte in realtà sono storie antiche e anonime per lo più provenienti dall'oriente, e la diffusione della filosofia di fondo mi sembra la cosa più interessante. Per quanto riguarda lo "sfruttamento economico", non ho proprio idea del modo in cui avrei potuto, visto che ho ben spiegato che si tratta di storie diffuse già on-line e delle quali non avrei problemi a citare gli autori e a linkare i siti di riferimento (come già faccio per notizie delle quali conosco la fonte). Quindi se mi manderai i tuoi dati e il link corretto antecedente la pubblicazione non avrò alcun problema a farlo. Diversamente segnalerò comunque che si tratta di una storia trovata in rete, per chi come te non si curi di sapere cosa contengano le diverse rubriche. A presto Marìca
  • Oggetto: Per plagiare bisogna dichiararne la paternità - Utente : Marìca
Opinione postata il 2008-07-28 09:14:47
Inserisci la tua opinione Cara Marica, la storia del bruco così ricca di metafore e di saggezza, l'ho molto apprezzata sia nella versione che hai inserito qui, incluso il commento che la precede, che nella versione che ho aggiunto al mio sito. www.sivachidananda.altervista.org. Non ne sono l'autrice di entrambe le versioni ma ne apprezzo gli insegnamenti. Cordialmente. Stefania
  • Oggetto: La storia del bruco - Utente : Stefania
Opinione postata il 2008-07-28 12:11:51
Cara Stefania, intanto grazie per esserti firmata e per l'apprezzamento sulla storia e sul commento, che come puoi ben vedere precedono il racconto onirico di "Robroy" che non dubito abbia pensato realmente fosse tutta di sua sponte, perché come tu stessa saprai quando qualcuno è "toccato" da un Insegnamento è come se conoscesse quelle cose da sempre e gli appartengono a tal punto da non poter immaginare altrimenti che siano sue. Mi fa piacere che questa metafora, usata da più Maestri, tocchi sempre più persone e si diffonda, in fondo siamo tutti solo scuse per qualcosa di più. A presto spero di ritrovare te e Robroy tra i miei più attenti lettori. Marìca
  • Oggetto: Quando si parla del "Tutto" finisci per scoprire che apparti - Utente : Marìca
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