|
A cura di ELISA
Pubblicato il 08/09/2002
Mi permetto di segnalare la Costiera amalfitana e le isole del Golfo di Napoli a chi ama raccontare di essere andato alle Mauritius e/o alle Seychelles...
Al San Pietro di Positano per settembre s’annuncia l’esaurito. Stessa risposta alle Sirenuse. Conosco un imprenditore francese che voleva andarci ed è stato cortesemente respinto. Ha dovuto «accontentarsi» di Ravello, altra perla per ricchi che vogliono riposare.
Mi permetto di segnalare la Costiera amalfitana e le isole del Golfo di Napoli (ma anche la mia Ponza e la sublime dependance di Palmarola) a chi ama raccontare di essere andato alle Mauritius e/o alle Seychelles.
Può capitare che in qualche giorno e qualche cala da noi l’acqua non sia sempre trasparente (eppure quest’anno a Napoli hanno aperto alla balneazione anche il lido di via Partenope), ma il cocktail di mare e di panorama non ha l’uguale al mondo. Non a caso gli stranieri ricchi e intelligenti ci vengono da sempre.
Poco importa che fossero imperatori romani o magnati dell’industria europea e americana.
Prendete il San Pietro di Positano. Con la legge Galasso non avrebbe potuto essere costruito, come gran parte degli alberghi più belli d’Italia, perché sta sul mare. Ma pochi venendo dal mare saranno in grado di realizzare che dietro la cascata di verde e di fiori che copre la roccia si nasconde una splendida residenza.
La Costiera fu creata dal Padreterno in un momento di umore eccellente. L’uomo ne ha approfittato con intelligenza, risparmiandole gli scempi che hanno sodomizzato altre coste meridionali e vi ha costruito alcuni presepi. Il più bello è Positano.
Qualche insenatura più a Sud ce n’è un altro, Praiano, meno noto, ma di pregio.
Le camere più belle del San Pietro s’affacciano a destra su Positano e a sinistra su Praiano. Molte hanno stanze da bagno affacciate sul golfo e la veduta è corredata da cascate di bouganville che entrano nella vasca da bagno. Quando mi insaponai la prima volta lì dentro, molti anni fa, capii perché gli americani ci vivrebbero dentro. A proposito, evitate la camera numero otto e mezzo. Vi diranno che vi ha abitato Fellini: se il maestro la scelse, forse è stato perché è quella che richiede una percorrenza minore dall’ingresso. Per il resto, ha un bagnetto cieco e non guarda né Positano, né Praiano che sono le vere ragioni per cui si viene qui.
Il controllo della posizione va fatto d’altra parte in anticipo in tutti i grandi alberghi, in Italia e all’estero. Per dirne una, nello stesso palazzo fiabesco di Venezia potete trovare una indimenticabile veduta sul Canal Grande, l’isola di San Giorgio Maggiore e la Chiesa della Salute e una finestra affacciata su un cortile o un canaletto maleodorante).
Gli italiani vengono in agosto, in genere sono signorili
e meno rumorosi del solito, forse intimiditi dalla bellezza del luogo. Sono tutti benestanti, visto che il costo di una stanza supera sempre il milione per notte. Gli stranieri si godono il meglio tra marzo e ottobre. In genere lasciano dediche struggenti e giurano di tornare. Molti lo fanno, prenotando talvolta con un anticipo di tre anni. Quando sbarcano, abbracciano e baciano Giuseppe Cuccaro, il responsabile del servizio sulla terrazza d’approdo. Cuccaro è per il San Pietro quel che è Gildo per il Palace di Gstaad. Quest’ultimo è anche baritono e canta sottovoce per i clienti con cui è in confidenza anche «Di Provenza il mare e il sol...» (Giuseppe Verdi, Traviata, atto secondo). Giuseppe sa in compenso da quale lato volete rosolarvi sui lettini da spiaggia...
Bruno Vespa
Da "Il mattino" di Napoli