Spesso essere responsabile equivale a?
A cura di Lara Gregori
Pubblicato il 03/10/2005
Un vademecum sintetico per orientarsi nella scelta di una scuola di counseling – parte prima
Quando si decide di frequentare una scuola di formazione in counseling ci si trova alle prese con un’offerta formativa piuttosto vasta e variegata, e comprendere quale sia il percorso migliore per noi è spesso un mare di pensieri che si muove in mezzo ad infinite considerazioni e dubbi, tra la conciliabilità con le nostre esigenze quotidiane ed il desiderio di incontrare una formazione che risponda sia alla nostra predisposizione personale, sia a criteri di preparazione seri e professionali.
Come guida cercherò di darvi alcune informazioni preliminari, senza alcuna pretesa di essere esaustiva e nella assoluta certezza che nessuno, all’infuori di noi stessi, può farci scegliere il percorso migliore, ma con l’unico scopo di aiutarvi a far chiarezza sulle domande da porre quando vi rivolgerete ad una scuola che vi interessa.
Il primo punto che affronteremo riguarda le ipotesi normative di riferimento nell’inquadramento della professione del counselor.
Il counseling è stato inserito dal CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) nel monitoraggio delle professioni non regolamentate, e cioè quelle professioni non inquadrate in albi professionali, ma che si sono dotate di strumenti di formazione e autoregolamentazione adeguati agli standard europei e cioè scuole professionali con esami d’accesso e conclusivi di abilitazione, tre anni di formazione, verifiche sull’attività degli iscritti, codice deontologico, tariffario vincolante.
Nell’Unione Europea la tendenza è infatti quella di dare fiducia all’autoregolamentazione e far crescere in questo modo le nuove professioni, invece di creare rigide barriere professionali con gli albi.
Riprendiamo qui la definizione della figura professionale adottata dalla S.I.Co. e trasmessa al CNEL:
"Il counselor è la figura professionale che, avendo seguito un corso di studi almeno triennale, ed in possesso pertanto di un diploma rilasciato da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti teorici, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psichica che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità”.
Leggendo attentamente queste sintetiche righe potrete già da subito inquadrare alcuni criteri guida per la scelta del percorso:
* gli standard europei stabiliscono tre anni di formazione, un percorso verificato, un codice deontologico, un tariffario professionale
* la definizione accreditata al CNEL precisa il ruolo e le competenze del counselor