


Tingere i tessuti con la tecnica del batik non e’ un’impresa impossibile ai profani! Magari non si arrivera’ ai livelli di perfezione degli artigiani giavanesi ma non credo sia questo l’obiettivo. Naturalmente in questa “sede” possiamo solo fornire indicazioni sommarie, a voi poi il compito di approfondire con le dovute letture o con appositi corsi.
Innanzitutto, cosa serve? Il materiale:
- tessuto e colori, di questi ultimi ne esistono appositi per il batik
- tutto l’occorrente per il disegno da realizzare: dalla carta, alla matita e al carboncino
- telai e puntine per fissare il tessuto
- un fornellino e due pentolini per far sciogliere a bagnomaria cera d’api e paraffina insieme
- strumenti per distribuire la cera: pennelli con manico di legno, stampini, tjan-ting
- l’occorrente per la tintura: bacinelle, guanti, misurini, cucchiai di legno, reagenti…
- uno stendibiancheria per mettere il tessuto ad asciugare
- l’occorrente per eliminare la cera: ferro da stiro, carta da giornale, trielina o benzina per eliminare eventuali aloni lasciati dalla cera
Innanzitutto due parole su tessuti e strumenti per stendere la cera.
Meglio utilizzare tessuti naturali di origine vegetale o animale - cotone e lino, lana e seta -. Occorre inoltre “testarne” la capacita’ di assorbire, la tenuta del colore e la reazione alla tintura in modo da poter poi scegliere colori e fissativi adatti. Questo pero’ si ottiene solo facendo delle prove su piccoli campioni di tessuto e, in definitiva, con la pratica! Evitate i tessuti sintetici perche’ o non assorbono del tutto il colore o lo assorbono in maniera irregolare. Attenzione: i tessuti vanno lavati molto bene per togliere tutto l’appretto. Per quanto riguarda la cera, non pensate di utilizzare quella delle vostre candele! O si acquista il preparato apposito nei colorifici oppure si fondono paraffina e cera insieme, per l’esattezza 2/3 di paraffina e 1/3 di cera. Fate fondere le due sostanze a bagnomaria in modo che il composto si assesti ad una temperatura di circa 50°/60°, a temperature piu’ elevate infatti la cera lascia degli aloni di grasso sui tessuti.
Gli strumenti. Per il batik meglio utilizzare pennelli grossi con la punta o larghi e piatti, in ogni caso e’ preferibile averne di differenti misure e valutare che tipo di “tracce” lasciano sul tessuto. Facendo attenzione a non sgocciolare, con il pennello si andranno a “riempire” quegli spazi che dovranno restare “al riparo” dal colore. Il tjang-ting e’ uno strumento comparso a Giava nel XVII secolo. Si tratta di una specie di penna per disegnare con… la cera. Lo strumento si compone di: un piccolo serbatoio di rame o ottone grazie al quale si raccoglie la cera fusa; un beccuccio da cui fuoriesce il liquido. Esistono beccucci di differenti misure grazie a cui si ottengono “tratti” differenti. Con il tjan-ting si possono creare disegni molto particolareggiati.
Una volta fissato il tessuto sul telaio. Disegnate il motivo con cui volete decorare la stoffa, riproducetelo sulla stoffa, quindi andate a “riservare” - coprire con la cera - le zone che non devono colorarsi col primo bagno di colore. Se si utilizzano stampini, occorre immergerli nella cera e poi premerli sul tessuto.
Come abbiamo detto ogni tessuto ha le proprie caratteristiche e reagisce diversamente alla tintura per cui occorre sempre verificare prima su piccoli pezzetti di tessuto. I colori generalmente si fanno sciogliere in acqua calda con l’aggiunta di sale grosso. In ogni caso attenetevi sempre ai consigli di chi vi vende il prodotto e a quanto riportato sulle istruzioni dei colori per batik.
Una volta terminato il primo bagno di colore, se ne occorrono altri, dovrete prima eliminare la cera. Quest’operazione si fa in due modi o immergendo il tessuto in acqua bollente oppure, una volta asciugato e sistemato tra due pezzi di carta da giornale, passandovi sopra il ferro da stiro caldo. Quando il tessuto e’ asciutto si vanno a creare le nuove zone da riservare e si procede con il secondo bagno.
Una volta terminato, occorre sempre eliminare la cera e far asciugare il tessuto. Se restano degli aloni di grasso lasciati dalla cera, provate ad eliminarli strofinando con benzina o trielina. (Casa Dolce Casa)
elisa mazza









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