economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

I blog della guida

Il Sondaggio

L'apertura di luoghi non convenzionali per la realizzazione di manifestazioni artistiche

Guarda i risultati

Cronaca del dopo evento

Akkuaria

A cura di elisa mazza

Pubblicato il 16/05/2005

la cronaca della partecipazione al salone del libro di Torino.


Una delle cose che mi  danno più fastidio della contemporaneità è la fretta. La fretta di conoscere e pubblicare le notizie senza soffermarsi mai per sapere poi come si sono svolte.

Per questo ho creato questo spazio dedicato a chi, dopo l'evento, ha la grazia di comunicarci come si è svolto "il poi in realtà":

 

La straordinaria presenza di Akkuaria 

al Salone del Libro di Torino
Le foto sono di Paolo Coletti che ringraziamo per la generosa disponibilità

 

Un'altra bella pagina di storia di Akkuaria è stata sfogliata con l'aiuto di tutte quelle persone che hanno reso possibile un nuovo e significativo successo: adesso a mente serena posso ripercorrere all'indietro tutti i momenti.

 La sera del 9 maggio alle ore 23.00 una voce amplificata annunciava che "Il Salone del Libro" si concludeva e dava appuntamento al prossimo anno! Solo in quel momento una sfilza d'immagini e di parole si sono accavallate davanti agli occhi in un solo istante. 

L'avventura di Akkuaria tra danze e autori è ormai alle spalle, mentre i libri, dalle copertine rese ancor più sfavillanti dai riflettori, prendono posto nelle scatole di cartone per tornare in "magazzino". E velocemente, come tanti marinai, ammainiamo le vele della bellissima libreria della Bill Book che in questi giorni è stata la nave che ci ha condotto fieramente per i mari delle parole.

Nel frattempo mentalmente mi preparo ad affrontare un altro impegno a Milano presso la Libreria Odradek. L'occasione sarebbe servita anche per presentare tutti i libri di Akkuaria. 

L'11 Maggio si conclude l'incontro dal tema "Ieri e oggi: Le donne nella letteratura. Un viaggio alla scoperta della Donna". Ospiti della serata i Poeti Donatella Bisutti, Alessandra Paganardi, Roberto Caracci, Giuseppe Boschetti e tanti altri ancora.

Serena Accàscina Polizzi con "Mille volti dell'Amore" ha affrontato una breve panoramica delle Donne nella letterature. L'amore ha mille volti e almeno una parte di essi la grande letteratura ce li ha svelati, soprattutto quando al centro di essa si sono stagliate grandi figure di donne che hanno saputo dirci qualcosa, e qualcosa di vero e profondo, su se stesse, sui conflitti e sulle gioie della coppia, sulle ricchezze e le contraddizioni della famiglia. 
  Serena ha compiuto in questo saggio un viaggio a volo d'uccello sulla narrativa e sul teatro, tra ottocento e novecento, indirizzando l'attenzione del lettore sullo stesso percorso di formazione della donna all'interno delle opere che l'hanno rappresentata, su quelle che potremmo definire le principali tappe di un bildung romance della donna moderna, dagli albori dell'industrializzazione e della democraticizzazione fino ai nostri giorni: dalla femminilità liberata delle figure autobiografiche della Aleramo, fino ai romanzi familiari della Ginsburg, in Italia; dal tormentato alter ego di Flaubert nella Bovary, fino alle pulviscolari e lacerate figure della Woolf, in Europa. Scrittori come Cecov, Shaw, Ibsen,- cercano di conciliare nella loro crescita spirituale due istanze che molto spesso sono considerate incompatibili, nelle stesse storie epiche del femminismo: quella alla libertà, alla emancipazione, all'affrancamento dai mille vincoli psicologici, culturali e sociali che le vogliono subalterne, e l'altra, spesso considerata antitetica, alla realizzazione di una vita familiare sincera, profonda, unitaria, svincolata da dinamiche distruttive o ipocrisie. 

A spezzare il contrasto del forte cambiamento tra le donne di ieri e le donne di oggi ci ha pensato Gloria Chiappani Rodichevski. Questa volta il tema dominante tra lei e la donna che affronta è l'amore per la danza. Più che altro l'amore per l'arte, la creatività, la cultura è stato il tramite dell'ispirazione che poi ha preso forma di un "poemetto".
A rendere esplicito il nostro singolare incontro artistico è stato "Labirinto", l'Opera Web  realizzata da Vincenzo Rezzuti, personalmente mi sono limitata alle illustrazioni. Infatti sono stati i quadri, i versi e le prose di "Labirinto" che l'hanno ispirata. "A Vera che ha" è un componimento poetico di largo respiro in cui Gloria ha riproposto il sapore dei nostri lunghi colloqui telefonici.

A Torino, durante la cerimonia di Premiazione del Concorso Letterario "
Versi di Versi la Poesia dell'Eros" ho regalato una copia del mio ultimo libro "Sol sol sol mi" a Serena. Lei stessa, a mia insaputa, ne parla. Questo
breve fuori programma mi costringe a spendere due parole. "Sol sol sol mi" è un poemetto che vede la luce dopo dieci anni di permanenza nel cassetto. Il suo contenuto forse è frutto della mia più accesa fantasia oppure è un fatto vero. Non saprei dirvi. 
Quello che so per certo è che l'ho scritto tutto in una sola notte e dopo, per molti mesi, forse anni, uno strano malessere pervase perfino il più sottile filo della ragione e da quel giorno mi costrinse a cercare di capire chi fosse il "Personaggio" che avevo incontrato quella notte. Dovevo, a tutti i costi, scoprire chi era quel qualcosa che si è impossessata delle mie mani e della mia mente: ci riuscì perché accettai di buon grado che spesso accadono "cose" che vanno al di fuori della comprensione umana, e se succedono c'è sempre una ragione. L'unica certezza è che quello che successe quella notte ancor oggi io non lo so. In questi dieci lunghi anni la sola sicurezza che ho è che, da quella notte, la mia vita cambiò .in ogni suo aspetto. Vi avviso che non è facile addentrarsi nelle righe di questo racconto: la stessa cosa è capitata anche a me e le molte persone, cui l'ho dato in lettura non ci sono riusciti. In queste righe c'è un dono, finora nascosto nei cuori di molti. Per questa ragione v'invito a scoprirlo - così come io stessa feci, da una persona che mi venne in aiuto, quando stavo per crollare.

Giovedì 12 maggio era previsto il mio viaggio verso Roma dove ad attendermi c'erano tutta una serie di incontri. Invece sono rimasta letteralmente "ricoverata" a Milano, in casa di Serena Polizzi: stanchezza e stress hanno avuto la meglio. Stanchezza e febbre mi hanno disfatta. Solo sabato pomeriggio, con il primo volo utile, riparto per Catania, lasciandomi tutto alle spalle.

Ma, torniamo adesso, a quanto abbiamo fatto al Salone di Torino. Mi sembra doveroso fare un bilancio dell'iniziativa.  Di certo - ed era prevedibile - ci siamo fatti notare, non per la nostra multivalente presenza, ma per la capacità di adattamento a qualsiasi circostanza e momento. A ragione ci hanno definito "Artisti di strada". È vero noi ogni giorno attraversiamo le vie dell'Arte e questo ci permette di essere duttili e flessibili come canne all'aria aperta.

Immagini, Danza, Colori e Musica sono stati i temi portanti di queste meravigliose cinque giornate trascorse in fretta sì, ma senza mai annoiarsi, senza mai avere un attimo di respiro, senza neanche pensare che l'ora del pranzo e della cena passavano senza che il ben minimo filo di fame mi toccasse lo stomaco. 

Mi sono ritrovata impegnata su tutti i fronti, tra gente che andava ed altra che veniva. La cosa che maggiormente mi ha sorpreso è stata l'espressione collettiva della sensazione che nello stand della Bill Book si respirasse il "silenzio", la "tranquillità". Vi può sembrare strano che in un luogo di fermento e vocio si potesse trovare un angolo di silenzio, ebbene sì, con noi questo è successo!

La Casa è l'abito di chi ci sta dentro, è vero. E con questo voglio dire un "grazie" speciale a Michele Di Salvo e Cinzia Floccari e un dolcissimo benvenuto alla piccola Shanti che nelle prime ore del Venerdì 6 maggio ha scritto la pagina più bella della Bill Book con la sua venuta al mondo. Non poteva che nascere sotto il segno di Venere, la dea dell'Amore per eccellenza!

Stand di Akkuaria L'incontro tra Akkuaria e Bill Book è avvenuto lo scorso mese di Novembre a  Torino. Fu in quest'occasione che Michele Di Salvo m'invitò a partecipare ad una iniziativa proposta dalla Bill Book: un progetto nato dalla sinergia e delle competenze acquisite nei vari settori, comunicazione, editoria, distribuzione e destinato a sostenere i progetti dei piccoli editori. 

La simpatia di Michele Di Salvo e la grande disponibilità di Cinzia Floccari hanno dato il via a tutto ciò che oggi è diventata Akkuaria Libri. 

Non sono solo io ad avere la consapevolezza che "scrivere" è il modo migliore per alimentare il bisogno di comunicare. E lo sanno bene anche tutti coloro che, come me, hanno percorso il calvario delle Case Editrici che, pur riconoscendo l'alto valore delle "opere", non sono mai disposti a rischiare. 
Ebbene noi l'abbiamo fatto! 
Abbiamo rischiato puntando su autori che altrimenti non avrebbero mai condiviso i nostri progetti e tutto questo grazie alla forza dei "nostri associati". Solo la vera forza di chi ha creduto in Akkuaria ha sostenuto un grande progetto. Ebbene, da novembre ad aprile Akkuaria ha editato ben trenta titoli che aggiunti ai precedenti hanno dato la possibilità di prendere parte al più prestigioso appuntamento con l'editoria internazionale del libro.

A dire il vero l'allestimento proposto dalla Bill Book al Salone del Libro è stata per noi la giusta veste: elegante e sobria nello stesso tempo. Una presenza che a primo impatto mostrava una sostanziale diversità dalle altre presenze in Fiera. Più che uno stand è stata l'anticipazione di ciò che presto sarà ben visibile in tutte le città d'Italia "La libreria Bill Book".
Le librerie che accoglieranno i frutti delle giovani menti, degli autori che scrivono per il gusto di farlo, per il piacere di proporre il loro modo di vedere la vita, per dare il via a ciò che abbiamo perso: il gusto di sognare ad occhi aperti davanti ad una pagina di libro.
La realizzazione dei "sogni" di tanti è il motivo principale che ci ha spinto ad intraprendere la strada della scrittura partendo da Internet e per poi approdare al pagina pubblicata in cartaceo. Un traguardo significato che giunge all'inizio del sesto anno di attività in rete. 

Tutte le iniziative che abbiamo proposto al Salone sono state significative e più che altro per la presenza variegata e colorata da "segni diversi". 

L'arte poetica cinese per la prima volta tradotti in lingua italiana

Due i testi pubblicati in lingua cinese, con a fronte la traduzione di Fabio Mango e Vincenza Croce. 
YANG XUHENG,
nato a Kunming nella regione dello Yunnan il 29 giugno del 1966, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale, tanto da essere stato personalmente invitato da Tomas Transtromer (Stoccolma, 1931), unanimemente riconosciuto tra i più importanti poeti viventi al mondo, a partecipare nel 2002 al Festival Internazionale della Poesia di Nässjö (Svezia) e Yang Xuheng, nato il 7 dicembre del 1953 nel Kunming, nella provincia dello Yunnan. 
Oggi è membro sia dell'Associazione di ricerca letteraria per la letteratura cinese moderna dello Yunnan, sia della Associazione scrittori dello Yunnan e del Kunming. 
Da allora, la sua produzione non si è più arrestata tanto da pubblicare annualmente un lavoro, "Il fiume degli anni" è una collezione di alcune delle sue poesie più famose, pubblicata nell'ottobre del 1996.

TIAN YINGSHI è  nato il 7 dicembre del 1953 nel Kunming, nella provincia dello Yunnan.
A sedici anni entra a lavorare come operaio in una fonderia del suo paese e vi rimane fino al 1990.
Nel frattempo studia, da autodidatta, letteratura e, in seguito, si iscrive alla facoltà di lettere dell’università del Kunming. Iniziò a scrivere, mentre frequentava ancora l’università, e nel 1981 fu pubblicata la sua prima raccolta di poesie. A partire dal 1992 si dedica al lavoro di redattore e giornalista del quotidiano Kunming.
Molti dei suoi poemi sono stati pubblicati su varie riviste cinesi specializzate in letteratura e poesia, tanto da essere incluso nel dizionario “Giovani scrittori in Cina”. Le sue opere sono state inserite nellA antologia che raccoglie i lavori letterari, degli ultimi cinquant’anni, di scrittori dello Yunnan. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali il premio “Letteratura ed arte moderna”, “Premio poesia del Kunming” e gli è stato conferito il premio “Opera migliore” dalla rivista specializzata “Letteratura nel Sud Ovest”. È oggi membro sia dell’Associazione di ricerca letteraria per la letteratura cinese moderna dello Yunnan, sia della Associazione scrittori dello Yunnan e del Kunming. Da allora, la sua produzione non si è più arrestata tanto da pubblicare annualmente un lavoro, “Il fiume degli anni” è una collezione di alcune delle sue poesie più famose, pubblicata nell’ottobre del 1996.

ISIDE 

Sempre sul tema dell'Oriente abbiamo affrontato una Dea "Iside" a parlare di lei è Selene Ballerini con il saggio "I 7 Veli di Iside la Nera". Iside: La Dea Universale, la Dea Madre, la Dea Luna, la Dea Sposa Celeste e la Dea Sposa Terrestre, la Dea Fermento, la Dea Trono Chi è questa Regina? Cosa si nasconde dietro il suo enigma? Per quale indecifrabile magia il mito che ne narra caratteri e vicende si è diffuso in modo così penetrante nell'immaginario occidentale da rivelare quella vertiginosa profondità che solo le radici archetipiche possono lambire? E di quali magnifici tesori può essere ancora conduttrice in un'epoca come l'odierna in cui lo stesso concetto di numinosità femminile sembra ormai irrimediabilmente perduto?

È intervenuto alla presentazione Roberto Negrini, libero ricercatore, fondatore e Presidente dell'Akkademia Pansophica Alpha Draconis (APsAD), Selene Ballerini autrice del saggio "I Sette Veli di Iside", giornalista e ricercatrice della Associazione culturale Akkademia Pansophica e direttrice della Collana editoriale di Akkuaria "Le spirali di Iside". Si occupa ormai da diversi anni di tematiche femminili per contribuire a una riformulazione
della coscienza individuale e collettiva.

 Nell'Egitto Antico il culto di Iside non ha rappresentato solo la Dea, ma il mistero, la magia, la luna e la donna. Iside, la più antica e venerata Dea dell'Egitto, onorata in ogni parte del mondo e in ogni epoca. La sua magia
la rendeva capace di trasformarsi in rondine, grande protettrice e portatrice di pace, in essa si può identificare la Dea Madre. In suo onore le sacerdotesse, nei templi a lei dedicati, non solo offrivano incensi, fiori, essenze, acqua e frutta ma, insieme ai sacerdoti, erano loro che instauravano un ponte di collegamento energetico tra l'umano e il divino. Iniziavano le loro danze di connessione energetica avvolte dal velo e solo nel momento in cui si svelavano, la luce e la saggezza entravano in armonia e sintonia con l'energia cosmica e universale. Nell'estasi della danza, come ancora oggi dervisci e sciamani riescono a fare, ecco che il canale spirituale era finalmente aperto e a coloro, che danzavano in suo onore, Iside concedeva saggezza, femminilità e fertilità. Le danze egiziane furono tramandate per tutta la durata dell'Impero Egizio fino a quando le popolazioni che subentrarono fecero loro i movimenti aggiungendone di nuovi insieme a nuovi ritmi.

Daniela Naccari autrice del saggio "Le danze di Iside". Propone un breve spaccato delle danze esoterico-cerimoniali. La danza come sintesi di conoscenze; esprime significati precisi, i gesti e i rituali, che vanno a ripetersi, interpretano parole e concetti. La Danza è un ponte di collegamento tra l'umano e il divino.

Come la danza sia quella sorta di linguaggio muto e universale l'ha dimostrato anche Marzia Colitti, autrice del saggio "Dove va lo sguardo va il cuore Un discorso sulla Danza Indiana". La danza in India è stata, ed è ancor oggi, esperienza sacra. E’ una forma d’arte ritualistica, un dono divino all’umanità, che l’umanità stessa pratica per compiacere il divino. Il racconto mitologico narra che il Natya Shastra è il quinto Veda, chiamato per questo motivo anche Natya Veda. 

Esso fu ispirato da Brahma, creatore dell’Universo, e fu composto estraendo le caratteristiche peculiari da ognuno dei quattro Veda: dal Rigveda Brahma estrasse la recitazione, dallo Yajurveda estrasse l’abhinaya, la canzone dal Samaveda e dall’Atharvaveda i rasa. La leggenda narra che Bharatamuni ricevette, quindi, il Natya Shastra da Brahma. In un altro testo fondamentale sulla danza indiana, l’”Abhinaya Darpanam”, si narra che “Brahma diede le prime lezioni sul natya a Barata Muni. In seguito Barata Muni, con l’aiuto di Gandharva e Apsara, i cantori e le danzatrici celesti, presentò le tre forme di danza – natya, nritya e nritta – davanti al signore Shiva. Ricordando il suo violento stile di danza, Shiva chiese allora all’aiutante Tandu, coadiuvato dal seguito, di trasmetterne la tecnica a Barata Muni. Come se non bastasse, con affetto chiese alla moglie Parvati di mostrare al saggio lo stile lasya. Capita la tecnica, il santo si preoccupò di trasmetterne la conoscenza agli altri…..”. Ed ecco quindi le due caratteristiche fondamentali della danza indiana: lo stile “tandava”, energico ed impetuoso e quello “laasya”, dolce e femminile. Shiva, in quanto Signore della Danza, è chiamato “NATARAJA” o anche “NATESHWARA”, i quali non sono altro che due dei 108 nomi principali del dio. Nella forma di Nataraja egli è splendidamente rappresentato nella posa con la gamba sinistra sollevata e il piede sinistro mostra il sentiero della salvezza, mentre sotto il piede destro c’è un nano, il simbolo dell’ego e dei suoi limiti, la cui “piccolezza” caratterizza le sue ridotte dimensioni. La mano destra è col palmo rivolto verso l’osservatore, nel mudra chiamato “pataka” a protezione dei devoti, la sinistra è in un mudra chiamato “kari”, simile al mudra “dola”, che significa “IO SONO QUI”. L’altra mano destra regge un piccolo tamburo, il simbolo del tempo che scorre, il ritmo della vita e nell’altra mano sinistra c’è una fiamma, cioè l’energia creatrice nonché forza purificatrice. Shiva Nataraja è il supremo signore a cui il danzatore si rivolge e sempre si ispira. Il magnifico tempio che gli è consacrato, a Chidambaram, è il luogo dove ogni anno, in occasione del festival a lui dedicato tra febbraio e marzo, il “Mahashivarathri”, molte danzatrici e danzatori si esibiscono per rendergli omaggio. Per 4 o 5 sere consecutive, le esibizioni continuano fino alle prime ore del mattino. 


 Daniela Naccari e Marzia Colitti con i loro due libri hanno proposto uno spaccato, corredato da una nutrita sequenza fotografia, di queste due discipline. A riportarci nella danza classica per eccellenza è stato Arcangelo Di Palma, autore del racconto biografico "Da bambino sognava di volare". Queste pagine, scritte con la semplicità del sentimento autentico, ci trasporta in quel che è stato il faticoso cammino del fratello Giovanni che a soli 5 anni decide che la danza sarà l'unico scopo della sua vita. Infatti oggi Giovanni Di Palma è un affermato danzatore ed è primo ballerino del Teatro di Lipsia in Germania. Oggi Giovanni è uno dei pochi fortunati che ama a cuor pieno la danza e tutto questo grazia ad altre Città che ha allargando le proprie braccia l'ha accolto come un figlio prezioso. Una storia a lieto fine quella di Arcangelo, ma è anche una storia che mi ha aperto nel cervello mille interrogativi: cosa sarebbe successo se fosse rimasto in Italia?  Certo è che in questi dieci anni che vivo e respiro la danza tutti i giorni d'interrogativi me ne sono posti parecchio. Una cosa sola adesso mi consola: se la fuga dei "talenti" italiani arricchisce gli altri Stati almeno mettiamoli in condizioni di farlo fare agli altri, visto che qui in Italia non siamo in grado di farlo. Meglio affidarli a mani certe che farli soccombere e sopperire nel disagio e nella frustrazione.
Il suo esempio sarà un sicuro sprone a chi vuol intraprendere questa dura e difficile carriera.

 

LA STRATEGIA DI INTERNET

A spaziare su ciò che nell'ultimo decennio ha radicalmente cambiato le nostre abitudini e il nostro modo di vedere e di comunicare è stato certamente "Internet".  Andrea Parato con il saggio "E-Commerce come tattica e strategia" ha studiato e svelato i segreti della rete. Il concetto di commercio elettronico è recente, ma è anche soggetto alla costante usura che caratterizza ciò che rientra nel campo delle nuove tecnologie. 

Andrea Parato è dottore in Scienze della Comunicazione, specializzato con master in Marketing, comunicazione e pubbliche relazioni. Si occupa di comunicazione editoriale, di formazione mirata sulle nuove tecnologie e sui
problemi ad esse collegati (nuove dipendenze), di analisi sociosemiotica.

SALONE DEL LIBRO 2005: SENSAZIONI
Inviato  il 12/05/2005 da Andrea Parato 

Si entra di corsa tra la folla che riempie gli spazi. 
Le copertine dei libri, sgargianti di colori sono lì in attesa ma non mi poso fermare. Sono diretto allo stand della Bill Book, dove devo parlare del mio libro. Arrivo, trafelato e col fiato corto, i presenti mi guardano tra l'incredulo e l'annoiato. Poi arriva Vera Ambra. Finalmente ci conosciamo. 
Non sono come mi immaginava. 

Così mi siedo, musica di sottofondo e tante cose da dire a chi passa. Li guardo negli occhi: giovani scrittori come me; qualche ragazzino esule dalla scolaresca che estrae carta e penna, per poi subito nasconderle davanti alle mie parole "analisi meiotica" e "sociale, antropologico e culturale"..., ecco una signora, forse una insegnante che sosta un po' di più, pare interessata; e intanto una folla di appassionati che scorre davanti alle mie parole. Concludo e mi fermo. Saluto e ringrazio, ora tocca a me entrare nella vena pulsante, nella  folla come sangue che preme a questa fiera - miracolo della fisiognomica da telefono. 

Ma gli altri scrittori sono prigionieri di ascoltatori statici nelle loro sale affollate, altri saranno presi dal loro ruolo di vip, mentre i libri giacciono sui tavoli, pronti a farsi riversare di lato. Che senso di oppressione e di fretta: quasi quasi sono preso dalla foga di chi corre da uno stand all'altro, come al supermercato nel giorno della offerte speciali.

Non è il supermercato della cultura che sono venuto a vedere. Strana espressione della nostra età: i grandi (scrittori e editori) si incastellano in stand e padiglioni da grande evento. E così sono i piccoli, i giovani, i "freschi di stampa" a creare la migliore empatia: l'autore a metà strada tra la gente e i suoi libri, entrare e uscire dal testo e dalla voce, niente barriere e spazi liminali, piuttosto parole che si riversano tra i passanti. Ecco l'autore che diventa passante e il suo libro che può passare di mano. lettura libera da una prigione d'oro. Ecco l'incredibile avvenuto con Akkuaria allo stand Billbook, venerdì sei maggio duemiledue.


UNA GIOVANE PROMESSA DI GRAN TALENTO: 
MARCO LUGLI

Tra i giovani autori è stato presentato Marco Lugli con il libro Agapimu. Marco è un personaggio piuttosto singolare, eclettico e tutto ciò che è scritto nel suo libro lo si percepisce a pelle. Marco è un'esplosione di parole, di sensazioni, segreti, di emozioni. Agapimu in greco significa "Amore mio". L'amore di cui parla nel libro è visto da varie angolazioni: amore inteso come la persona per cui si nutre un sentimento, amore inteso come un sentimento vivisezionato ed analizzato, amore inteso come la Vita e tutto quello che le ruota intorno.

Marco Lugli nasce a Pisa il 9 aprile 1980. Sin da piccolo manifesta un grande interesse per lo studio del canto e per la scrittura. Inizia a comporre le sue prime poesie durante il liceo, pubblicandole su un giornale locale. Le prime argomentazioni lasciano comunque trasparire il tema principale dei suoi componimenti: l’amore inteso come forza capace di costruzione e distruzione. Nel frattempo continua a coltivare la sua passione per il canto, applicandosi allo studio di più generi e cercando di capire i meccanismi vocali. I primi anni di studio sono però da autodidatta. All’età di 18 anni incontra il Teatro. Debutta a Pisa, col progetto Fare Teatro, nello spettacolo “Occhiacci di legno, perché mi guardate?”, liberamente ispirato al testo di Carlo Collodi

 

SEVERINO PROIETTI:
I CONTI DELLA STORIA CON LA BIBBIA

Un'ampia anticipazione viene data all'opera in corso stampa di Severino Proietti "I conti della Storia con la Bibbia". Severino Proietti ha espresso in questo suo lavoro i risultati a cui è pervenuto in lunghi anni di una riflessione che gli è costata dubbi e revisioni di molte sue precedenti convinzioni. Di qui viene anche la passione con cui presenta la sua ricerca. Questa impronta del “vissuto” è uno dei motivi che rendono il libro meritevole di lettura tra le tante esercitazioni accademiche che ci propone l’editoria filosofica: nelle sue pagine – si sarebbe detto una volta – si intravede la storia dell’evoluzione di un’anima; e se oggi questa maniera di esprimersi può sembrare un po’ retorica, non è certo tale l’interesse per quanto una persona si sforza sinceramente di chiarire a se stessa, cercando il proprio orientamento nel mondo. V’è tuttavia anche un altro motivo per cui il libro di Proietti merita attenzione. Nella tradizione occidentale, a partire dall’antica Grecia, attraverso il sorgere e l’affermarsi della scienza moderna e sino alla nostra epoca, il rapporto tra quei due momenti di riflessione sul mondo e sull’uomo nel mondo che siamo soliti chiamare “scienza” e “filosofia” è stato assai spesso un rapporto di contrapposizione e di concorrenza. Di volta in volta o la filosofia o la scienza hanno rivendicato la propria superiorità sulla rivale. Ed ancora oggi assistiamo allo spettacolo non esaltante, in cui queste due attività culturali, che pure hanno una radice comune nella “ricerca del sapere”, inducono i loro cultori a becchettarsi reciprocamente, sicché mentre o rivendicano l’esclusiva della “serietà”, accusando vaghezze retoriche o addirittura d’insensatezza, questi ultimi a loro volta rispondono con l’accusa agli scienziati d’essere responsabili del tramonto dei valori più autenticamente umani e del degrado dell’umanità.
Ebbene, il libro di Proietti vuole sottrarsi a questo dilemma paradossale e si muove nella direzione di un rapporto non concorrenziale ma di collaborazione tra scienza e filosofia. Oggi è sempre più sentita, da molte parti, l’esigenza di un tale nuovo rapporto, al chiarimento del quale anch’io tento di lavorare da anni


Staff Bill BookSABATO 7 MAGGIO 
STAND BILL BOOK

Un gran luccichio di gioia e sorpresa passa da occhio a occhio dei presenti. Tutto attorno a noi sembra naturale, è vero, ma dietro tutta quella naturalezza c'è il valutare dell'istante, il catturare del momento favorevole, il proporre lo spazio giusto, il percepire il quando dare il via... ed ecco che....

VERA ED I SUOI ARTISTI SONO NATURALI 
Inviato  il 12/05/2005 da Emilia Ramorini 

Insabel romanzo di Vera AmbraTorino Lingotto Fiera Internazionale del libro - 7 maggio 2005: cosa c'era a Torino?! A Torino, anche dalla pelle si respira il calore dell'Akkuaria variopinta di Vera Ambra.
Vera! Vera che sa sedurre le menti dei visitatori che vagano portati dall'onda umana nella fiera delle parole. Vera, che sa intrattenere i loro corpi lì, davanti all'angolino defilato e tranquillo dello stand Billbook, per donargli un attimo di evasione dal vociare della folla, per immergerli nel benessere, per soddisfare la vista, per uniformare i suoni, per
allargare i cuori.
Vera che, con naturalezza e semplicità, compone un sogno animato per noi.
Ecco ora le note di una musica calda che accompagna e completa il movimento fluido e ammaliante di corpi che a piedi nudi danzano; si muovono sulla terra intrisa delle creatività artistica dell'opera che li ha ispirati, INSABEL, la Insabel di Vera. 
Danno l'impressione di passi improvvisati lì per lì; la loro naturalezza è però espressione della capacità, dello studio, del credere, del provare e riprovare, del meditare, della ricerca del perfetto rapporto tra il sentire e il mostrare.

FOTO GALLERY 
di Paolo Coletti


Lei ed i suoi artisti sono naturali: sembrano tutti artisti di strada, avvezzi alla capacità di concentrarsi sulla loro arte espositiva di parole e voci silenziose, di movimento, di colori e, contemporaneamente, di volgere un occhio ai passanti per capire se li stanno ammaliando, se riescono a trasmettergli la loro emozione nell'espressione dell'arte che va in vetrina, sui palchi, sulle pagine elettroniche della più grande libreria del mondo.
E Vera che fa?
Come una bambina vestita di certezze, cammina tra il pubblico, lo guarda con i suoi occhi vivaci, capita che lasci trapelare un sorriso, e tu credi che ha appena percepito le emozioni di uno spettatore. Incuriosita l'osservi allora più attentamente e noti che talvolta il suo sorriso esplode in una festosa risata: da due labbra rosse come la passione della vita che si vive davvero, mostra spavalda una lingua sbeffeggiante della stessa forma di quel genio di Einstein.
Tu le vedi dalla sua bocca le sensazioni che da tutti ha assorbito! Perché i suoi occhi non te li da, sono sempre in movimento a cercare di afferrare, senza mai rubare.

FOTO GALLERY 
di Paolo Coletti


Campanellini ai piedi e ai polsi la danza indiana nei suoi colori aranciati tintinna sulle corde del cuore e distrae, ma Vera si prepara: musica e danza le servono per aprire la strada delle parole. Quelle dei suoi poeti e dei
suoi scrittori, quelli con l'audacia di essere "di.Versi". Ora la consegna dei premi, la gioia incredula negli occhi di chi è chiamato a ritirare un attestato alla sua capacità di emozionare, al suo coraggio, quello di:


                  
Vergare pagine candide con le lettere infuocate estratte dal cuore.
                  Parole che con la loro traccia desiderano imprimere
                  in chi se ne vuol scaldare
                 le sensazioni di un cuore.
                Espressioni che con un bagliore fiammeggiante
               marcano con il segno della passione
               l'intensità ed il moto del messaggio trasmesso.
             Condividere, emozionare, dare, dare, dare..


E ancora una musica e una danza. È un succinto abito giallo che lascia scoperto un ventre che mostra la sua sensuale rotondità, copre appena un corpo agile e sinuoso, come il serpente che tiene alto sul braccio destro.
Simboli nel colore, simboli nel serpente, simboli nella musica dei tamburi tamtameggiano e miscelano e rimestano le sensazioni.

Grazie Vera!
Grazie a tutti coloro che sono "veri"!

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS