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By Creatività di elisa mazza
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Creatività di elisa mazza guida dal 09-11-2004

Successo del Gruppo Teatro Statte

Con Canzoni e tradizioni popolari Stattesi

foto intervento

A PRESENZA LUCANA
Taranto - Venerdì 28 ottobre 2005 presso l’Associazione culturale e sociale “Presenza Lucana” di Taranto, nell’ambito dei Venerdì Culturali”, si è tenuto l’incontro con il Gruppo Teatro Statte che ha presentato una rassegna di canti popolari stattesi, dal titolo “Scernavijenti”. Pasquale Miccoli, Anna Minuto, Filippo Marzii, Carmelo D’Errico, Bartolo Stasi hanno dato voce a queste tradizioni popolari ricercate da Cosimo Scaligina ed accompagnati alla fisarmonica dal maestro Antonello Tannoia.
All’inizio della serata il Presidente dell’Associazione, Michele Santoro, ha ricordato come “ogni anno molte lingue e, con esse, milioni di parole muoiono e si perdono per sempre: lo stesso accade per il canto popolare….. Negli ultimi anni, tuttavia, vi è un rifiorire di formazioni canore, anche di giovani, impegnate a proporre le sonorità e i ritmi che avevano accompagnato la vita dei nostri antenati”.
Ha quindi preso la parola Pasquale Miccoli del Gruppo Teatrale Statte che ha sottolineato che il gruppo svolge, tra l’altro, anche un impegno sociale nel riproporre, nel teatro, i canti popolari eseguiti in dialetto stattese. La parola è musica e per questo solo il dialetto del posto può fare rivivere antiche tradizioni in modo autentico, esprimere anche i sentimenti più dolci ed entrare nel cuore di ognuno. Il Gruppo, creato nel 1974, vuole fare rivivere queste sensazioni riscoprendo la storia del paese.
Cosimo Scaligina ha brevemente tracciato il percorso seguito per fare rivivere questi canti. La ricerca è stata faticosa, porta a porta, sollecitando la memoria degli anziani del posto e registrando i loro ricordi prima che le fonti, già in via d’estinzione, scomparissero sotto il peso del trascorrere del tempo.
Tale ricerca ha riguardato il primo ventennio del ‘900; l’argomento prevalente è l’amore nelle sue sfaccettature come l’esaltazione, l’ironia, la delusione, la complicità, la solidarietà. Fanno parte della storia locale anche i canti che accompagnavano il duro lavoro manuale durante la raccolta delle olive, la mietitura ed altri lavori nei campi, i rapporti tra coniugi, i testamenti, insomma ogni aspetto della vita d’ogni giorno. Il canto era un momento d’aggregazione: infatti, specie nei campi, si dava luogo alla stizza, una specie di gara canora che con parole improvvisate dava luogo ad una gara di botta e risposta. Era questo il canto “scennavijenti”, cioè ai quattro venti, cui era affidato il compito di diffondere quei sentimenti semplici ma intimi e sentiti profondamente.
Compare pure la pizzica che a Statte in verità è stata oggetto dell’adattamento a quel suono di stornelli locali, intrecciando il dialetto stattese con le tradizioni del Salento. Infatti, nelle grosse masserie del tempo s’incontravano per lavoro varie etnie pugliesi, come nel caso dei trappitari leccesi che, durante la raccolta delle olive, si spostavano da quel territorio a Statte e portavano il loro bagaglio culturale mescolandolo con quello locale.La serata si è snodata con un’apprezzata esibizione di canti locali stattesi accompagnati con rara maestria dalla fisarmonica di Antonello Tannoia e con l’accompagnamento del numeroso pubblico, che ha apprezzato questa rappresentazione.Presenza Lucana ha in calendario appuntamenti con altri gruppi popolari, cantastorie, per riscoprire i canti e le tradizioni di un passato non tanto lontano che, se non recuperato, può essere cancellato per sempre.(a cura del dott. Diego Guarniera)