L'apertura di luoghi non convenzionali per la realizzazione di manifestazioni artistiche
A cura di elisa mazza
Pubblicato il 02/12/2005
A Siracusa
Dopo il debutto per l’inaugurazione della Stagione al Teatro Carignano di Torino, lo scorso 10 e 12 novembre, e la data del 25 novembre al Teatro delle Maddalene di Padova il
Balletto Teatro di Torino Direttore Artistico Loredana Furno
presenta Differentia
Ideazione e coreografia: Matteo Levaggi
Musiche:Béla Bartók, György Ligeti, Aphex Twin
Piano: Luca Mais
Impianto scenico: Sara Giammello
Disegno luci: Enzo Galia
Danzatori: Manuela Maugeri, Elena Lozano Sáez, Viola Scaglione, Elena Schneider,
Luca Martini, Bastian Manders, Takashi Setoguchi, Anton Zvir
Assistente alla coreografia: Pino Alosa
Al disegno di Differentia ha collaborato Luca Matti, che ha creato gli elementi plastici sui danzatori
(Si ringrazia la Galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze)
VENERDI’ 2 DICEMBRE 2005 ORE 21:00
TEATRO GOLDONI DI FIRENZE
Differentia sarà al TEATRO POLITEAMA DI SIRACUSA
DOMENICA 11 DICEMBRE 2005
“Da tempo pensavo ad un balletto nel quale si potesse manifestare ancora di più il mio interesse per il movimento e il suo inserimento tra elementi forti come luce, suono e spazio, senza trascurare l’uomo inteso come figura fisica ricca di significati che segue le leggi del corpo e dello spazio, abbandonando invece il senso psicologico e sentimentale (che spesso trae spunto dalla letteratura) per ristabilire un rapporto tra ambiente e uomo, arte e vita. Studiando su questo mi sono reso conto di quanto sia stato già fatto; ma credo che oggi, nel contesto attuale e avendo capito che questo tipo di creatività non è stata ancora del tutto intuita, si possa continuare il percorso, che avrà significati diversi, ma che contribuirà alla ricerca di un tipo di bellezza "astratta", essenziale, diretta, ma non priva di significati e autenticità.
Penso sempre ai danzatori come ad individui che si muovono seguendo il sentimento dello spazio e creando un’architettura in movimento.
È seguendo questa strada che ho pensato a Differentia, lavorando su sezioni di danza uguali e facendole ripetere a danzatori diversi, utilizzando un vocabolario semplice nei passi ma abbastanza complesso nella distribuzione dello spazio; in questo modo m'interessava capire come danzatori diversi affrontassero la stessa cosa, ripercorrendo gli stessi spazi ma con peso e dinamiche differenti. Mi piace pensare che – come nella pittura figurativa – il significato non è nel contenuto, ma nei rapporti tra i passi, eliminando i rapporti teorico-logici.
La musica, anche se ben strutturata, interviene in maniera distaccata dal resto degli elementi, le danze si sovrappongono ad essa creando un gioco quasi invisibile di spinte, con un effetto sensuale e meccanico allo stesso tempo. I costumi, la scena e le luci si concentrano nel riportare nell’ambito teatrale l’aspetto più comune per l’uomo, senza perdere il carattere di spettacolo.
Differentia vive come organismo a sé, fatto di elementi pensati solo all’origine e che ogni volta modificano l’azione senza invocare la realtà, ma facendo scaturire proprio dall’interno dell’opera quell’organismo stesso che crescerà e diverrà.”( Matteo Levaggi)