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Liberare Shi Tao dalle galere cinesi, campagna di Amnesty Intern

A cura di elisa mazza

Pubblicato il 03/02/2006

Per richiamare Yahoo alla sua responsabilità verso i Diritti Umani

Shi Tao, un giornalista cinese, sta scontando una condanna a dieci anni di
carcere, inflittagli il 27 aprile 2005 per aver inviato una e-mail negli
Usa. L’imputazione a suo carico è  di “aver fornito illegalmente segreti
di Stato a entità straniere” usando il suo indirizzo di posta
elettronica presso il provider Yahoo. Secondo gli atti processuali, la
compagnia internet statunitense ha fornito alle autorità cinesi
informazioni sul possessore dell’account.

Shi Tao aveva inviato una e-mail a un destinatario straniero in cui
riportava la sintesi di una direttiva del Partito comunista cinese, con la
quale i giornalisti locali venivano messi al corrente di possibili
disordini il 4 giugno, in coincidenza con l’anniversario del massacro di
piazza Tian An Men del 1989, e veniva loro chiesto di non riferirne sulla
stampa.

Amnesty International considera Shi Tao un prigioniero di coscienza,
condannato solo per aver esercitato in forma pacifica il suo diritto alla
libertà di espressione, riconosciuto dal diritto internazionale e dalla
stessa Costituzione cinese.

Le imprese devono rispettare i diritti umani, ovunque si trovino a
operare. Al contrario, Yahoo ha sottoscritto il “Pubblico impegno
sull’ autodisciplina per l’industria di internet emanato dal governo
cinese, di fatto accettando in questo modo di cooperare con il draconiano
sistema di controllo e di censura vigente in Cina.

Amnesty International ha espresso le proprie preoccupazioni a Yahoo, che
ha replicato senza affrontare la questione specifica di Shi Tao né la sua
collaborazione nella repressione della libertà di espressione in Cina.

Per questa ragione, l’organizzazione per i diritti umani ha lanciato una
campagna rivolta a Yahoo affinché cessi di collaborare alle violazioni
dei diritti umani in Cina, usi la propria influenza per ottenere il
rilascio di Shi Tao e riconosca i propri doveri e la propria
responsabilità verso i diritti umani.

L’appello on line a Yahoo può essere sottoscritto on line all’ indirizzo:
http://web.amnesty.org/pages/chn-310106-action-eng 

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