L'apertura di luoghi non convenzionali per la realizzazione di manifestazioni artistiche
A cura di elisa mazza
Pubblicato il 04/07/2007
Giovedì 5 luglio secondo appuntamento con il cinema a Palazzo Lanza.
Dopo la proiezione del film “Shooting Silvio” del regista Berardo Carbone, arriverà a Capua un'altra chicca del cinema indipendente italiano: “L’estate di mio fratello”.
Un film delicato, semplice, ma non banale, molto diverso dal provocatorio lungometraggio di Carboni, a cui l'Associazione Architempo, in collaborazione con l'Associazione Macchina da Presa, ha deciso di dedicare un’intera serata. Dopo la proiezione che inizierà alle 21 nello splendido cortile di Palazzo Lanza, infatti, il regista Pietro Reggiani, il responsabile regionale di Self Cinema Antonio Napoletano e il responsabile dell’area cinema dell’ass. Architempo Francesco Massarelli chiacchiereranno con il pubblico delle questioni che senza dubbio il film susciterà, ma anche di un nuovo e interessante modo di distribuire i prodotti cinematografici in Italia.
“L'estate di mio fratello”, film pluripremiato in numerosi festival internazionali, tra cui il Tribeca Film Festival organizzato a New York da Robert De Niro, si è infatti affidato alla formula dell'Adopt a movie, promossa dall'associazione Self Cinema che consente agli stessi spettatori di fare la distribuzione, attraverso un sistema di prenotazioni che limita i danni economici degli organizzatori e dei gestori di sala.
L’estate di mio fratello, giudicato dalla critica uno dei migliori esordi alla regia degli ultimi anni, racconta la storia di Sergio, un solitario bambino di nove anni che preferisce vivere nel suo mondo fatto di immaginazione e fantasia, piuttosto che frequentare i suoi coetanei. Il suo rapporto, già difficile, coi genitori, peggiora ulteriormente quando viene a sapere che un fratellino, frutto di una gravidanza non voluta, è in arrivo. Timoroso di perdere le già scarse attenzioni dimostrategli dalla famiglia, Sergio comincia a desiderarne ed immaginarne ardentemente la morte. Quando la madre ha un aborto spontaneo però, Sergio si sente in colpa, credendo di essere stato in qualche modo responsabile della disgrazia… Lo sceneggiatore/regista Pietro Reggiani è molto bravo a rappresentare l’immaginario dei bambini e riesce a portare sullo schermo le loro emozioni, paure, speranze e illusioni, utilizzando mezzi toni, momenti godibilmente surreali, virate umoristiche ed accenti drammatici.
Nel cast svetta la performance del bravissimo Davide Veronese, capace di fare proprie e rappresentare in modo sincero e schietto le inquietudini del protagonista, diviso tra cattivi pensieri e devastanti sensi di colpa.
Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi alla Libreria Guida Capua, in corso Gran Priorato di Malta 25, tel/fax 0823.622924;
oppure contattare il responsabile dell'area cinema dell'Associazione Architempo all'indirizzo mail frmassarelli@libero.it .