L'apertura di luoghi non convenzionali per la realizzazione di manifestazioni artistiche
A cura di elisa mazza
Pubblicato il 17/05/2008
Sinopie
Tino Stefanoni e' un signore minuto e distinto dal gesto misurato, sempre acuto, attento quindi affettuoso. Poco formale, piuttosto al primo impatto composto, razionale e subito, nell'istante successivo, coinvolto e coinvolgente. Priva di iperboli e smancerie, la sua presenza abbraccia ma non opprime cosi' come la sua arte indica, suggerisce, sussurra ma non costringe. Stefanoni uomo/artista colpisce dritto al cuore senza che il cuore se ne accorga. E' una fascinazione costante ma quasi inconsapevole. La sensazione che si prova nel contemplare un'opera di Stefanoni equivale al godere della compagnia dell'artista stesso, un senso di indefinibile benessere con una nota di malinconia suscitata da un enigma irrisolto. L'enigma irrisolto del sogno che coinvolge la nostra essenza reale ma non la risolve: la chiave di lettura e' infatti mutevole, svela e vela allo stesso tempo. Cosi' le sinopie di Stefanoni.
Scrive Philippe Daverio: -Sembrano racconti dell'infanzia ritrovati sui tabelloni dei primi anni di scuola, oppure dettami per una narrazione fumettistica sublimata. Sono invece segni che ridanno il contorno ai morfemi profondi della nostra lingua visiva perche' non sono mere elaborazioni ma piccole magie eterne-. Riduzione all'essenza, energia rattenuta, segno asciugato che appartiene al codice dell'anima, in equilibrio sul confine tra sogno e realtà. Scrive Tino Stefanoni all'amico regista Ermanno Olmi: -L'arte non puo' mettersi in competizione con il mondo della realtà solo per scioccare perche', in ogni caso, risulterebbe sempre patetica rispetto alle sue stesse fonti d'ispirazione. A cosa servirebbe oggi un'arte priva di piacere - anche se nata dalla catarsi di una tragedia - ma bensi' di dispiacere che tanto e' presente nel quotidiano?-. -Ognuno che pratica la prassi dell'arte - e' opinione di Olmi - ha il dovere di trovarsi un suo proprio e originale sentiero-. E il sentiero percorso da Stefanoni e' da sempre unico e originale, la sua arte non cerca lo shock, ma custodisce - consapevole ma anche ironica - il segreto dell'esserci.
Il Divano di George
via Bonacorsa, 8/a - Modena