Il progetto di Bazoli comincia finalmente a delinearsi nei suoi aspetti particolari: Comit diventerà una merchant bank con forte presenza all’estero. E, poiché a quel punto diventerebbe una diretta concorrente di Mediobanca, cederà con ogni probabilità la quota detenuta nell’istituto di Via Filodrammatici (l’8,92%) a Unicredit, Banca di Roma e Commerzbank International, in parti più o meno uguali.
La via per arrivare alla completa integrazione Intesa-Comit, tuttavia, si presenta tortuosa anche per le partecipazioni dirette ed indirette dell’istituto del Presidente onorario Cuccia su Generali (Spafid 6,40%, Mediobanca 5,88%, Compass 0,22%). Con la cessione a Comit della quota detenuta in Mediobanca, Intesa si troverebbe così a dover tagliare i rapporti con l’assicurazione di Alfonso Desiata.
Il progetto è sostanzialmente diverso da quello presentato nei mesi scorsi. Le dichiarazioni di Bazoli sull’opportunità di rivederne alcuni punti (essenziali) tendono a giustificare queste revisioni in risposta ad un mercato competitivo profondamente mutato negli ultimi mesi, con chiaro riferimento alla fusione Deutsche Bank-Dresdner.
Ma, tende a precisarlo, “Mediobanca e gli altri ex soci Comit non si oppongono alle linee del piano in corso di discussione”.
Ernesto Di Nisio









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