La decisione era nota da tempo, ma è stata formalizzata dall’assemblea ordinaria solo qualche settimana fa: a fine settembre l’assemblea straordinaria di Banca Antonveneta si riunirà per approvare l’ammissione al listino di Borsa. Gli advisors per l’operazione sono Interbanca (merchant bank del Gruppo stesso), Abn Amro e Ubs-Warburg. Inoltre, ha conferito a Fitch e Moody’s il mandato per l’assegnazione del rating.
L’assemblea, dopo l’incorporazione avvenuta nel 2000 della Banca Nazionale dell’Agricoltura, ha inoltre definito la fusione per incorporazione della Banca Cattolica di Molfetta, confermando la volontà dello stesso istituto di imporre il marchio Antonveneta su tutta la rete di sportelli del Gruppo.
Gli obiettivi economici per il 2001, indicati dal direttore generale Silvano Pontello, sono un margine lordo di 1.600-1.700 mld, contro i 1.312 del 2000, ed un utile netto di 470-500 mld, contro i 375 del 2000.
Ricordiamo che al 31 dicembre 2000 la raccolta complessiva da clientela ammontava a 113.795 mld di lire, gli impieghi erano a quota 56.632 mld ed il Gruppo (comprendente anche la Banca di Credito Popolare di Siracura, la Banca Popolare Ionica, la Banca Cattolica di Molfetta, il Credito Industriale Sammarinese) detiene un totale di 967 sportelli.

E. Di Nisio









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