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Banche e lavoro

Sciopero dei bancari, dati clamorosi

A cura di Ernesto Di Nisio

Pubblicato il 08/01/2002

Chiuse 9 banche su 10, fortissima adesione tra cassieri ed impiegati. Dai dati emerge una vera e propria dimostrazione di forza dei sindacati.



Secondo i sindacati hanno incrociato le braccia, per protesta, circa ottanta mila cassieri di banca e impiegati nelle filiali, i più "pressati" in questi giorni con l'introduzione dell'euro. Più bassa risulta invece l'adesione nelle sedi e nelle direzioni generali con circa il 60 per cento di astensioni dal lavoro. Nove sportelli su dieci sono rimasti chiusi, con una partecipazione compatta che nel settore non si vedeva da molti anni.

Grande soddisfazione per i sindacati, che trapela dalle dichiarazioni ufficiali. Per il segretario generale della Fiba-Cisl, Eligio Boni "c'è stata una pressione esagerata sui lavoratoriche hanno dovuto supplire alla disorganizzazione e alla leggerezza con la quale le banche hanno affrontato il changeover. Ci voleva per questo periodo un potenziamento dell'organico che non c'è stato". Piu' diretto il leader della Fisac-Cgil Marcello Tocco: "lo sciopero dei bancari è riuscito e questo è un dato positivo e i disagi ai cittadini erano una conseguenza prevedibile. Da giorni spieghiamo le ragioni della lotta".

Ma la protesta di oggi è stata decisa anche a sostegno del rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre. Per il nuovo contratto i sindacati dei bancari hanno chiesto un aumento di circa il 5,8 per cento, che tenderebbe a compensare la perdita di potere d'acquisto provocata dalla differenza tra inflazione programmata ed inflazione reale. L'Abi, adducendo motivazioni di "inflazione importata" ("perchè non si può prescindere dallo svantaggio competitivo del sistema creditizio italiano rispetto a quello europeo") vuole di fatto uno "sconto" sugli aumenti di circa 50 mila lire. La questione del rinnovo del contratto viene presa soprattutto in considerazione da Elio Porino, numero uno della Uilca: "Se nove sportelli su dieci sono chiusi, ciò è dovuto alla sordità dell'Abi alle richieste ragionevoli che avevamo avanzato".

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