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A cura di Ernesto Di Nisio
Pubblicato il 04/09/2002
Il presidente Mazzotta è pessimista sul futuro delle banche di media dimensione in Italia. Le uniche soluzioni sono le alleanze o le aggregazioni. Possibilmente con altre cooperative.
Roberto Mazzotta è sicuro, è ora di stringere i tempi, bisogna creare le condizioni per mettere insieme la Popolare di Milano e altri istituti che volessero mantenere lo status di cooperativa. Strizzando l'occhio, indirettamente, alla Popolare di Sondrio, la prima indiziata.
Il presidente è esplicito. A Plus, inserto settimanale del Sole24-Ore ha dichiarato: "saremo un soggetto attivo delle alleanze che saranno definite nei prossimi mesi". Le motivazioni sono, più che opportunità, serie e preoccupanti: "O si fanno le aggregazioni oppure entro due-tre anni le banche medie saranno preda di offerte ostili, soprattutto da parte dei grandi gruppi esteri che vogliono crescere in Italia".
Alla domanda se Popolare dell'Emilia e Popolare di Vicenza sono i partner cui ci si rivolgerà in prima battuta, Mazzotta risponde, senza reticenze: "Ci rivolgiamo a tutti, anche a quel gioiello di banca che è la Popolare di Sondrio".
Diverso l'atteggiamento sulla Banca Popolare Commercio & Industria, al centro di molte voci negli ultimi tempi, con la quale potrebbero sorgere conflitti con Banca d'Italia per la sovrapposizione dei due istituti nella zona del milanese. E qui Mazzotta sembra cauto: "Entrambe siamo forti a Milano".
Ma non è detto che l'alleanza porti per forza ad una fusione, in quanto il tipo di alleanza che Mazzotta ha in mente dovrebbe portare a questa solo in ultima battuta.