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A cura di Ernesto Di Nisio
Pubblicato il 02/03/2004
Crack Cirio, la procura milanese iscrive il banchiere nel registro degli indagati. Ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla truffa per bancarotta.
L'iscrizione di Geronzi nel registro degli indagati della Procura di Milano risalirebbe al 19 febbraio scorso. Oltre ad essere indagato a Roma, sempre nell'inchiesta Cirio, per bancarotta preferenziale e truffa, Geronzi si troverebbe anche ad affrontare il filone delle indagini seguito dai magistrati milanesi, che riguardano l'associazione a delinquere e l'impiego di denaro di provenienza illecita.
Nell'inchiesta sarebbero entrati anche Filippo Fucile, genero di Sergio Cragnotti, e l'avvocato civilista Riccardo Bianchini Riccardi, legale dello stesso Cragnotti. Riserbo sul nome di un altro indagato, probabilmente altro noto esponente del mondo bancario.
Capitalia risponde con un comunicato: "Il gruppo non ha partecipato ad alcuna emissione di bond a far data dal giugno 2001. Capitalia pertanto non ha avuto alcun ruolo nelle pił recenti emissioni obbligazionarie". E inoltre: "Relativamente agli eventi successivi al default il presidente di Capitalia non ha intrattenuto nessun rapporto con chicchessia per qualsiasi ipotesi di salvataggio del gruppo Cirio oggetto dell'indagine della Procura di Milano".
Replica che non ha portato, in Borsa, un effettivo sostegno al titolo Capitalia, che ha sofferto per tutto il giorno, arrivando a cedere anche il 2%, per poi recuperare nel finale.