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L'Angelo Custode

I bambini e i loro Angeli custodi .

A cura di Lory

Pubblicato il 24/09/2006

Storie vere di esperienze celesti

foto intervento

Era la fine di ottobre. Le giornate cominciavano a essere fredde e corte, e le strade di Lawrence, nel Massachusetts, erano coperte da uno strato di foglie secche. Poco doro le sei e mezzo, la tredicenne Patricia stava finendo di asciugare i piatti della cena quando suonò il telefono. Poiché il fratello e la sorella maggiori erano usciti, fu sua madre a rispondere. Dopo alcuni istanti andò in cucina. "Era il dottore", spiegò a Patri­cia. "Mi ha promesso di chiamare il farmacista per ordinargli la mia ricetta."


La donna soffriva ormai da una settimana di un forte mal di schiena, e, sebbene avesse cercato di ignorarlo, il dolore si era fatto insopportabile: doveva per for­za prendere qualche medicina. Tolse dal borsellino l'ultima banconota rimasta, un biglietto da venti dolla­ri tutto spiegazzato. "Devi andare in farmacia", disse alla figlia. "So che è buio, ma ho bisogno di quella medicina, e tuo padre tornerà troppo tardi dal lavoro." Vedendo la banconota, Patricia si sentì quasi male.


Il denaro la rendeva sem­pre nervosa: la sua famiglia non era povera, ma non poteva comunque permettersi di sprecare soldi; infatti ogni monetina era importante. Patricia non era af­fatto contenta di vedersi affidare una somma così elevata. Sua madre aveva delle occhiaie profonde, e non c'era nessun altro che avreb­be potuto fare la commissione al suo posto, così Patricia si rassegnò e andò a prendere il cappotto. "La medicina costa dieci dollari", aggiunse la mamma. "Stai attenta a non perdere il resto!" La ragazzina non aveva bisogno di racco­mandazioni, e sarebbe sicuramente stata attenta. Percorse a gran velocità i quattro isolati che la separavano dalla farmacia, te­nendo le spalle abbassate per difendersi dal vento sempre più forte e dalla piog­gia battente.


Il dottor Clancy aveva già preparato la medicina. "Metti subito in ta­sca il resto", le suggerì. "Stia tranquillo, lo farò." Patricia si fermò sulla soglia della farmacia e si in­filò la banconota in una tasca dei blue jeans, dopo aver controllato che fosse pri­va di buchi. Nel frattempo, il freddo era aumentato e la pioggia cadeva con maggiore in­tensità. La ragazzina arrivò a casa senza fiato. Sua madre, che era rimasta ad aspettarla accanto alla finestra, si affrettò ad aprirle la porta. "Ecco la medicina!" Patricia le porse il pacchetto. "E questo è il resto." Si infilò la mano nella tasca dei jeans, e... non trovò nulla! Come poteva essere vuota? Stupita, Patricia controllò tutte le tasche, compre; se quelle posteriori. Niente. La testa le girava all'impazzata. "Io... io non so cosa sia successo", esclamò, frugando in ogni angolo del cappotto. "Il denaro è spari­to!"

Sollevò lo sguardo e vide l'espressione dubbiosa della madre. "Non mi cre­di?" si mise a strillare. "L'ho perso, mamma, te lo giuro!" "Ma come hai potuto?" ribatté la donna. "Se tu l'avessi davvero messo in ta­sca, come avresti fatto a perderlo?" "Se? Ma io l'ho messo in tasca!" Gli occhi di Patricia si riempirono di lacri­me. Sapeva benissimo cosa significava per la sua famiglia la perdita di quel de­naro, ma ciò che la feriva era soprattutto la mancanza di fiducia da parte della mamma. Come poteva accusarla di essere stata sbadata? La ragazzina corse fuo­ri, decisa a ripercorrere l'intero tragitto e a trovare i soldi.


Le lacrime le bagnavano il viso, unite alla pioggia sferzante. Dopo aver oltre­passato il secondo isolato, Patricia rallentò, sconsolata. Era una ricerca impossi­bile: ormai erano calate le tenebre, e una nebbiolina leggera le rendeva ancora più difficile il cammino. Mucchi di foglie sollevate dal vento gelido andavano a sbatterle contro le gambe, e la pioggia le scendeva lungo il collo. Era sicura che non avrebbe mai ritrovato quei soldi. A un tratto le venne in mente una storia che aveva appena letto a proposito de­gli angeli custodi. Esistevano davvero? E aiutavano sul serio le persone in diffi­coltà? Si avvicinò intanto all'unico pezzo di strada illuminato.


"Mio Dio", pregò. "Manda i tuoi angeli a cercare il mio resto, ti supplico..." Proprio in quel momento sentì una voce. Non proveniva dall'esterno, ma ri­suonava invece dentro la sua testa, e le ordinò: "Fermati!" Troppo stupita per obiettare, Patricia si fermò di colpo. "Guarda in basso", riprese la voce. La ragazzina ubbidì ancora. Si trovava vicino a un lampione, e proprio sul bor­do del marciapiede c'era un mucchietto di foglie secche. Si avvicinò. La luce era debole, ma... Patricia non credeva ai propri occhi: proprio in cima alle foglie c'e­ra la sua banconota da dieci dollari! Doveva per forza essere il suo denaro, ma in una notte di pioggia e vento, co­me aveva potuto finire esattamente nell'unica zona rischiarata dalla luce?


La madre di Patricia fu felicissima per i soldi ritrovati, ma la ragazzina aveva un altro motivo per essere felice: a volte la vita era difficile, e anche se lei era co­stretta a fare cose che le incutevano paura, da quella sera ebbe la certezza che non sarebbe mai stata sola a farle. Gli angeli risolvono tutti i nostri problemi, come per magia? No, a volte Dio vuole che li risolviamo da soli, perché in questo modo possia­mo imparare ed evolverci. Ma gli angeli ci vogliono molto bene, e ogni volta che ne abbiamo bisogno dobbiamo sempre chiedere il loro aiuto.

 

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