Chiamami Padre di Don Novello Pederzini

DI DIO, QUANTE FALSE CONCEZIONI!

E alle concezioni correnti si aggiungono multiformi concezioni che, accumulatesi nei secoli, sono divenute quasi vere carica­ture di Dio.

Una certa iconografia ha dato man forte a fare del Padre un vec­chio dalla barba bianca, emergente da una nube pure bianca, con tutti i segni di una vecchiezza decrepita.

Sono largamente diffuse diverse concezioni che fanno di Lui:

- un Dio invidioso dell’uomo e suo antagonista;

- un Dio esigente e “fiscalista”;

- un Dio amico solo dei ricchi;

- un Dio che spia l’uomo e si compiace di castigarlo;

- un Dio-carabiniere, che ti aspetta al varco solo per “arrestarti”;

- un Dio nevrotico e vendicativo;

- un Dio assente, distaccato e muto;

- un Dio inutile.

Oppure, volendolo accogliere con simpatia,

- un Dio bonaccione, innocuo e remissivo, quasi un Babbo Natale, un nonno tenero che sa solo commuoversi e che fi­nisce per perdonare e abbracciare tutti.

PADRE: UNA PAROLA-CHIAVE TUTTA DA RISCOPRIRE

A fronte di queste contraffazioni, urge riscoprire la figura del Padre celeste.

Abbiamo bisogno di riscoprire il senso di questa parola quasi magica e insopprimibile.

Abbiamo bisogno di accostarci alla fonte di quell’energia vi­tale che sola può sostenerci, proteggerci, guidarci, farci vivere nel senso più pieno e più fecondo.

Abbiamo bisogno di scoprire l’amore sorgivo da cui sgorga la pienezza della vita.

Abbiamo bisogno di riscoprire la Paternità di Dio per poter cogliere ancora, fra le cose e le persone che ci circondano, l’in­confondibile voce che dall’ intimo dolcemente ci sussurra: tu sei il mio figlio diletto: in te mi sono compiaciuto! (Cf. Mt 3, 17).

LA PAROLA “PADRE” NON È SOLO BIBLICA

La parola Padre non è nota solo all’interno dell’antico popolo ebraico e non è fiorita solo dal labbro di Gesù.

Molti popoli antichi l’hanno usata.

Nelle religioni indiane, era usata la parola padre per indicare il cielo, e la parola madre per indicare la terra: due principi che, secondo la concezione di quelle religioni, danno origine all’universo. Nella civiltà greco-romana spesso Zeus, Giove, è chiamato “padre degli dèi e degli uomini”.

Platone chiama col nome di padre l’idea del bene, che, a suo dire, è la suprema realtà.

L’uomo, con le sue sole forze naturali, ha sempre intuito, più o meno chiaramente, che l’idea di Dio doveva essere associata a quella di padre, perché alla figura del padre è naturalmente col­legata l’idea della fecondità e della bontà.

Sono solo intuizioni, ma tutte convergono nel delineare il volto del Creatore come quello di un Padre buono.

NEL CAMMINO INCONTRO AL PADRE, QUALE DIFFERENZA FRA LA NOSTRA E LE ALTRE RELIGIONI?

Vi è una differenza abissale, quanto alle origini e quanto ai con­tenuti:

- le altre religioni nascono dal basso, cioè dalle ricerche umane protese a scoprire l’origine dell’universo e le carat­teristiche proprie del Creatore.

Sono ricerche che hanno soluzioni diverse e discutibili, senza un riscontro oggettivo e sicuro.

la nostra religione nasce invece dall’alto, come risposta

all’iniziativa di Dio di rivelarsi e di donarsi all’uomo.

La nostra religione nasce nel momento in cui la Rivelazione viene accolta. Anzi, la religione cristiana non è una religione propriamente detta: è una fede.

E per fede si intende l’accoglienza delle verità rivelate non per la loro intrinseca evidenza, ma per i ‘Autorità infallibile di Dio che le rivela.

Queste verità sono oggettivamente valide e sicure.

Chi le accetta ha la certezza di ciò che crede, anche se le com­prende in minima parte.

Fede e ragione non si escludono, ma si completano (come riafferma Giovanni Paolo lI nella recentissima enciclica Fides etratio del 16 ottobre 1998).

L’accettazione della verità rivelata non dispensa l’uomo dal cer­care Dio per vie naturali; ma la sola ragione non può arrivare a scoprire ciò che Dio ha voluto rivelare.

Tre sono i modi per giungere a conoscere Dio:

- la via del cuore: io sento!

- la via della ragione: io so!

- la via della fede: io credo!

La fede, da sola, giunge là dove non arrivano il sentimento e la ragione; il sentimento e la ragione non possono sostituire in nessun modo la fede!

LA RIVELAZIONE, L’UNICA STRADA PER ARRIVARE A CAPIRE

Solo accostandoci alla Rivelazione possiamo quindi conoscere l’identità di Dio.

Solo accogliendo le notizie che lo stesso Padre ci ha voluto tra­smettere possiamo entrare nel suo mistero!

È quindi solo aderendo a Lui, nella fede, che possiamo metter­ci sulla via sicura.

Non c’è dunque che una via: questa!

Non la via della pura ragione o dell’istintivo sentimento, ma la via dell’adesione nella fede.

Solo il Padre può darci risposte adeguate e definitive; e, per questo, non ci resta che ascoltare la sua Parola, che è contenuta nella Bibbia.

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Pubblicato il mercoledì 11 ottobre 2006 in: Chiamami Padre

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