
E alle concezioni correnti si aggiungono multiformi concezioni che, accumulatesi nei secoli, sono divenute quasi vere caricature di Dio.
Una certa iconografia ha dato man forte a fare del Padre un vecchio dalla barba bianca, emergente da una nube pure bianca, con tutti i segni di una vecchiezza decrepita.
Sono largamente diffuse diverse concezioni che fanno di Lui:
- un Dio invidioso dell’uomo e suo antagonista;
- un Dio esigente e “fiscalista”;
- un Dio amico solo dei ricchi;
- un Dio che spia l’uomo e si compiace di castigarlo;
- un Dio-carabiniere, che ti aspetta al varco solo per “arrestarti”;
- un Dio nevrotico e vendicativo;
- un Dio assente, distaccato e muto;
- un Dio inutile.
Oppure, volendolo accogliere con simpatia,
- un Dio bonaccione, innocuo e remissivo, quasi un Babbo Natale, un nonno tenero che sa solo commuoversi e che finisce per perdonare e abbracciare tutti.
PADRE: UNA PAROLA-CHIAVE TUTTA DA RISCOPRIRE
A fronte di queste contraffazioni, urge riscoprire la figura del Padre celeste.
Abbiamo bisogno di riscoprire il senso di questa parola quasi magica e insopprimibile.
Abbiamo bisogno di accostarci alla fonte di quell’energia vitale che sola può sostenerci, proteggerci, guidarci, farci vivere nel senso più pieno e più fecondo.
Abbiamo bisogno di scoprire l’amore sorgivo da cui sgorga la pienezza della vita.
Abbiamo bisogno di riscoprire la Paternità di Dio per poter cogliere ancora, fra le cose e le persone che ci circondano, l’inconfondibile voce che dall’ intimo dolcemente ci sussurra: tu sei il mio figlio diletto: in te mi sono compiaciuto! (Cf. Mt 3, 17).
LA PAROLA “PADRE” NON È SOLO BIBLICA
La parola Padre non è nota solo all’interno dell’antico popolo ebraico e non è fiorita solo dal labbro di Gesù.
Molti popoli antichi l’hanno usata.
Nelle religioni indiane, era usata la parola padre per indicare il cielo, e la parola madre per indicare la terra: due principi che, secondo la concezione di quelle religioni, danno origine all’universo. Nella civiltà greco-romana spesso Zeus, Giove, è chiamato “padre degli dèi e degli uomini”.
Platone chiama col nome di padre l’idea del bene, che, a suo dire, è la suprema realtà.
L’uomo, con le sue sole forze naturali, ha sempre intuito, più o meno chiaramente, che l’idea di Dio doveva essere associata a quella di padre, perché alla figura del padre è naturalmente collegata l’idea della fecondità e della bontà.
Sono solo intuizioni, ma tutte convergono nel delineare il volto del Creatore come quello di un Padre buono.
NEL CAMMINO INCONTRO AL PADRE, QUALE DIFFERENZA FRA LA NOSTRA E LE ALTRE RELIGIONI?
Vi è una differenza abissale, quanto alle origini e quanto ai contenuti:
- le altre religioni nascono dal basso, cioè dalle ricerche umane protese a scoprire l’origine dell’universo e le caratteristiche proprie del Creatore.
Sono ricerche che hanno soluzioni diverse e discutibili, senza un riscontro oggettivo e sicuro.
la nostra religione nasce invece dall’alto, come risposta
all’iniziativa di Dio di rivelarsi e di donarsi all’uomo.
La nostra religione nasce nel momento in cui la Rivelazione viene accolta. Anzi, la religione cristiana non è una religione propriamente detta: è una fede.
E per fede si intende l’accoglienza delle verità rivelate non per la loro intrinseca evidenza, ma per i ‘Autorità infallibile di Dio che le rivela.
Queste verità sono oggettivamente valide e sicure.
Chi le accetta ha la certezza di ciò che crede, anche se le comprende in minima parte.
Fede e ragione non si escludono, ma si completano (come riafferma Giovanni Paolo lI nella recentissima enciclica Fides etratio del 16 ottobre 1998).
L’accettazione della verità rivelata non dispensa l’uomo dal cercare Dio per vie naturali; ma la sola ragione non può arrivare a scoprire ciò che Dio ha voluto rivelare.
Tre sono i modi per giungere a conoscere Dio:
- la via del cuore: io sento!
- la via della ragione: io so!
- la via della fede: io credo!
La fede, da sola, giunge là dove non arrivano il sentimento e la ragione; il sentimento e la ragione non possono sostituire in nessun modo la fede!
LA RIVELAZIONE, L’UNICA STRADA PER ARRIVARE A CAPIRE
Solo accostandoci alla Rivelazione possiamo quindi conoscere l’identità di Dio.
Solo accogliendo le notizie che lo stesso Padre ci ha voluto trasmettere possiamo entrare nel suo mistero!
È quindi solo aderendo a Lui, nella fede, che possiamo metterci sulla via sicura.
Non c’è dunque che una via: questa!
Non la via della pura ragione o dell’istintivo sentimento, ma la via dell’adesione nella fede.
Solo il Padre può darci risposte adeguate e definitive; e, per questo, non ci resta che ascoltare la sua Parola, che è contenuta nella Bibbia.

Lory









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