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By Cristiani di Lory
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Cristiani di Lory guida dal 22-03-2006

La confessione

CONFESSARSI Perché, come?

foto intervento

Perché confessarsi?

 

È giusto trascurare il sacramento della Penitenza o della Riconciliazione, soltanto perché si incontrano difficoltà o si sono avute al riguardo esperienze ritenute deludenti?

È sufficiente accontentarsi di una celebrazione solo «meccanica», quasi rassegnata e triste?

Cosa dire di una confessione pensata o vissuta nel segno della paura, dell'ansietà, o semplicemente del proprio orgoglio ferito?

Le difficoltà, gli interrogativi e i problemi nei confronti della confessione possono essere certo più numerosi e più personali di quelli accennati...

Ma se le ragioni per celebrare il sacramento della Riconciliazione fossero molto più forti e serie delle difficoltà esistenti?

Forse non abbiamo ancora scoperto sufficientemente il significato e il dono di questo sacramento: la gioia del perdono; la coscienza della nostra dignità; la chiamata a convertirci e a crescere; la restituzione inimmaginabile della novità battesimale; una luce e una forza nuova per amare e per vivere, come frutto della Pasqua del Signore nella nostra vita; un impegno concreto per modificare i rapporti reciproci in seno alla chiesa e alla società, nel segno di una nuova fraternità, di una maggiore giustizia, di una pace più condivisa...

È necessario allora cambiare il nostro atteggiamento nei confronti di questo sacramento, rimetterci in cammino con disponibilità e fiducia, per riscoprire e fare nostra questa ricca esperienza di fede e di vita cristiana.

Queste pagine ti sono offerte nella speranza che possano esserti di aiuto: un piccolo richiamo al dono grande che ti viene fatto.

 

Lasciati riconciliare!

Esci dalla tua sufficienza!

Cerca dentro di te e, nella radice del tuo essere, potrai avvertire una chiamata a cambiare qualcosa nella tua vita, a convertire in meglio la realtà, a crescere e a realizzarti secondo il progetto di Dio.

Esci dalle tue paure e dai tuoi scoraggiamenti!

Dio si prende cura di te, ti cambia il cuore e in Cristo, suo Figlio, ti assicura la vittoria sul male e sul peccato.

Non pensare alla conversione cristiana e alla celebrazione del sacramento della Penitenza o Riconciliazione solo in negativo, come semplice remissione dei peccati e sforzo di non più peccare...

Riconosci la presenza di un Dio che non cessa di amarti.

Dio ti viene incontro per primo e ti accoglie, ti comunica la vita nuova del suo Figlio Gesù.

Lasciati cercare e perdonare!

Lasciati liberare da tutto ciò che può condizionare la tua libertà; lasciati trasformare e convertire...

Allora potrai scoprire la Riconciliazione come il dono da te sempre atteso e desiderato.

Allora potrai gustare e costruire veramente la pace.

 
Convertitevi e credete al Vangelo.

 

Il cristiano deve sentire come particolarmente rivolte a sé le paro­le: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15).

Il peccato e la debolezza davanti alle tentazioni devono convin­cerlo di non essere sufficientemente convertito e fargli sentire il bisogno di riprendere il cammino di una rinnovata penitenza. La conversione, del resto, è impegno di tutta la vita. Tanto più che è sostenuta da una Parola che rassicura e infonde la più grande fiducia. Se grande è il nostro peccato, ancora più grande è la misericor­dia del nostro Dio. Nel Cristo, Dio ha rappacificato il mondo con sé e, grazia ancora più grande, ha affidato agli uomini il ministero della riconciliazione. (dal Catechismo degli adulti)

 

Riconoscersi peccatori.

 

Chi si ritiene giusto e pensa che «peccatori» siano solo «gli altri» non può sentirsi toccato dall'annuncio di Gesù e dal suo invito a convertirsi. Il mondo non è diviso in quelli che peccano e quelli che non peccano, ma in coloro che si lasciano perdonare (credono nell'amore) e coloro che non si lasciano perdonare (non credono nell'amore).
Dobbiamo sentirci bisognosi di perdono dobbiamo cercarlo, desiderarlo, esserne felici. Continuamente anche a noi si ripropone la scelta tra l'atteggiamento del pubblicano e dei fariseo (leggi Lc 18,9-14). Per tutti è importante guardarsi dentro e attorno, e individuare quali situazioni di peccato dobbiamo superare per essere fedeli al progetto e all'amicizia del Signore.

Nonostante la presenza del male e del peccato, possiamo rischiare di non considerarlo nella sua vera portata e subire magari una mentalità che dà poco peso e sottovaluta la realtà del peccato:

- con il negarlo, con il ridurlo a processi più o meno inconsci,

- con l'inclinazione assai diffusa di sentirsi più «vittime» di situazioni che responsabili.

Il peccato nella Bibbia è ricondotto
- o all'atteggiamento di chi non crede all'amore e al perdono di Dio

- oppure alla pretesa di autosufficienza: l'idolatria di sé nelle sue diverse forme.

 

Convertirsi significa «volgersi verso» Dio, che è la nostra salvezza; significa cambiare la nostra vita, secondo le scelte di Cristo per la realizzazione del suo progetto d'amore. Conversione è una profonda verifica di noi stessi e della direzione che ha assunto la nostra vita. Richiede un cambio di direzione: un passaggio da una fede-vocazione vissuta stancamente, a una fede-vocazione vissuta attivamente, come risposta al dono di Dio e all'azione dello Spirito nella nostra vita.

 

Confesso di credere


La confessione non è un lusso, ma una necessità; non è per merito, ma per dono: la Riconciliazione è dono che viene a noi dalla Pasqua di Cristo.

La sera della Pasqua Gesù ha trasmesso agli apostoli il suo stesso potere di rimettere i peccati: «Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi... Ricevete lo Spirito santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi (Gv 20,21-23).

A ciascuno, in tal modo, dopo il peccato viene offerta la possibilità di ritrovarsi in Dio ancora figlio e amico, e con i fratelli in rinnovata comunione di vita.

Nella chiesa e mediante la chiesa, Cristo continua a salvare l'uomo e ad accoglierlo ancora una volta nel suo mistero di morte e di risurrezione.

La chiesa esercita in primo luogo questa potenza santificante con l'annunzio della Parola e l'invito alla conversione.

II Battesimo fa dell'intera esistenza un evento continuo di morte e di risurrezione.

L'Eucaristia rende presente e attuale il sacrificio di Cristo per la remissione dei peccati.

Ma è nella Riconciliazione che appare con singolare evidenza la misericordia redentiva di Dio. In questo sacramento lo Spirito santo, mediante la chiesa, assume la volontà di conversione manifestata dal singolo penitente e la fa incontrare con la volontà divina di rimettere i peccati.

II sacramento inoltre aiuta il credente a distaccarsi più decisamente dal male, a sintonizzarsi con la volontà di Dio, a desiderare di fare nuovamente comunione.

(dal Catechismo degli adulti)

 

Non dubitare .

 


S. Ambrogio, nel commento al vangelo di Luca, ci invita a una fiducia sempre nuova e a un atteggiamento festoso: «Non temiamo se abbiamo dissipato in piaceri terreni il patrimonio di dignità spirituale che abbiamo ricevuto. Poiché il Padre ha dato al Figlio il tesoro che aveva, il patrimonio della fede non si esaurisce mai: pure avendo dato tutto, perché non ha perduto ciò che ha donato.

E non dubitare che egli ti riaccolga: Dio infatti non gioisce per la perdita dei viventi (Sap 1,13); ecco che egli ti viene incontro, si china al tuo collo - infatti "il Signore rialza chi è caduto" (Sal 145,8) - ti dà un bacio che è un pegno di tenerezza e di amore, ordina che ti si porti veste, anello, calzature. Mentre tu temi ancora un rimprovero, ecco che egli ti restituisce la tua dignità; tu temi il supplizio ed egli ti dà un bacio; temi un richiamo ed egli prepara un banchetto festoso per te» (S. Ambrogio, in Lucam 15).

 

«Paziente e misericordioso è il Signore...

 

Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature... II Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto...

II Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero».

(dal Salmo 144)

 

                               Continua