Il Boléro di Ravel

Scritto per un balletto di Ida Rubinstein è diventato in poco tempo uno dei brani più noti al mondo

Nel 1928 la danzatrice russa Ida Rubinstein pensò di interpretare un nuovo balletto, basato su ritmi spagnoleggianti intitolato Fandango.
Decise, quindi, di affidare la parte musicale a Ravel, che si sarebbe dovuto ispirare ai temi di Ibéria di Albéniz.
Mentre si accingeva ad orchestrare la partitura di questo capolavoro della letteratura pianistica, venne a sapere che Enrique Arbos, un noto direttore dell’epoca, aveva acquisito i diritti di Ibéria per cui Ravel non poteva utilizzarlo.
Fu allora costretto a creare un apposito brano, prendendo spunto dal bolero, danza spagnola settecentesca, che aveva avuto una certa notorietà anche al di là dei Pirenei ed era entrata nel repertorio di molti autori europei.
Il risultato finale fu un brano di appena 16 battute, ripetute ossessivamente per più di un quarto d’ora, il cui tempo era inizialmente cadenzato da un piccolo tamburo ed in seguito da percussioni sempre più potenti.
Dal canto loro, le due semplici frasi musicali erano eseguite da fiati e ottoni, in sovrapposizione progressiva, partendo dal flauto, dando così vita ad un crescendo orchestrale di straordinario impatto.
La composizione, sottoposta alla Rubinstein, ottenne un elevato gradimento e, per dirigere la prima fu chiamato Walther Straram, maestro poco noto ma francese, imposto dal sindacato dell’ Opera di Parigi, che in precedenza aveva ricusato Ernest Ansermet in quanto straniero.
Il balletto esordì il 22 novembre del 1928 ed ebbe come ambientazione un’osteria, dove una ballerina di flamenco saliva su un tavolo e si produceva in un ballo sensuale, che scatenava una rissa fra gli uomini che la circondavano.
La trasposizione non piacque a Ravel, che già al momento della ideazione aveva pensato ad un contesto molto diverso, e i riconoscimenti da parte della critica e del pubblico non gli fecero cambiare parere.
Comunque sia, due anni dopo egli diresse il Boléro in un ambito esclusivamente orchestrale, contribuendo alla fama di un brano che, in quasi 80 anni di vita, è stato eseguito innumerevoli volte e che Ravel si ostinò sempre a definire una bella trovata priva di musica.

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Pubblicato il mercoledì 04 ottobre 2006 in: Curiosità musicali

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