Cosa ne pensate della crescente contaminazione fra la musica classica e gli altri generi?
A cura di Marco del Vaglio
Pubblicato il 21/08/2007
Dalla K617 un eccezionale documento musicale relativo alla musica del Settecento europea diffusa nel Nuovo Mondo
Nota come città che ha dato i natali al jazz, New Orleans (Nouvelle-Orléans per i francesi) vanta una tradizione musicale molto più antica, iniziata subito dopo la sua fondazione, nel 1718, da parte di Jean-Baptiste Le Moyne de Bienville.
Infatti, sia i frati Cappuccini, insediatisi nel 1725, che le suore Orsoline, giunte nel 1727, si fecero promotori di una capillare diffusione della musica europea.
Purtroppo, fra incendi, uragani ed altri sconvolgimenti, di tutto questo materiale era sopravvissuta solo una raccolta, conosciuta come “Manuscrit des Ursulines de
Dopo i catastrofici eventi di due anni fa, non sappiamo se il documento sia ancora in buono stato o abbia subito danni irreparabili, per cui il cd della K617, che ad esso attingeva, assume una valenza ancora maggiore.
Il disco comprende composizioni religiose di autori francesi, quali Campra, Lully, Couperin e Marais, la maggior parte delle quali rientrava nell’ambito delle “parodie spirituali”, ovvero si basavano su motivetti noti al pubblico, i cui testi profani erano sostituiti con quelli sacri, per permettere ai fedeli di partecipare attivamente alle funzioni liturgiche.
Si trattava di un modo piuttosto discutibile per avvicinare la gente alla religione, ma molto seguito, a giudicare dalla copiosa produzione esistente al riguardo in quel periodo.
L’unica eccezione è rappresentata dai brani di Henry Desmarest (1661-1741), presenti nella parte centrale del cd e raccolti sotto il titolo Le lodi di Dio che, ad una prima analisi, sembrano nascere direttamente come pezzi sacri e probabilmente furono scritti dal musicista per farsi perdonare una condotta di vita per niente irreprensibile.
Per quanto riguarda l’esecuzione dei brani, essa è affidata a Le Concert Lorraine, diretto da Anne-Catherine Bucher, un raffinatissimo ensemble vocale-strumentale di assoluto valore mondiale.
In chiusura va ancora una volta sottolineata la validità del discorso portato avanti dalla K617, che ha fatto emergere un’ennesima pagina sconosciuta della storia della musica, forse perduta per sempre.