Cosa ne pensate della crescente contaminazione fra la musica classica e gli altri generi?
A cura di Marco del Vaglio
Pubblicato il 26/03/2008
SABATO 29 MARZO MARTA ARGERICH OSPITE DELLA RASSEGNA “GRANDI INTERPRETI” NELL’AMBITO DEL BOLOGNA FESTIVAL 2008
Sabato 29 marzo, alle ore 20.30, al Teatro Manzoni di Bologna, nell’ambito della rassegna Grandi Interpreti, torna ospite di Bologna Festival la pianista Martha Argerich, insieme all’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretta da Tugan Sokhiev.
La grande pianista argentina, eseguirà il Concerto n. 3 op. 26 per pianoforte e orchestra di Prokof’ev, brano di notevole impegno virtuosistico, di cui
Nella seconda parte della serata Tugan Sokhiev dirige
Il senso del fato, l’ineluttabilità del destino vengono evocati sin dal suo primo movimento, con una fanfara di ottoni che ritorna più volte nel corso del brano.
Ritmi di danza e arie popolari di travolgente slancio melodico portano ad una conclusione gioiosa e trionfale della sinfonia.
Programma
Sabato 29 marzo, ore 20.30 - Teatro Manzoni
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Tugan Sokhiev, direttore
Martha Argerich, pianoforte
Sergej Prokof’ev: Concerto n.3 in do maggiore op.26 per pianoforte e orchestra
Pëtr Il’ič Čajkovskij: Sinfonia n.4 in fa minore op.36
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Martha Argerich
Martha Argerich è nata a Buenos Aires nel 1941. Inizia lo studio del pianoforte all’età di 5 anni con Vincenzo Scaramuzza. Enfant prodige, a 8 anni tiene il suo primo concerto. Nel 1955 si trasferisce in Europa con la famiglia, continuando a studiare con Seidlhofer, Gulda, Magaloff, Lipatti e Askenase. Nel 1957 vince il Concorso di Ginevra e il Concorso Busoni; nel 1965 il Concorso Chopin di Varsavia. Una carriera costellata di premi, riconoscimenti e tributi incondizionati da parte del pubblico e della critica che l’hanno apprezzata in straordinari recital solistici o in concerti tenuti insieme ai più grandi direttori del mondo e alle orchestre più prestigiose. Celebre per le sue interpretazioni delle opere pianistiche di grande virtuosismo dell’Ottocento e del Novecento, ha un repertorio quanto mai vasto, che spazia da Bach a Bartók, da Beethoven a Messiaen, inclusi Chopin, Čajkovskij, Schumann, Liszt, Debussy, Ravel, Franck, Prokof’ev, Stravinskij, Šostakovič. Negli ultimi anni si è dedicata con grande passione alla musica da camera, suonando di sovente insieme a Nelson Freire, Alexandre Rabinovitch, Mischa Maisky e Gidon Kremer. Molto ampia anche la sua discografia, che comprende i principali capolavori della letteratura pianistica. Ha inciso per EMI, Sony, Philips, Teldec, Deutsche Grammophon. I premi ricevuti per le sue registrazioni sono numerosissimi, tra i tanti si distinguono il Grammy Award ottenuto con i Concerti di Bartók e Prokof’ev; il Gramophon /Artist of the Year per i Concerti di Chopin; il Künstler des Jahres Deutscher Schallplatten Kritik e il Grammy Award per
La sua incisione con opere Šostakovič (Concerto n.1 op. 35, Concertino per due pianoforti op. 94, Quintetto op. 57) nel 2007 il è stata premiata dal Sunday Times quale “Record of the Year” .
Dal 1998 è direttore artistico del Beppu Festival in Giappone. Nel
Officier de l’Ordre des Arts et Lettres, Accademica di Santa Cecilia, Musician of the Year su Musical America 2001, nel
Tugan Sokhiev
Nato in Ossezia del Nord (Russia) nel 1977, Tugan Sokhiev è attualmente uno dei direttori più interessanti della scena internazionale. Ha studiato al Conservatorio di San Pietroburgo ed è stato allievo di Ilya Musin e poi di Yuri Temirkanov. Nel 2000 dopo aver vinto il Concorso Internazionale Prokof’ev è stato nominato direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Russa e direttore artistico dell’Orchestra Filarmonica dell’Ossezia del Nord. Ha quindi debuttato al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con il Viaggio a Reims e successivamente vi ha diretto Evgenij Onegin, Il gallo d’oro, Iolanta e Samson et Dalila. Ha poi debuttato con l’Orchestre Philharmonique de Strasbourg, l’Orchestra della Bayerische Staatsoper,
Nominato direttore ospite principale dell’Orchestre National du Capitole de Toulouse nella stagione 2005/2006, nel corso dei primi due anni del suo incarico ha portato l’orchestra in tournée in varie città francesi, a Vienna, San Sebastian e Zagabria, ottenendo sempre grande successo di critica e di pubblico. Per il concerto tenuto insieme a Magdalena Kozena al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi nel
Dopo il felice debutto nella Bohème (2001) è ritornato alla Welsh National Opera per dirigere altre produzioni, tra cui un rimarchevole Evgenij Onegin (2004). Collabora abitualmente con il Teatro Mariinskij ed è stato invitato al Festival di Aix-en-Provence, a Madrid e in Lussemburgo per dirigere L’amore delle tre melarance, oltre che a Houston per Boris Godunov. Nel 2007 al Théâtre du Châtelet di Parigi ha diretto Katerina Ismailova di Šostakovič in versione da concerto.
Nelle ultime due stagioni è salito sul podio di numerose orchestre, tra cui la Swedish Radio Symphony Orchestra, la Filarmonica della Scala, l’Orchestre National de France, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Oslo Philharmonic, i Münchner Philharmoniker e nuovamente la Philharmonia, con cui ha stabilito una stretta collaborazione. Il suo debutto discografico è avvenuto nel 2006, con la registrazione della Quarta Sinfonia di Čajkovskij e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij insieme all’Orchestra Nazionale di Toulouse. Nell’ottobre 2007 è stata pubblicata, sempre per l’etichetta Naïve, la sua registrazione di Pierino e il lupo.