
Forma meno colta, rispetto al madrigale, per temi trattati e stile, la villanella ebbe nel Cinquecento una rapida diffusione e, da Napoli, dove era nata, raggiunse sia le altre corti italiane che il resto dell’Europa, subendo differenti evoluzioni ed influenzando sia la chanson francese sia la song britannica.
Questo interessante percorso musicale è stato proposto dal Coro Exsultate Deo, diretto da Davide Troìa, nell’ambito del secondo appuntamento di “Voci nel Chiostro”, rassegna organizzata dall’Associazione Scarlatti.
Nella splendida cornice della chiesa napoletana dei Santi Marcellino e Festo, l’ensemble ha eseguito una serie di brani di autori che, accanto ad una produzione colta, si dilettarono a comporre pezzi piacevoli e talora meno impegnati, ma comunque sempre di notevole difficoltà interpretativa.
L’apertura era rivolta ai compositori italiani, da Giovanni da Nola a Filippo Azzaiolo, passando per Luca Marenzio, Paolo Bellasio, Andrea Gabrieli e Antonio Scandello, con brani nei quali testi in lingua si alternavano a testi dialettali.
In questa prima parte si inserivano anche i fiamminghi attivi nel nostro paese, come Jacques Arcadelt, Adrian Willaert e Orlando di Lasso, e il francese Séverin Cornet, che soggiornò a Napoli e morì ad Anversa.
La musica inglese era invece rappresentata da John Dowland, John Wilbye e John Farmer, mentre i tre brani conclusivi appartenevano ai francesi Pierre Certon, Clément Janequin e Pierre Passereau.
In complesso un repertorio vasto e diversificato, grazie al quale il Coro Exsultate Deo ha avuto la possibilità di dimostrare tutto il suo elevato valore.
Ottimo è risultato l’affiatamento dell’insieme, impreziosito dalla presenza di alcuni solisti bravissimi come Mariella Parascandola (soprano), Michela Lamberti (contralto), Gennaro Di Bonito e Leopoldo Punziano (tenori), Fabrizio Belleni e Giuseppe Di Prisco (bassi).
Un cenno a parte merita il soprano Lia Scognamiglio per la sua intensa e meravigliosa interpretazione di Parmi di star di Séverin Cornet, aiutata sicuramente dall’originalità e dalla dolcezza del brano, a nostro avviso il più bello di tutto il programma.
In conclusione una serata di alto livello, caratterizzata da un caldo così torrido che, in una chiesa dove d’inverno solitamente sono necessari sciarpa, guanti e cappello per evitare l’assideramento, non si riusciva quasi a respirare, per cui meritano un grande plauso anche tutti gli spettatori presenti.
La rassegna “Voci nel chiostro” proseguirà giovedì 3 luglio, con i CamPet Singers, diretti da Eduardo Bocchicchio, che proporranno un accattivante repertorio ispirato alla musica leggera d’autore.
Marco Del Vaglio









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